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BookSprint Edizioni Blog

Sabato, 28 Ottobre 2017 11:47

Intervista all'autore - Achille Signorile

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è un dialogo con se stessi e con un popolo immaginario di ascoltatori. Quando rileggo le pagine da me scritte, se le trovo ben fatte e capaci di accendere sentimenti, emozioni, ricordi, esperienze e anche speranze, mi commuovo e mi dico che val la pena continuare. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Molto. Il racconto “Abbiamo fatto tutto” è totalmente autobiografico. Ma anche “Più grave di un infanticidio” riflette una vicenda vissuta con particolare partecipazione. Io non credo che uno scrittore possa fare a meno di attingere alla propria vita reale situazioni e passioni: non avrebbe pathos, altrimenti e non potrebbe trasmetterlo agli altri.
Venerdì, 27 Ottobre 2017 16:05

Intervista all'autore - Maria Saracino

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nata a Torino, vissuta a Torino per quanto riguarda l'infanzia, gli studi, la carriera presso un'importante ditta metalmeccanica, svolgendo il lavoro di segretaria di direzione. Questo però non doveva essere il mio lavoro. Mi diplomai stilista di moda, vista la mia insita inclinazione al disegno, bozzetti e fantasia. Il mio lavoro, nello specifico doveva integrarsi nell'arte letteraria. Sino da piccola, sui banchi di scuola, e qui parlo delle scuole elementari, saltavo gli intervalli di colazione e merenda, per me era fondamentale scrivere, sempre e comunque ovunque fossi. In tutta la mia vita ho sempre scritto e continuo a farlo, novelle, poesie ne avrò oltre mille, alcune catalogate alcune no, essendo troppe. Sono ispirata sempre, per esempio "una semplice foglia che cade in autunno cullata dal vento, fino a raggiungere la madre terra per il suo "ultimo viaggio"". Scrivo tutti i giorni. Amo l'arte in tutte le sue forme. Scrivere è nel mio DNA, dipingo quadri ad olio, disegni a china, figurini di moda, mi diletto nelle sculture, il canto, e dulcis in fundo applico anche l'arte in cucina. Non ho deciso io di diventare scrittrice, lo ha deciso la vita, quella stessa vita che mi conduce, la gente che mi legge e mi sprona ad andare avanti in questo meraviglioso mondo letterario.
Venerdì, 27 Ottobre 2017 15:39

Intervista all'autore - Roberto Zerbini

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nato a Camogli, incantevole borgo marinaro ligure, e paese natale di mia madre. Quando avevo sei anni, con i miei genitori, ci siamo trasferiti a Miratoio, delizioso paesino marchigiano, da dove proviene mio padre. Dopo pochi mesi è nata la mia unica sorella. Sono single, divorziato e padre di due bravissimi bambini. Ora vivo a Novafeltria, nell'entroterra riminese. Sono responsabile del magazzino in una ditta che produce cavi elettrici. Ho sempre avuto la passione per la scrittura, però credo che bisogna avere qualcosa da raccontare, per scrivere un libro, così, fino ad ora non avevo mai avuto l'opportunità di farlo. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Purtroppo, lavorando tutto il giorno, mi rimane solo la sera per dedicarmi alla scrittura. Che fortunatamente attenua, in parte le fatiche quotidiane.
Venerdì, 27 Ottobre 2017 15:26

Intervista all'autore - Silvia Messina

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Su due piedi non saprei definirmi secondo linee precise, ma semmai si possa fare un riferimento psicologico, il test della tipologia di Jung (sviluppata da Myers, Briggs, Von Franc e Van Der Hoop) rivela che la mia personalità è quella di mediatore: introversa, intuitiva, sensibile e percettiva. Nella mia vita la psicologia, come scienza, ha influito e influisce in modo particolare tanto quanto la letteratura, insieme alle discipline umanistiche in generale. Ci tengo a specificarlo perché la maggior parte di ciò che scrivo, o in ogni caso l'impostazione con cui scrivo, scaturisce dalla mia formazione umanistica, impregnata di riferimenti sì letterari, ma in larga parte anche psicologici, antropologici, sociologici, pedagogici, filosofici, storici e artistici. Ed è così che la descrizione emozionale si fa sì soggettiva, riferitasi al soggetto e quindi particolare, tuttavia non oggettiva eppure quasi universale, così come lo sono le emozioni. Sono nata e vivo in Lombardia, ma ho origini meridionali. Non mi sento legata particolarmente al luogo in cui vivo, ma posso dire di provare un'accentuata affezione verso la mia nazionalità: ammiro la cultura italiana, vi nutro orgoglio e apprezzo quanto da essa è scaturito. Sin da piccola nutro passione verso la scrittura e ho meditato di trasformare questa passione in una vera e propria professione all'inizio della mia adolescenza, ma negli anni, anche grazie e a causa delle mie esperienze, la mia potenziale decisione è sfumata per dar spazio a una prospettiva più realistica, indirizzata verso le scienze umane (la psicologia, appunto). La scrittura come passione e come mezzo d'espressione artistica, tuttavia, rimarrà sempre una parte fondamentale della mia persona. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Non c'è un momento preciso; mi dedico alla scrittura quando mi sento ispirata. Scrivo in base a riflessioni interiori stimolate dall'ambiente esterno, dalle mie esperienze: scrivo riflettendo su ciò che leggo, studio, imparo, guardo, sento, che tocco e da cui vengo toccata, se vogliamo; in sintesi, riflettendo sulle realtà che vivo. 3. Il suo autore contemporaneo preferito? Non ne ho uno preferito, perché tendo a riferirmi a molteplici personalità del mondo letterario, ma se proprio debba citarne qualcuno, allora menziono Alessandro Baricco per la prosa e Wisława Szymborska per la poesia; in generale, come genere, apprezzo particolarmente i saggi. 4. Perché è nata la sua opera? La mia opera è una raccolta di poesie scritte da quando ero appena un'adolescente sino a oggi, che l'adolescenza sta volgendo per me al termine; essa è nata dal mio desiderio di ottenere una sorta di riconoscimento culturale (e sociale, se vogliamo), un traguardo, la linea di transizione tra una fase della mia vita giunta al termine (l'adolescenza), a una diversa giunta all'esordio (la prima età adulta). 5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto? In generale il contesto sociale nel quale un individuo si forma è determinante, infatti da esso possono dipendere, ad esempio, i registri linguistici. Nel mio caso, la mia formazione non è avvenuta e non avviene in un contesto sociale particolarmente altolocato, per così dire; eppure, in qualche modo, ho avuto accesso a un repertorio culturale più che modesto: in parte grazie all'agenzia educativa quale la scuola, in parte grazie alle mie attitudini verso le discipline umanistiche e per questo, in conseguenza, grazie al mio interesse verso la letteratura e, più in generale, verso la cultura, intesa sia in senso proprio, sia in senso lato. 6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà? Scrivere è entrambe le cose: scrivo per evadere dalla realtà quando mi va stretta, ma scrivo anche per raccontarla, positivamente o negativamente che sia. 7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto? Di me c'è tanto; anzi, direi proprio ci sia tutto. In ciò che ho scritto ci sono le mie sensazioni, le mie emozioni, i miei sentimenti; c'è la mia personalità, i miei processi mentali, le mie sfere personali: quella fisica, quella affettiva, quella cognitiva e quella sociale. Ci sono io e ci sono gli altri, ma visti dal mio punto di vista. Ci sono i miei valori, per quanto questa società di oggi ne sia ormai perlopiù sprovveduta, e quindi l'amore, l'empatia, la solidarietà, l'onestà, la responsabilità, la bontà, la bellezza, i cui confini separanti gli uni dagli altri non è facile definirli, perché nessuno di essi preclude l'altro. 8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera? Sì, in fondo qualcuno c'è sempre. E se non è qualcuno, è qualcosa. 9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo? In generale, in questi anni, ho raccolto le mie poesie su un blog in rete, ma le ho fatte leggere senz'altro a familiari e conoscenti più stretti. 10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book? In mia opinione, niente potrà sostituire l'odore della carta, la sensazione di tenere un libro tra le mani, poterne manipolare il testo e farlo proprio. Per me no, l'e-book non è il futuro della scrittura; senz'altro non è il mio futuro. 11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro? In merito all'audiolibro posso dire sia senz'altro già più interessante rispetto all'e-book.    
Giovedì, 26 Ottobre 2017 10:22

Intervista all'autore - Irina Tumanova

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata in famiglia dei ingegneri minerari. I miei genitori dopo l’università di Mosca (Russia) sono stati inviati in missione a lavorare in Germania. lì ho passato tutta la mia infanzia e gioventù. In Germania ho ricevuto l'istruzione media e di musica. Quando siamo tornati giù a Mosca, sono entrata all'università di acciaio e leghe di Mosca (MISIS (Moscow Institute of Steel and Alloys). Al termine degli studi ho lavorato qualche anno come professionista ma ho sentito sempre la mancanza della musica nella vita mia e ho trovato la possibilità di licenziarmi continuando così da interessarmi di musica e canto.
Mercoledì, 25 Ottobre 2017 12:38

Intervista all'autore - Francesca Rossi

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata a Bassano del Grappa, un piccolo paese in provincia di Vicenza. La mia casa, però, è a Romano d'Ezzelino, un paesino immerso tra le verdi colline. È qui che sono cresciuta. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Un libro che consiglierei è "L'Alchimista" di Paulo Coelho, perché ti apre la mente e ti mostra le cose da punti di vista diversi da quelli normali. 3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book? Per me un e-book non riuscirà a sostituire il libro cartaceo, perché solo le pagine di un libro, attraverso il loro odore e la loro consistenza riescono a far suscitare emozioni spettacolari. Il libro è qualcosa di caldo, l'e-book è freddo.
Mercoledì, 25 Ottobre 2017 10:19

Intervista all'autore - Rosalba Di Giacomo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è trasferire sulla carta e donare le mie emozioni al fine di condividerle con chi parte mi legge. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Sicuramente parte della mia vita reale è fra le righe di questo libro dove ho trasferito il mio cuore. Soprattutto in esso è tutta la mia fantasia attraverso la quale guardo e vivo il mondo e la vita stessa. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Per me scrivere equivale a liberarmi dalle ansie, dalle paure, dalle tristezze. Significa entrare in un'altra realtà. Una realtà dipinta dalla mia fantasia e dalla mia sensibilità. Scrivere è vivere ogni volta una nuova vita e una nuova emozione. Una emozione da regalare a chi mi legge.
Martedì, 24 Ottobre 2017 15:30

Intervista all'autore - Antonella Altamura

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata a Napoli, ho vissuto in un paese di provincia per circa 5 anni, poi dopo aver trovato una casa mi sono trasferita coi miei genitori a Nocera Inferiore. Successivamente, all'età di 11 anni sono tornata con loro e con mio fratello a vivere nella mia vecchia cittadina, dove vivo tutt'ora. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Ognuno ha i suoi gusti e i suoi generi preferiti, naturalmente ce ne sono di tipi diversi per persone di ogni età, per questo se bisognasse scendere nello specifico, prima di nominare un titolo mi accerterei degli argomenti e delle cose che piacciono a quel determinato ragazzo.
Martedì, 24 Ottobre 2017 10:19

Intervista all'autore - Maura Musciatelli

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Mi chiamo Maura, vivo con i miei cinque cani in bel paesino in campagna tra il lago Maggiore e il lago di Varese, a pochi chilometri dalla Svizzera, sono una persona ottimista e penso sempre al meglio, mi piace molto il lato di bambina che ho e che spero di avere sempre a prescindere dagli anni, sono molto emotiva, piango spesso per cose che mi emozionano, adoro la natura, che va rispettata assolutamente. Era da tanto tempo che volevo scrivere un libro, esattamente il libro che ho scritto, ho sofferto veramente tanto quando ero piccola, per mancanza di un punto di riferimento e di affetto, ma alla fine la mia forza di volontà ha prevalso su tutto e tutto grazie ad una persona speciale che dal cielo mi segue, non mi giudica e mi protegge sempre... con discrezione.
Lunedì, 23 Ottobre 2017 12:42

Intervista all'autore - Alessandra Magrin

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Mi chiamo Alessandra Magrin, sono nata a Vicenza dove vivo tuttora. Dopo il diploma iniziai il mio percorso di agente immobiliare che svolsi per parecchio tempo. Dopo molti anni di lavoro nel settore impiegatizio, amante del rischio o forse per scelta obbligata, decisi di addentrarmi nel settore alberghiero e della ristorazione e arricchire così il mio curriculum lavorativo, provando diverse esperienze. Nel mio tempo libero mi dilettavo nella scrittura di racconti per lo più amorosi sempre con un pizzico di ironia, parte integrante del mio modo di essere. Quando poi per gioco mi fu proposto di raccontare le mie esperienze più divertenti in un libro accolsi con entusiasmo la proposta e mi ci buttai a capofitto. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Generalmente non ho molto molto tempo per dedicarmi alla scrittura se non in fase di lavorazione del mio libro, e scrivevo quando mi sentivo particolarmente ispirata.
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