1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Io sono un tipo abbastanza riservato... Lavoro come Operatore Sociale presso la Cooperativa Sociale ACTL di Terni. Vivo a Collescipoli un piccolo paesino vicino Terni, dove tra le sue mura castellane ,i vicoli e l'amore che nutro per esso, sul mio taccuino appunto le mie emozioni, le cose che vedo e che sento, cercando poi di "trasformarle" in qualcosa che possano "vivere" anche gli altri.
1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nata a Bentivoglio, un paese in provincia di Bologna, da genitori siciliani. All'età di un anno ci siamo trasferiti a Firenze perché mio padre aveva trovato qui un buon lavoro. Da allora sono nati altri tre figli. Sono cresciuta in un quartiere di case popolari alla periferia di Firenze dove vivevano quasi tutti meridionali e per questo mal visto. Adesso questo è diventato uno dei quartieri più verdi, più belli e più richiesti della città.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato ad Amelia TR. Ho vissuto in Campania amando Napoli e sono andato in pensione verso i 55 anni.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono una donna molto forte e sensibile tutti i giorni. Sono nata a Reggio Emilia, provengo da una famiglia spezzata da alcune perdite, togliendomi un’infanzia ma permettendomi di diventare la donna corretta e forte che sono. Penso che la scrittura nasca con te, x quanto riguarda me sono sempre stata una scrittrice.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Io abito da sempre in un piccolo paese in provincia di Brescia, ho frequentato l'istituto professionale ed ho un diploma di analista contabile, anche se crescendo mi sono resa conto di aver frequentato una scuola non adatta a me. Nella vita ho fatto molti lavori diversi, l'importante per me è sempre stata la mia indipendenza, ho lavorato in uno studio di commercialisti come impiegata, ho fatto la barista, ho lavorato in un supermercato, in un assicurazione e da 16 anni lavoro presso un poliambulatorio come receptionist a Brescia associato con l'Asl.
1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato e cresciuto a Bari, grande, vitale e luminosa città del Sud, che si affaccia spettacolarmente sull'Adriatico. La casa dei miei, quella dove ho trascorso un'infanzia meravigliosa (piena di calore, innumerevoli feste, grandi tavolate, Natali indimenticabili) e una giovinezza spensierata è enorme e quasi completamente circondata da uno splendido attico pieno di piante.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Vengo da Brindisi, una città della Puglia, ho deciso di scrivere di me dopo una vita di sacrifici e malesseri vissuti.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Ho visto la scrittura sempre come un confine al di là del quale era difficile andare. ..una sorta di sogno. Poi la vita ti cambia o meglio ti impone dei cambiamenti e così una bella mattina mi sono detta.....buttiamoci. L'emozione che si prova è talmente unica che veramente si ha la sensazione di sognare. Scrivere è per me un magnifico viaggio di sola andata nell'irreale dove sei tu padrone di decidere il tuo destino, i tuoi sentimenti, sei veramente libero di vivere senza il dolore.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Vengo da una famiglia povera. Ho lavorato nel campo della carta, ora sono in pensione.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono romano, ho 45 anni; ho studiato nella capitale fino alla laurea in statistica, successivamente mi sono trasferito a Brescia dove ho conseguito due abilitazioni all'insegnamento. Attualmente sono precario. Da più di 20 anni soffro di depressione; la vocazione alla scrittura, giunta 2 anni or sono, rappresenta per me una valvola di sfogo, una via per trasformare il dolore in qualcosa di positivo.