Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

BookSprint Edizioni Blog

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata a Brasov ed ho vissuto la mia infanzia in diverse città della Romania fino a fine agosto del 2003 dopodiché mi sono trasferita con la mia famiglia qui in Italia nella città di Firenze. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Ultimo mio libro letto, o meglio, diciamo il penultimo (visto l'ultimo ancora non l'ho finito anche se è dello stesso scrittore) si intitola “Ho bisogno di te” dello scrittore Luigi Cerciello. Consiglierei il libro a chi come me piace leggere racconti sull'amore che mi fa sognare liberamente ed immergermi nella storia raccontata.
Martedì, 01 Agosto 2017 10:25

Intervista all'autore - Lisa Brucculeri

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono laureata in Farmacia, e mi sto laureando in Medicina e Chirurgia. Mi piace imparare sempre nuove cose e girare il mondo. Per quanto riguarda la scrittura, ho sempre desiderato diventare una scrittrice di romanzi e quest'idea si è presentata per la prima volta nella mia mente quando avevo nove anni. Ero molto timida e piena di fantasia, e spesso per passare il tempo. Scrivendo posso far diventare reali e tangibili protagonisti e situazioni presenti solo dentro me su mondi e personaggi immaginari.
Lunedì, 31 Luglio 2017 12:15

Intervista all'autore - Susy Tolomeo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivo per comunicare ed ogni pensiero che rendo tracciabile lo rivolgo al lettore immaginando che sia un bambino. Esprimo delle sensazioni ed emozioni partendo dal presupposto dell'insegnamento tra pari. Ovvero io non ritengo di saperne di più di te e scrivo per informare circa il mio concetto e non pretendo che chi mi legge sia d'accordo. Sicché conduco il lettore alla riflessione e ad indagarsi. Come accade nei giochi dei bambini in cui ciascuno si pone verso l'altro una volta come colui che insegna e un' altra volta come colui che impara. Mentre scrivo trasfondo nel libro diventando io l'altro che mi legge come se entrambi fossimo due player di tennis per esempio e la pallina rappresenta l'emozione che lancio e che mi torna dall'altro player sotto forma di passione.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nato 43 anni fa a Palermo, dove tuttora risiedo. Le mie due più grandi passioni a cui ho donato tutto me stesso sono state e saranno per tutta la mia vita, la musica e la letteratura. Per diversi anni sono stato un dj, nei pub della mia città, suonando musica elettronica e mixandola con tutto ciò che producesse un suono, dai giocattoli a batteria di mia figlia, ai vecchi dischi in vinile di ogni genere musicale. In questo periodo iniziai a studiare la natura delle onde sonore, interrogandomi sul modo in cui la nostra mente trasforma in suoni delle semplici vibrazioni e frequenze eteree. Da qui iniziai un lungo percorso di studi e letture poco ortodosse, in forma quasi compulsiva. Mi appassionai alle antiche dottrine esoteriche, ai culti pagani e alle religioni rivelate, poi la magia naturale ed artificiale, l'occultismo e la demonologia, comparate con le moderne scoperte della fisica quantistica. Subito dopo questo periodo di grandi domande interiori, il salto dalla saggistica alla narrativa fantastica e dell'orrore fu breve. Furono proprio queste ultime letture a far nascere in me il desiderio di iniziare a scrivere, come se qualcosa al mio interno pressava e spingeva per venire allo scoperto.
Lunedì, 31 Luglio 2017 11:29

Intervista all'autore - Monia Delfino

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me vuol dire evadere dal mondo reale, accompagnata dalla musica mi fa entrare in un posto dove tutto sembra possibile. È come vivere una realtà al di fuori da ogni schema e nel mio libro si evince tutto questo. Sin da quando ero bambina ho la sensazione che tutto quello che mi sta intorno sia frutto della mia fantasia come se esistessi solo io in questo mondo, come il Piccolo Principe. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Tutto quello che la protagonista vive è frutto della mia fantasia, anzi di quel mondo che scopro ogni volta che mi rifugio nella scrittura e nella musica, quando leggo un libro o ascolto musica divento la protagonista di quello che leggo come se andassi in un parallelo diverso dal nostro.
Sabato, 29 Luglio 2017 15:25

Intervista all'autore - Davide Baglini

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nato a Roma, ventisei anni fa e credo che nell'arco dei miei anni, ho vissuto una vita molto intensa, sicuramente non banale e noiosa. Ho cominciato, sin dalla mia tenera età a scrivere, non romanzi, non commedie, ma sulla vita quotidiana e su quella degli altri, cercando di capire come era vissuta, se secondo me era giusta, insomma cercavo di analizzare ogni rapporto umano, partendo dalla mia famiglia. In seguito ho proseguito i miei studi, ma soprattutto ho cercato di studiare la vita, la realtà, cosi com'era. La mia adolescenza è stata frenetica ed esorbitante, per qualche anno è stata incosciente e spudorata, quasi irriconoscibile rispetto alla mia persona; ma anche di quegli anni ho fatto tesoro delle mie esperienze, utili per capire la mente umana. Questa è la mia passione, la mia giornata e proprio questa passione mi accompagna sempre durante i miei giorni, dalla mattina quando mi sveglio fino alla sera quando mi addormento.
1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata a Firenze, ma i miei genitori vivevano già a Milano dove si sono trasferiti con i miei fratelli per esigenze lavorative. Mio papà all’epoca viaggiava molto e mia mamma a Milano non aveva nessun familiare, perciò, dal momento che la sua terza gravidanza risultò parecchio complicata, decise di tornare a Firenze dove poteva essere aiutata e assistita dai suoi genitori. La versione ufficiale però è che sono nata a Firenze per “par condicio”. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Agli adolescenti consiglierei di leggere e basta. Credo sia rischioso “imporre” loro una lettura, perché anziché far nascere l’amore verso i libri, si potrebbe generare una sorta di “repulsione”. È importantissimo che i ragazzi leggano, ma lo è altresì che scelgano loro il genere e l’autore. Per questo la scuola può essere molto utile, perché durante l’anno nel programma di italiano si studiano vari generi letterari e ci si può fare un’idea dei propri gusti. È fondamentale stimolare la loro curiosità e la loro voglia di scoprire, conoscere e sperimentare. 3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book? In generale mi reputo una “donna digitale”, ma non quando si tratta di libri! Per me la definizione di libro include l’aggettivo cartaceo: il profumo della carta è inebriante e non ho mai letto un e-book. Quando mi è capitato di affrontare l’argomento ho notato che spesso il motivo per il quale si sceglie il digitale al posto del cartaceo, è l’ingombro che questi hanno. I libri non si buttano, perciò a casa nostra abbiamo adottato un sistema di “smaltimento”: su un apposito tavolino riponiamo quelli che abbiamo già letto e che non abbiamo interesse a conservare. Quando qualcuno viene da noi ormai sa che può attingere da quel tavolo e prendere tutti i libri che vuole. È un sistema che funziona bene! 4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato? Non mi reputo una scrittrice e mai ho desiderato diventarlo. Ho fatto il liceo Classico e il primo anno sono stata addirittura rimandata anche in italiano; nonostante ciò, con il passare degli anni mi sono accorta che scrivere è una delle poche cose che mi riesce naturale fare. In qualsiasi ambito, sia esso lavorativo o no, spesso mi sentivo dire “scrivilo tu, che sei brava!” 5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro? Credo che la vita mi abbia regalato una storia da raccontare e farlo ha rappresentato per me il mezzo per dare senso agli anni più travagliati della mia vita. 6. Quale messaggio vuole inviare al lettore? La capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà, cioè la resilienza, tanto in voga ai giorni nostri, non è un potere che hanno i supereroi, ma chiunque può trovarla dentro di sé, persino una Mustanga! 7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita? Ho cominciato a mettere per iscritto tutto quello che avevo vissuto negli ultimi anni, comprese alcune pagine di diario dedicate a mio figlio appena nato. Credo di averlo fatto perché mi sentivo pronta a rivivere alcune emozioni e a descriverle con uno sguardo più distaccato e meno coinvolto. Dopo neanche un mese ho terminato il mio manoscritto e mi sono resa conto che quello che avevo cominciato a raccontare a me stessa sarebbe potuto diventare un libro anche per gli altri. 8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere? Il mio libro è nato da un abbraccio dato ad un’amica e dalla sua immensa gratitudine per esserle stata accanto quando ne aveva bisogno. 9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine? Non ero consapevole del fatto che stessi scrivendo un libro e questo forse ha reso il tutto più semplice: non dovevo nemmeno pensare a cosa scrivere perché mi veniva tutto molto naturale. 10. Il suo autore del passato preferito? Ho amato tantissimo i “Promessi sposi”. Quando ero una liceale affrontavo con facilità Dostoevskij, Pirandello, Leopardi e Verga, ma adesso prediligo gli autori contemporanei. 11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro? Come ho già detto, sono una sostenitrice del libro cartaceo, però l’audiolibro, rispetto all’e-book, è meno asettico. Il suono delle parole, la cadenza, l’intonazione possono conferirgli qualcosa di unico e particolare, ma occorre essere preparati per farlo, un po’ come i doppiatori di una pellicola cinematografica!      
Sabato, 29 Luglio 2017 12:32

Intervista all'autore - Alessio Silo

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono Alessio Silo, studente universitario, nato a Isola del Liri il 18 luglio 1990 e vivo a Monte San Giovanni Campano, uno dei borghi più suggestivi della Ciociaria. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. 3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book? Penso che sia un adattamento al progresso, ma penso anche un e-book non potrà mai sostituire un libro cartaceo. Sono due linee completamente diverse.
Venerdì, 28 Luglio 2017 11:42

Intervista all'autore - Daniela Pin

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata e cresciuta a Bologna ma sono di origini venete, i miei sono di Padova e Mestre. Attualmente vivo fuori Bologna vicina alla natura che amo profondamente e da dove traggo energia e pace, per come sono non la troverei in città, amo vivere tranquilla, defilata dalla confusione circondata dal verde e dai miei gatti, amo gli animali e devo trattenermi potendo ne avrei la casa piena, io li definisco angeli con il pelo al posto delle piume. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Non mi sento in proposito di consigliare un titolo preciso o un autore, ma mi sento di dire che ritengo molto utile per l'evoluzione dell'anima e l'apertura del cuore leggere libri di sensibilizzazione su temi come la spiritualità vera, l'amore per il nostro pianeta e gli animali, letture insomma che aprano il cuore e facciano entrare in empatia con il tutto la persona che legge. Sensibilizzare i giovani a tal proposito è un passo fondamentale, soprattutto in questo momento storico ed evolutivo dove si tenta di spersonalizzare tutto e tutti, togliendo speranze e buoni principi.
Venerdì, 28 Luglio 2017 10:16

Intervista all'autore - Renato Carvelli

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Mi chiamo Renato Carvelli, vengo da Crotone, una provincia della Calabria situata su Mar Ionio. Sono cresciuto a Scandale, un paesino collinare a 20 kilometri da Crotone, dove da quasi 30 anni mi sono definitivamente trasferito sia perché ho conosciuto la mia compagna del luogo e sia per le opportunità lavorative. Da ragazzo ho sempre lavorato e lavoro nel campo della ristorazione. Fin da giovane ho sempre scritto e scrivo saggi, poesie e testi musicali, vista anche la mia passione per la musica, e molti di questi testi sono stati anche e incisi e musicati da mio fratello Gianni. Ho deciso di intraprendere la stesura del mio libro circa due anni fa perché sentivo l'esigenza di esplicare ciò che è stata ed è la mia passione primaria, la ricerca della verità. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Prettamente nel primo pomeriggio, prima di andare a lavoro e poi alla sera tardi, perché con la quiete serale ho modo di essere più concentrato.

 

Ultimi Commenti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

I contenuti e i pareri espressi negli articoli sono da considerarsi opinioni personali degli autori che
non possono impegnare pertanto l’editore, mai e in alcun modo.

Le immagini a corredo degli articoli di questo blog sono riprese dall’archivio Fotolia.

 

BookSprint Edizioni © 2016 - Tel.: 0828 951799 - Fax: 0828 1896613 - P.Iva: 03533180653

La BookSprint Edizioni è associata alla AIE (Associazione Italiana Editori)