Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

BookSprint Edizioni Blog

Mercoledì, 24 Maggio 2017 17:19

Intervista all'autore - Marisa Pasculli Casieri

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è, per me, la necessità di far emergere ciò che il mio io, colto da stupore, fascino, grandi emozioni, ha catturato, vagliato ed immagazzinato. Nel caso particolare della stesura del mio libro, quando sono giunta ad esternare quanto avevo accantonato, mi sono sentita pervadere dalle più svariate emozioni, che via via nel corso degli anni hanno interessato i miei diversi stati d'animo. Sono balzati, così, gioie, dolori, turbamenti, inquietudini, ansie, trepidazioni... 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Il romanzo è autobiografico e, pertanto, rispecchia interamente la mia vita reale. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Scrivere quest'opera mi ha dato l'opportunità di mettere in risalto, grazie alle mie esperienze personali, il grande sentimento dell'amore che, se alimentato regolarmente, può trasformarsi in essenza vitale e duratura sì da permettere a chi ne viene lambito di amare a sua volta e divenire fonte preziosa che s’irradia su svariati fronti. 4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative? Mi è risultato semplice scegliere il titolo in quanto avevo una visione chiara dei contenuti che, pur diversificati, avevano un punto in comune: l'amore. 5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché? In un'isola deserta vorrei con me soltanto questo mio libro. Nel silenzio più assoluto, leggendolo, mi calerei, nei meandri della mia stessa vita, per assaporare ancora le emozioni che mi hanno forgiata e rammaricarmi, sicuramente, del tempo che fugge e che dissolve ogni turbamento. 6. E-book o cartaceo? Sono efficaci entrambi: l'e-book, grazie ai dispositivi mobili, è subito a portata di mano e, con la vita frenetica dei giorni d’oggi, lo si può leggere in qualsiasi posto ci troviamo; il libro cartaceo, a parer mio, soddisfa l’appassionato della lettura che fa del libro da leggere un vero compagno da ritrovare scrupolosamente alla sera sul proprio comodino. 7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore? Non ho mai pensato di intraprendere una carriera di scrittore, ho solo sentito l’esigenza di dare sfogo alle emozioni accumulatesi negli anni. Ho cominciato in età adolescenziale a scrivere poesie e poi, in età matura, a mettere insieme i tasselli che hanno dato vita al mio libro. 8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo? Con l'età matura, avendo perso, ormai, entrambi i genitori e, ripercorrendo le tappe della vita vissuta insieme, sentivo dentro di me una forza che mi spingeva ad esprimere e rendere vivido il loro ricordo, in segno di profonda gratitudine nei loro confronti. Durante la stesura del mio libro, mi ha fatto sorridere il pensiero di dover riportare un episodio legato alla mia infanzia che è rimasto indelebile nella mia mente. Il mio papà era affettuoso, ma nello stesso tempo austero e con un semplice sguardo riusciva a farsi ascoltare dai suoi figlioli. Un giorno la mamma aveva preparato le favette fresche con i tubettini ed a me le favette non piacevano. A tavola io ero riuscita a scansarle tutte e a mangiare solo i tubettini. Pensavo di non essere osservata, ma il mio papà che aveva seguito ogni mia mossa, appena ebbi posato il cucchiaio nel piatto mi disse: "Brava, piccola, hai mangiato i tubettini ad uno ad uno, ora mangerai le favette ad una ad una!" Senza fiatare, mi ritrovai ad "ingoiare" le favette proprio "ad una ad una". 9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro? È sicuramente entusiasmante vedere ultimato il proprio libro, ma penso che si possa essere soddisfatti del lavoro portato a termine se l'autore giunge al traguardo con la consapevolezza di essere riuscito a trasmettere qualcosa di positivo. 10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro? La prima persona che ha letto il mio libro, ultimato da diversi anni, è stata mia sorella, più grande di me, passata da circa due anni ad altra vita. Amava anche lei l'arte del comporre e dello scrivere. Aveva fatto appena in tempo a rielaborare il suo manoscritto quando il Signore l'ha voluta con sé. 11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro? L'audiolibro mi entusiasma! Oggigiorno l'uso crescente degli smartphone consente di ascoltare in qualunque momento un audiolibro stimolando, a mio avviso, attenzione ed interesse. Mi è sempre balenata l'idea di registrare io stessa il mio romanzo. Chi meglio dello stesso autore può dar voce al proprio libro, manifestando con la giusta tonalità di voce tutte le proprie emozioni?      
Martedì, 23 Maggio 2017 12:15

Perpetuo mobile

Saverio Capozzi è un uomo che ama il teatro, che ha fatto del teatro la sua passione e la sua professione, e questa passione si evidenzia anche negli scritti; tanto nel suo precedente romanzo, quanto nell’ultimo, il teatro fa da sfondo alla storia. Edito dalla casa editrice BookSprint Edizioni “Perpetuo mobile” si rivela essere un libro ricco di suggestioni e di spunti di riflessione. La forza del romanzo, oltre alla ottima costruzione caratteriale dei personaggi, è nel saper mostrare ai suoi lettori le fragilità dei protagonisti.
Martedì, 23 Maggio 2017 12:05

Intervista all'autore - Saverio Capozzi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? La mia vita è meravigliosa, piena di tante cose, e banale al tempo stesso. Come la vita di tutti, penso che l'importante sia il come si vive ciò che ci capita, che forse è più importante dello stesso capitarci, ammettendo che opportunità o amarezze capitino. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Scrivo quotidianamente al mattino, appena alzato, un tempo variabile che può raggiungere anche qualche ora.
Venerdì, 19 Maggio 2017 16:57

Intervista all'autore - Lucy Picca

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Mi attrae il desiderio di capire cosa c'è in fondo ai comportamenti delle persone, cercare di scoprirne i pensieri, i sogni, i modi di agire. Provo ad individuare da un incontro occasionale e momentaneo su un tram o in un negozio i sentimenti di una donna, se è felice, allegra, se ha qualcuno che l'aspetta. Guardo un uomo e penso a quale ideale politico, di fede, o sport può essere interessato. È quasi un gioco che mi incuriosisce e m'intriga. Mi attrae tutto ciò che non so... ed è ancora tantissimo... nonostante gli anni vissuti. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Posso affermare di essere presente in ogni brano, riga, poesia, riflessione. Cerco di analizzare ogni tratto e sfumatura della mia vita, e trasportarlo in parole, per capire certe scelte mie o di chi mi sta intorno, correggermi, collaborare, agevolare ed essere sostenuta.
Venerdì, 19 Maggio 2017 13:11

Intervista all'autore - Margherita Gambaro

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me è raccontare un'esperienza che ho vissuto. È un modo per trasmettere l'emozione che ho provato. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Trattandosi delle mie emozioni, direi tanto! 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Ripercorrere un momento significativo della mia vita e "fissarlo" in quell'attimo, con quelle parole. Oggi è già tutto in evoluzione.
Giovedì, 18 Maggio 2017 14:25

Un senatore in entanglement

“Un senatore in entangement” è un altro dei testi che sono nati dal labor limae dello staff della casa editrice BookSprint Edizioni. Figlio, dal punto di vista narrativo, di Nicola Feruglio esso è un romanzo che cattura senza difficoltà l’attenzione dei suoi lettori. Il racconto ha concorso al XII Premio Letterario Internazionale “Voci Città di Abano Terme” 2017. Il 14 maggio la Giuria ha reso note le opere vincitrici, pubblicando la lista dei finalisti e dei vincitori sul sito web: (www.circoloiplac.com), Il libro di Feruglio ha ricevuto una menzione d'onore (menzione d’onore che si rilascia a chi si è particolarmente distinto per valore o per merito dopo il vincitore assoluto). La prestigiosa Giuria “Voci Città di Abano Terme”, ha valutato 1190 opere in gara, tra le quali: 129 libri di poesia, 154 racconti e 907 poesie.
Giovedì, 18 Maggio 2017 13:59

Intervista all'autore - Nicola Feruglio

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Per me scrivere è un processo di “digestione psicologica” come se, giunto ad un certo livello di saturazione psichica e morale riguardo una vicenda, io abbia l’intima necessità non solo di pronunciare alcune parole, ma anche di scriverle e d’incastonarle in discorsi. L’atto di scrivere, che a mio avviso assomiglia molto all’atto di meditare, è un tentativo di sublimare e di mescolare la percezione dell’io e dell’altro, del prima e del dopo, del contingente e del trascendente. Attribuisco quindi, alla narrazione, un ruolo determinante nella possibile interpretazione di cosa sia esistere o esser-ci. Un grandissimo scrittore come Rainer Maria Rilke, nella sua opera “I quaderni di Malte Laurids Brigge”, scrisse qualcosa che riesce ad esprimere in termini assoluti ciò che sto tentando di affermare: “…Io sono l’impressione che si trasforma”.
Giovedì, 18 Maggio 2017 11:56

Il mostro Bartolomeo e il suo amico Raglio

Non sempre i mostri delle storie sono cattivi e intenzionati a spaventare i bambini, a volte, a dispetto delle sembianze, possono assumere il ruolo di protettori e custodi dell’amicizia; è proprio questo il caso dei quattro protagonisti del libro “Il mostro Bartolomeo e il suo amico Raglio”, ideato da Paola Cocchia e pubblicato dalla casa editrice BookSprint Edizioni. 
Martedì, 16 Maggio 2017 11:14

Aliti di cielo e pozzanghere di desolazione

I tempi moderni ci portano a vivere un’esistenza sempre più frenetica e ci impediscono di apprezzare le cose semplici della vita. In questo senso la poesia di Giovanni Quattrini vuole riportare l’uomo alla sua unità e alla sua pace interiore. “Aliti di cielo e pozzanghere di desolazione” è un’ode all’amore e un invito alla speranza, che è capace di scuotere le anime intorpidite e di dare nuovo slancio alla vita. La raccolta pubblicata dalla casa editrice BookSprint Edizioni è godibile, sia nella versione cartacea, che in quella dell’e-book.
Martedì, 16 Maggio 2017 10:44

Intervista all'autore - Giovanni Quattrini

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono un uomo di 50 anni, lavoro in azienda di servizi pubblici locali, sono laureato con massimo voti in Sociologia. Sono sposato da 29 anni con Isabella, e ho una figlia di 15 anni Elisa, viviamo in una casa in campagna sul parco del Conero in una natura meravigliosa, abbiamo anche un cane e un gatto. Non ho deciso di diventare scrittore, da sempre scrivo poesie… 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Non c'è un periodo definito, tuttavia la sera e il dormiveglia la mattina sono i momenti più proficui.
Pagina 1 di 200

 

Ultimi Commenti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

I contenuti e i pareri espressi negli articoli sono da considerarsi opinioni personali degli autori che
non possono impegnare pertanto l’editore, mai e in alcun modo.

Le immagini a corredo degli articoli di questo blog sono riprese dall’archivio Fotolia.

 

BookSprint Edizioni © 2016 - Tel.: 0828 951799 - Fax: 0828 1896613 - P.Iva: 03533180653

La BookSprint Edizioni è associata alla AIE (Associazione Italiana Editori)