Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

BookSprint Edizioni Blog

Lunedì, 04 Settembre 2017 10:45

Intervista all'autore - Gian Francesco Camoni

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Mi chiamo Gian Francesco Camoni, ho 64 anni, sono a nato a Pistoia dove attualmente risiedo. Sono un ingegnere elettronico da qualche anno in pensione, sposato con Licia e ho due figlie anche loro sposate e un figlio che per il momento vive in casa con noi. Ho deciso di diventare scrittore a seguito di una curiosa circostanza. Nel dicembre del 2012 una delle figlie, piuttosto impressionata, mi mostrò una foto che aveva scattato nel suo appartamento, dove compariva una misteriosa quanto inquietante mano monca appoggiata sulla spalla del marito. Come un esperto mi ha successivamente spiegato, si trattava solo di un singolare effetto di sovrapposizione d’immagine avvenuto nella memoria digitale della macchina. Spinto da mia moglie, provai a imbastire un breve romanzo giallo intitolato “La mano”, che prendeva spunto da questo fatto, che scrissi nel giro di una ventina di giorni e successivamente feci stampare. Ho dedicato il libro a Stefano Turchi, nipote di mia moglie ed ex calciatore che nel 2005 ha contratto la sclerosi laterale amiotrofica o SLA. L’idea e il libro piacquero a Stefano che ne ha distribuite diverse centinaia di copie alle persone che sostengono la Onlus da lui creata per aiutare le persone invalidate da questa malattia. La facilità che avevo nello scrivere e inventare le situazioni ed i personaggi mi ha convinto a riprovarci pochi mesi dopo e da allora non ho più smesso. In conclusione ad oggi ha già stampato otto romanzi, tutti sul genere “giallo”.
Sabato, 02 Settembre 2017 10:40

Intervista all'autore - Catello Pagano

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Vengo dal mare, sono nato sull'isola di Ponza, poi mi sono trasferiti a Viareggio per la scuola alberghiera, ho girato il mondo in lungo e in largo sempre per lavoro. Come sono diventato scrittore? È stato per caso, quando mi sono ammalato passavo molto tempo in casa davanti al computer, solo allora decisi che sprecavo tempo, allora decisi di scrivere i miei libri. Il primo lo feci pubblicare da book sprint edizioni, dopo la pubblicazione mi accorsi che non era perfetto era pieno di errori, solo allora decisi di toglierlo dalla vendita, in seguiti ne ho scritti altri due li feci pubblicare da Demian edizioni con ottimo risultato di critica e di vendite. Con quest’ ultimo, “L'isola di Corallo” sono tornato alle origini.
Venerdì, 01 Settembre 2017 15:21

Intervista all'autore - Anna D'Agostino

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? È la prima volta che mi cimento nella realizzazione di un libro, avendo cominciato un po' per gioco non ci credevo molto, ma più andavo avanti e più sentivo che la cosa mi affascinava. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Molto, visto che parte della storia che viene raccontata nel romanzo l'ho vissuta realmente, ma modificata in molti punti e il tutto colorato molto di rosa. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Scrivere quest'opera per me ha significato molto, visto che essendo affezionata ai ragazzi, ma soprattutto a Piero, ho potuto realizzare il mio sogno non da semplice fan, ma da ragazza che ha potuto capire quanto dei grandi artisti possano essere molto vicini alle persone comuni.
Venerdì, 01 Settembre 2017 11:44

Intervista all'autore - Sino Mokas

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? La principale emozione è costituita dal vedere la storia prendere corpo e soprattutto individuare il finale adatto. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Molti aspetti sono presenti relativi alla mia professione di medico e all'aver conosciuto persone che cominciavano ad avere i sintomi rendendosene conto. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Scrivere questa opera ha significato per me analizzare meglio le caratteristiche della malattia e poterci inserire alcune esperienze che hanno segnato la mia vita.
Giovedì, 31 Agosto 2017 12:47

Intervista all'autore - Michele Annese

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Documentare, Tramandare, dire la Verità. Scrivere è il mio lavoro: - lo è stato a scuola quando i libri non si potevano comprare; - lo è stato nel mio ruolo cinquantennale di bibliotecario, di redattore di progetti culturali e di atti amministrativi; - lo è dal 1968 come giornalista; - lo è stato dal 2001 quale Segretario Generale di due Comunità Montane. Scrivere, in ogni settore e in ogni occasione procura emozioni nuove e non sempre positive. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Sicuramente il 50%. Considerato che in questo libro sono state raccontate esperienze di gestioni politico-amministrative di 16 Comuni interprovinciali, di risorse umane avviate al lavoro con progetti di solidarietà e dell’assoluto rigore richiestomi nel ruolo di dirigente pubblico, in uno, con quello di direttore di biblioteca a “mezzo servizio”. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. - Denunciare le scelte sbagliate del legislatore a fronte di interessi inalienabili dei territori amministrati; - Testimoniare l’impegno di rappresentanti politici, democraticamente eletti dal popolo; - Solidarizzare con i “giovani” che si affacciano, ancora in uno stato di precarietà, alla pensione, dopo aver dato il meglio per guadagnare stima e professionalità. 4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative? Pensato, scritto e mai cambiato. Con l’idea dell’opera è nato anche il titolo, considerato come il nome di una “nuova creatura” venuta alla luce. 5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché? La Divina Commedia... per comprendere meglio Peccati e Peccatori. 6. E-book o cartaceo? Cartaceo, senza dubbio! Sfogliare, sottolineare, tornare alla pagina da approfondire, è certamente un esercizio che favorisce l’apprendimento e la formazione del lettore, processi difficilmente replicabili con lo scorrere di un “freddo” cursore. 7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore? Mai! Ho scritto molti libri: genere storico, letterario, ambientalistico, turistico, biografico, con il solo scopo di non perdere “memorie” importanti del tempo vissuto; tanti i servizi giornalistici, le corrispondenze, pubblicati su quotidiani, settimanali e riviste in cinquant’anni… Mai pensato alla carriera di scrittore! Attualmente sto lavorando sulle bozze di un nuovo libro di oltre 400 pagine per documentare l’attività della Biblioteca di Crispiano. A Dio piacente è in programma lo “sfoglio” delle numerose “agende di servizio” utilizzate come giornalista, per “aggiornare” la storia politico-amministrativa di Crispiano, dagli anni ’50 in poi. 8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo? Un pranzo di commiato con i “giovani” delle due Comunità Montane, organizzato sul “confine” delle stesse, in occasione del mio collocamento a riposo. Un desiderio espresso dai commensali, che per oltre trent’anni hanno condiviso con me, ansie e preoccupazioni gestionali di Enti incompresi. Una richiesta accettata, tra un bicchiere e l’altro di buon vino della “Murgia”, pensando però di non riuscire a soddisfarla. Invece il libro, nella sua veste, bella ed elegante, ora è nelle librerie; leggerlo sarà interessante per comprendere le logiche della politica non sempre indirizzate agli interessi delle popolazioni amministrate, ma anche per "sorridere" su argomenti seri. 9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro? Grande emozione! Già l’invio della prima bozza da parte dell’Editore ha suscitato molta emozione, pur non essendo la prima esperienza. Nel proseguo del lavoro tale sentimento è cresciuto grazie alla metodologia puntuale e progressiva della Casa Editrice, alla cortesia, precisione, professionalità e suggerimenti di tutta l’equipe di Vito Pacelli, a cui rivolgo un plauso per il riscatto personale e per le capacità editoriali dimostrate. 10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro? - Mio genero Donato Basso che ha sacrificato il suo limitato tempo libero e messo a disposizione la sua alta professionalità di “architetto della rete informatica” di istituti finanziari, per contribuire all’arricchimento del libro. - Il mio amico giornalista professionista, che ha dato la disponibilità a recensire l’opera, Franco Presicci di Milano - “Premio vita da cronista”, che ha lavorato quarant’anni al “Giorno” ed in altri quotidiani nazionali;- Mia moglie Silvia, anche lei giornalista e docente di lettere, che ha reso partecipi i cinque figli, Gianpaolo, Marzia, Gabriele, Daniele e Antonella. 11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro? Pratico, economico, ma lascio questa novità tecnologica a quanti non hanno mai provato il piacere di avere nelle mani un libro cartaceo, sperando comunque che questa, incrementi almeno la lettura.      
Giovedì, 31 Agosto 2017 12:17

Intervista all'autore - Agata Bonanno

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata e cresciuta in un paese della provincia di Catania, alle pendici dell'Etna. A Catania ho vissuto un lungo periodo della mia vita, prima da pendolare per seguire il ciclo di studi, fino alla laurea in Pedagogia, poi perché ho sposato un catanese e abbiamo messo su casa a Catania vivendoci per diversi anni e dove sono cresciuti anche i nostri due figli. Adesso non abitiamo più in città, ma i luoghi di cui parlo nel romanzo sono veri. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Un libro Di Enrico Brizzi "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" che ho letto anni addietro e di cui ho visto anche il film... bellissimo. Mi ha affascinato per il messaggio che contiene e cioè che per crescere, si deve andare allo sbaraglio, alla scoperta della vita, con i suoi successi e i suoi errori. Tuttavia consiglierei anche la lettura di opere di grandi autori classici che regalano un buon bagaglio culturale.
Mercoledì, 30 Agosto 2017 10:41

Intervista all'autore - Christian La Perna

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Mi chiamo Christian, ho diciassette anni e vivo a Montelepre, un piccolo paesino della provincia di Palermo. Ho sempre amato scrivere, sin da piccolo, la scrittura è stata colei che mi ha aiutata a crescere, grazie a lei sono maturato e sono diventato la persona che sono oggi. Molti dicono che sono ancora giovane, che non posso capire certe cose, ma io la pensò diversamente, penso che l'ingresso nella scrittura di un giovane adolescente sia un approccio più che maturo. Iniziai a scrivere tre anni fa, per scherzo, e da lì sono nati i miei libri, le mie storie, i miei protagonisti. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Dicono che la notte porta consiglio, beh, io amo scrivere la notte. È come se mi eclissassi e ci fossi solo io, come se nessuno potesse disturbare la quiete che mi circonda. Il giorno, per quanto possa essere anch'esso di ispirazione, non lo trovo interessante come la notte.
Martedì, 29 Agosto 2017 11:56

Intervista all'autore - Vincenza Zollo

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nata a Roma ma abito a Pomezia da 35 anni, non ho deciso di diventare scrittore, sono state le vicissitudini della vita ad aver deciso per me. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Non c'è un momento preciso, a volte mi dedico alla lettura e non scrivo magari per un periodo, comunque di solito è la sera, quando c'è pace e riesco a concentrarmi maggiormente. 3. Il suo autore contemporaneo preferito? Prediligo Alda Merini.
Lunedì, 28 Agosto 2017 15:37

Intervista all'autore - Pinuccia Giovine

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Io sono stata da sempre un'accanita lettrice, i libri mi hanno accompagnato per tutta la vita e mi hanno fatto provare emozioni grandissime. Scrivere però, è tutt'altra cosa, scrivendo riesco ad estraniarmi completamente dal mondo e i personaggi del racconto prendono vita, io vedo i loro volti, le loro espressioni, li faccio parlare, agire e tutto questo è veramente bellissimo. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Nel libro "Gli abissi del male" della mia vita reale in realtà c'è molto poco, se non i luoghi di cui parlo, le vigne, le colline, il paese dove si svolge la storia, ma per quanto riguarda il resto è frutto di fantasia.
Lunedì, 28 Agosto 2017 10:18

Intervista all'autore - Pippo Carrubba

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Per me scrivere, è mandare messaggi ai giovani per dire che la vita, quando si vive non è un miracolo ma è una vita di lotte giornaliere, e mai fare del male al prossimo ma dare l'esempio di onestà e lealtà per conquistare la dignità di uomo. Quali emozioni provo? Quello di sapere che ogni libro è un monito d'insegnamento e questo per me è il massimo. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? È in tutto il libro dalla prima all'ultima pagina, una realtà amara piena di lotte e amarezze, quando si è proletari il padrone si prende la dignità umana e per conquistarla non è facile da realizzarla e allora lotta dura senza paura in quanto i padroni sono sempre nella parte del torto perché vogliono sempre di più come se l'uomo fosse un robot in quanto con un dito premono un bottone e la produzione sale alle stelle e noi non siamo dei robot anche se questi esistono ma hanno sempre bisogno dell'uomo e questo deve essere rispettato e retribuito come dice la Costituzione nell'articolo 36 "il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa".

 

Ultimi Commenti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

I contenuti e i pareri espressi negli articoli sono da considerarsi opinioni personali degli autori che
non possono impegnare pertanto l’editore, mai e in alcun modo.

Le immagini a corredo degli articoli di questo blog sono riprese dall’archivio Fotolia.

 

BookSprint Edizioni © 2016 - Tel.: 0828 951799 - Fax: 0828 1896613 - P.Iva: 03533180653

La BookSprint Edizioni è associata alla AIE (Associazione Italiana Editori)