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BookSprint Edizioni Blog

Giovedì, 06 Luglio 2017 13:19

Intervista all'autore - Giuseppe De Santis

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è un tentativo per mettere in ordine i pensieri. È la continua ricerca delle parole adatte per decodificarli ma, allo stesso tempo, è la delusione che cresce con la consapevolezza di poter utilizzare strumenti non completamente adatti per restituire emozioni che si cortocircuitano tra la mente e il cuore. I pensieri ai quali cerco di dare forma, per loro natura, corrono veloci, si accavallano, si inseguono e le parole possono solo dare un senso vago del fermento che fa vibrare il cuore. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Questo libro è una raccolta di racconti e di emozioni. Dentro c’è la mia vita e la vita di chi ha lasciato un segno indelebile nella mia. Nel libro ci sono i miei ricordi e i ricordi di altre vite.
Giovedì, 06 Luglio 2017 10:10

Intervista all'autore - Vincenzo Saponaro

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nato e cresciuto a Ceglie Messapica (Br), una città incastonata nella Valle d'Itria a ridosso del Salento, ricca di tradizioni e bellezze artistiche e paesaggistiche accompagnate ad una raffinata gastronomia. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Nella mia fase adolescenziale l'unica costante, tra i vari alti e bassi che questa fase porta con sé, è stata proprio la lettura. Io stesso spaziavo da generi differenti fino a trovare il mio genere di appartenenza, per questo non mi sento di consigliare quale libro leggere ma piuttosto, semplicemente, di leggere!
Mercoledì, 05 Luglio 2017 12:18

Intervista all'autore - Giuseppe Ferranti

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me è passione, è evasione dalla realtà circostante, è voglia di vivere e d’immedesimarmi nelle storie dei miei protagonisti cercando d’immaginare le emozioni che loro stessi potrebbero provare, con una sola parola potrei dire è vita. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? In termini percentuali azzarderei un buon 40%, a volte prendo ispirazione da fatti che sono realmente accaduti, ma solo come input iniziale poi cerco di dare sfogo alla mia fantasia e creatività, immaginando storie e personaggi, cercando di farli diventare protagonisti di vicende anche al limite del surreale.
Martedì, 04 Luglio 2017 12:19

Intervista all'autore - Giuseppe Mazzilli

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere, per me, è un ritorno al passato. Mi fa ricordare le discussioni accese, interminabili, che si facevano negli anni a cavallo del sessantotto, quando ero studente serale e pensavamo a cosa fare per migliorare la scuola e la società. Mi fa ricordare le discussioni animate che si facevano, sempre negli anni sessanta, per conquistare i diritti sul lavoro. Io le ho vissute entrambe da protagonista. In quel periodo storico si discuteva di tutto con tutti però, pur partendo da posizioni diametralmente opposte, il dibattito era sempre rispettoso degli interlocutori e delle idee altrui. L'interlocutore non era considerato, necessariamente, un avversario da abbattere. Oggi non è più così. L'interesse verso i temi, sia politici che sociali, non attirano più di tanto.
Martedì, 04 Luglio 2017 11:15

Intervista all'autore - Romina Ciuffa

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? All'età di tre anni scrivevo con entrambe le mani, per dritto e specularmente, da sole o contemporaneamente. Ho sempre scelto quale mano usare e quale emisfero cerebrale applicare. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? La mia giornata non è un arco. La mia giornata è un baleno. Perciò scrivo senza tempi. 3. Il suo autore contemporaneo preferito? Chuck Palahniuk. 4. Perché è nata la sua opera? Per amore prima, per odio poi. Nel vedere qualcuno manipolare altri, per proprie esigenze narcisistiche, opportunistiche, egoistiche. Nel vedere tradire chi non lo ha meritato. Nel veder malizia, leggerezza, incoerenza, distacco, menefreghismo. È nato per sostituire il mio acting out con un meccanismo di difesa nobile, la sublimazione, che mi ha consentito di uccidere il sentimento, prima Rassognazione - quando la rassegnazione si confondeva con il sogno -, poi liberazione dalla più temibile delle mantidi religiose.
Lunedì, 03 Luglio 2017 16:44

Intervista all'autore - Manuela Pace

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nata a Genova 38 anni fa, secondogenita in una famiglia nella normalità degli anni 80. Quando avevo 6 anni i miei genitori si sono separati e il nucleo famigliare si è ridotto a 3 per molto tempo, finché nell'età dell'adolescenza mia madre ha avuto un compagno e dopo qualche anno le due famiglie già esistenti ne hanno formato una unica. Ora siamo in 6 più compagni, fidanzati e mariti. In realtà la decisione di diventare scrittrice mi si è presentata nel momento in cui avevo tra le mani una mia opera che poteva definirsi finita. Fin da piccola pensavo sempre di iniziare a scrivere un romanzo, poi la vita mi ha fatto creare delle poesie.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nata a Padova, vivo a Treviso. Sono vissuta a Feltre (BL) che, considero la mia culla. poi a Conegliano Veneto il luogo dell'adolescenza e dell'amore, in seguito Padova, Milano, Quinto di TV luogo della mia professione di maestra elementare e ora a Treviso. La scrittura è sempre stata il mio passatempo preferito. Ho pubblicato il primo libro di racconti nel 2002 "Grilli per la testa". Questo è il secondo. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Non c'è un momento preciso. Quando mi viene l'ispirazione prendo appunti e li riordino in seguito. Il primo libro è stato scritto di sera e durante la notte. Brevi racconti ai quali sono molto affezionata. Quest'ultimo ha avuto una gestazione lunga.
Sabato, 01 Luglio 2017 11:24

Intervista all'autore - Ruggiero Calò

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me è la via per dare forma e suono ai pensieri. I pensieri passano e si dimenticano perché vengono soppiantati da quelli che vengono dopo o sono legati ai problemi più immediati. Lo scrivere è come acchiappare i pensieri con l'acchiappafarfalle, è metterli in una bacheca per poterli rivedere. Magari un giorno scopriremo che abbiamo sbagliato a mettere la farfalla allo spillo… È un'emozione unica, che ha a che fare con il mistero della materia che ha coscienza di sé. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Il mio libro è fatto soprattutto di osservazioni della vita reale. Le fonti possono essere tantissime: lo studio, un viaggio, la vita di tutti i giorni, il lavoro, persino la TV e il cinema o parlare con le persone. Sta all'individuo scegliersi la fonte da cui trarre le sue idee e magari anche le conclusioni.
Venerdì, 30 Giugno 2017 12:34

Intervista all'autore - Antonia Dartizio

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me è provare e trasmettere emozioni. Scrivo, infatti, quando le mie emozioni sono tanto forti da non riuscire a contenerle. Chiaramente si tratta di emozioni autentiche, dettate da determinati argomenti, esperienze vissute che mi appassionano, che mi permettono di sentirmi viva. Le mie emozioni come la gioia, la serenità, si possono riassumere, quindi, nel benessere psico-fisico che provo scrivendo. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? In ciò che ho scritto c’è molto della mia vita reale perché sono gli episodi, le persone che hanno segnato la mia vita, in senso positivo o negativo, che mi stimolano a scrivere. A poco a poco, quasi inconsciamente, si passa dal personale al generale, al punto da permettere ad ogni lettore una propria identificazione.
Venerdì, 30 Giugno 2017 10:30

Intervista all'autore - Giuseppe Fina

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nato in una tra le più belle isole del mondo il cui nome è conosciuto in tutti gli emisferi come Sicilia. Avevo circa due anni quando mio padre lasciò Castelbuono, mio paese natale posto ai piedi delle Madonie. Con 4 biglietti un treno da prendere, e in mano un paio di valigie di cartone piena di speranza, quella mattina attraversammo il mare. Mia madre i miei fratelli ed io non avevamo idea di quanto grande potesse essere il mondo, magari lo ignoriamo perfino adesso; ma comunque il treno quel giorno si fermò, ed eccoci adesso più toscani di un toscano, con l'amore per questa terra che generosa ci ha dato un tetto un piatto e soddisfazioni. Oggi vivo col cuore diviso a metà, tra le vecchie e le nuove generazioni, ma sicuro non tradirò mai questa terra, che adesso sento mia al 100% e che mi ha dato più di quanto potessi chiedere.

 

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