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BookSprint Edizioni Blog

Mercoledì, 12 Aprile 2017 12:17

Intervista all'autore - Francesco Marrano

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? L'emozione che ho provato è stata fortissima, ma descrivere quali sono i veri sentimenti che si provano è quasi impossibile. Il rischio di scrivere usando frasi fatte e melense è altissimo, forse sono riuscito solo in parte perché ho scritto il libro nell'immediatezza reale dell'accaduto ed in tutta sincerità credo che sia veramente complicato inventare qualcosa di emozionante. In passato avevo scritto solo l'inno della casa editrice per la quale lavoravo e che veniva cantato tutte le volte che ci ritrovavamo tutte le filiali per viaggi o manifestazioni. Nulla a che vedere con tutto questo però una certa emozione me la provocava lo stesso.(Chiaramente lo scrivo ironicamente).
Mercoledì, 12 Aprile 2017 09:41

Intervista all'autore - Salvatore Stirparo

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono Salvatore Stirparo e ho 24 anni, sono cresciuto sin dalla tenera età con i miei nonni che mi hanno insegnato i valori dell'amicizia e dell'amore verso la famiglia. Sono nato a Milano, la città dove sono cresciuto e che ha fatto da cornice a molte delle mie avventure e bevute, tante bevute. Ho iniziato a scrivere quando ho iniziato a leggere romanzi fantasy, rimasi abbagliato dall'effetto che le parole trasmisero dentro il mio cuore. Fu un periodo importante e allo stesso tempo spaventoso; promisi che qualunque cosa mi avesse riservato la vita, qualsiasi ostacolo si fosse messo davanti a me, io sarei diventato uno scrittore.
Lunedì, 10 Aprile 2017 10:49

Intervista all'autore - Daniele Ossola

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? È un passatempo, un modo per staccare dalla realtà, far scorrere le dita sui tasti di un computer sull’onda di sensazioni, emozioni, idee. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Moltissimo, poiché quasi tutte queste storie presenti nel libro mi hanno visto partecipe diretto anche se, talune, con trasposizioni temporali. Ad esempio, nel brano “L’amore durante la peste” pur in un contesto seicentesco a Mantova, ho descritto e rivissuto in chiave storica luoghi attuali che risalgono ai Gonzaga (il ponte, il Duomo, la Rotonda, Palazzo Ducale …). Durante la mia attività lavorativa ho viaggiato moltissimo, e tuttora continuo. Ho ambientato molte storie in Scozia, Inghilterra, Francia e Italia traendo spunto dalle attese negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie dove spesso mi capitava di discorrere con il mio vicino (o vicina) di tavolino o di panchina. Mi sono visto come quel pittore che lascia la sua firma rappresentandosi in uno dei tanti personaggi della tela che sta realizzando.
Martedì, 04 Aprile 2017 10:27

Intervista all'autore - Angela Oancea

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me vuol dire essere in un altro mondo, trasformarmi in mille ruoli e personaggi, provare e sentire le loro emozioni, vivere le loro storie, attraverso me stessa. In generale per me la scrittura è una grande passione, quello che non riesco a dire scrivo attraverso una penna e una carta, da quando abbiamo le possibilità tecnologiche uso una piattaforma per giovani scrittori. Sin da piccola sono stata così. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? La mia vita reale in questo libro rappresenta un piccolo episodio. Anche nel carattere della protagonista ho dato alcuni aspetti del mio.
Lunedì, 03 Aprile 2017 16:46

Intervista all'autore - Giancarlo Buccheri

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Da qualche anno sono in pensione, oggi ho 67 anni e finalmente posso dedicare più tempo a me stesso. Vivo in campagna con tutto quello che ne consegue, non si “finisce mai” e sarebbe necessario lavorare da mattino a sera, ma alla mia età purtroppo devo riconoscere che questo non è più possibile. Ho sempre pensato che prima o poi avrei scritto qualcosa ed ho iniziato per caso e per attività scolastiche con la stesura di testi teatrali. I miei lavori erano sì destinati ai ragazzi, ma nello stesso tempo ho cercato di fare in modo che potessero avere un più ampio respiro e che fossero fruibili anche da un pubblico di adulti. Diverse commedie sono state rappresentate e apprezzate. Il passaggio dalla stesura dei dialoghi di un copione teatrale alla narrativa è stato un po’ una sfida con me stesso, credo che questa tendenza al dialogo si rilevi nel mio romanzo.
Venerdì, 31 Marzo 2017 12:52

Intervista all'autore - Giuseppe Damato

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Mi è sempre piaciuto ed ho anche scritto molto per lavoro, ora, è il mezzo per evadere dal quotidiano volando sulle ali degli innumerevoli ed interminabili sogni. Scrivere mi eccita ed è divenuto quasi un bisogno per la mia mente ed il mio cuore. Scrivere le storie che ho vissuto e che mi hanno segnato, mi procura l'emozione di riviverle; scrivere dei sogni mi procura l'emozione di renderli vivi e quasi realizzarli. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? In questo libro è presente una parte emotivamente importante della mia prima vita. La seconda vita, più eccitante, è da vivere, da sognare e realizzare ancora. Non si smette di vivere quando si cessa di respirare, ma quando si cessa di sognare, di amare. Le persone, la natura, le avventure, tutto ciò che ci circonda.
1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nato a S. Pietro del Carso (allora Provincia di Trieste). Il mio vero nome di battesimo è Johannes Peter Abram, sono profugo giuliano e sono cresciuto in diversi paesi e città del Veneto. Mi sono laureato a Padova, ho insegnato in diverse Università e ho partecipato a scambi culturali in vari Paesi del mondo. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Credo che una formazione scientifica di base sia molto utile anche a chi si occupa di letteratura o di arte in genere. Perciò ad un adolescente consiglierei la lettura di un qualche libro divulgativo sul paesaggio, l'Archeologia, o sulla storia dei popoli d'Italia per esempio, visto che ovunque andiamo troviamo tracce evidenti del nostro passato.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? La scrittura, fin dalle origini rappresenta a mio avviso la volontà di voler trasmettere e comunicare ad altri le proprie emozioni, i propri vissuti, vicissitudini, in sostanza è come voler affermare: “Esisto anch'io!" Senza di essa non esisterebbe neanche la storia dell'essere umano ed in sintesi la definirei: INTELLIGENZA PURA, ATTIVA, ESSENZIALE. Le emozioni che provo nello scrivere sono simili a "vibrazioni", come quando amo. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Il mio libro è la mia vita reale! Da uno a dieci risponderei 10 e più!
Venerdì, 24 Marzo 2017 11:44

Intervista all'autore - Erika Orrù

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata a Cagliari e vivo attualmente a Quartu Sant'Elena. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? In realtà, essendo anche io un adolescente, il libro che più mi ha appassionata nell'ultimo periodo, è sicuramente “La ragazza del treno”, scritto da Paula Hawkins. È un libro che ti permette di riflettere, dandoti anche tante lezioni sulla vita. Ti fa immergere completamente nella lettura e non vorresti staccare nemmeno un minuto gli occhi dalle pagine. È come se tu fossi dentro il racconto.
Giovedì, 23 Marzo 2017 12:18

Intervista all'autore - Peter Amighetti

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Durante la stesura delle poesie presenti in “Nero”, ero in un periodo di totale depressione per svariati motivi. Mi sono buttato prima sul fumo e poco dopo sull'alcol, per cercare di anestetizzare il mio cervello dalla sofferenza e dalla non voglia di vivere. Quindi direi che la stesura delle singole poesie di “Nero” è stata un ergastolo con torture, che mi ha spinto ha riversare la disperazione e la sofferenza nei versi liberi che ho composto. L'ultimo periodo invece, dalla conclusione del periodo di depressione e la chiusura definitiva di “Nero”, ovvero il momento in cui ho deciso che le successive poesie che avrei scritto non avrebbero più fatto parte di “Nero”, è stato caratterizzato, e lo è tuttora, da un'allegria di fondo e da una spensieratezza mai provata. Spero un giorno di poter pubblicare una nuova raccolta ma dai toni decisamente più allegri.
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