Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Nata e cresciuta in provincia di Torino, in una bellissima famiglia, sono sempre stata la classica brava bambina, andavo bene a scuola e giocavo a tennis e pallavolo.
Poi, finito il liceo scientifico, ho dovuto abbandonare lo sport perché non mi lasciava più il tempo necessario per seguire gli studi universitari. Mi sono laureata alla Facoltà di Economia di Torino e ho subito trovato lavoro in una società di consulenza informatica molto nota, la Ernst & Young Consulting.
Intanto mi sono sposata, e quando sono rimasta incinta della mia prima figlia, ho lasciato quel lavoro per tornare a collaborare nella gestione dell'ufficio dell'azienda di famiglia...mi occupavo già marginalmente di contabilità durante il periodo universitario...
Questo mi ha consentito di gestire gli orari del lavoro con molta flessibilità e mi ha permesso di seguire le mie due figlie nella loro crescita....e mi è piaciuto moltissimo! Con loro è nata la passione per la danza perché per anni le ho seguite in questa disciplina meravigliosa che ci ha portato a fare stage importanti con maestri di fama internazionale e mi ha fatto conoscere la bellezza del balletto classico, che mi ha portata ad una frequentazione assidua, per un lungo periodo, del Teatro alla Scala di Milano.
Mi è sempre piaciuto scrivere e disegnare. La pittura è stata sempre molto presente nella mia vita...fin da piccola ho frequentato per anni il salotto astigiano di mio zio Emanuele Laustino, pittore del '900 piemontese. Anche mia mamma dipingeva. Ho avuto meravigliosi insegnanti di arte alle medie e al liceo, ma già alle elementari mi piaceva disegnare. E ho sempre amato trascorrere, durante le vacanze estive, sia a casa che nella casa di campagna dei nonni a Isola d'Asti, intere giornate a disegnare i personaggi romantici dei manga giapponesi. Sono sempre stata una romantica!
Poi, nel 2021, con la scomparsa improvvisa di mio padre, tutto è cambiato... è cambiata proprio la visione della vita. Abbiamo chiuso l'azienda di famiglia e, con le ragazze ormai autonome, mi sono ritrovata ad avere tempo...mi sono ritrovata ad avere tanta tristezza nel cuore per una perdita così grave...sono cambiati gli equilibri familiari, anche drammaticamente...ma poi, dopo lo sconforto e il senso di smarrimento, ho cominciato a vedere tutto questo come un'opportunità...la "bellezza collaterale"...
Così ho deciso di dedicarmi totalmente alla pittura e aprire un piccolo atelier a Rivoli, in provincia di Torino. E, dal 2021, sono arrivati anche i versi...sono arrivati come un'esigenza impellente.
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La scrittura arriva all'improvviso...sono parole, frasi che arrivano durante la giornata mentre sto facendo altro...spesso mentre guido...mi piace guidare perché ascolto sempre la mia musica preferita! E così mi capita di fermarmi per annotare subito questi pensieri. Alle volte mi succede di notte, e allora ripeto nella mente le parole, ma se non mi alzo a scriverle da qualche parte, l'indomani svaniscono nel nulla...
Successivamente metto insieme le frasi e i pensieri annottati e scopro che c'è un nesso, e così arriva anche l'ultimo verso...
Il suo autore contemporaneo preferito?
Potrei rispondere sinteticamente dicendo Jacques Prévert per le sue poesie d'amore, Emily Dickinson per la sua audacia e complessità che la rendono così misteriosa, Rainer Maria Rilke perché forse da lui è cominciato tutto...Un giorno ho ascoltato per caso un'intervista alla radio in cui si parlava di questo poeta a me sconosciuto, in particolare si parlava di "Lettere ad un giovane poeta"...mi fermai e annotai due appunti. Sono sempre stata molto attenta al "caso", lo definirei la mia guida per tutte le decisioni importanti che ho preso; non nel senso che le ho prese a caso, ma perché ho sempre dato molta retta alle "scoperte casuali", e la curiosità nell'approfondire mi ha sempre portata a conoscenze nuove, molto affini al mio sentire...nuovi mondi...
"Lei domanda se i suoi versi siano buoni" risponde Rilke al giovane poeta..."Lei guarda all’esterno, ed è appunto questo che ora non dovrebbe fare. Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno.
Non v’è che un mezzo. Guardi dentro di sé"
Ed è quel che ho fatto anche io...anzi lo stavo già facendo, ma leggere questo è come se mi avesse legittimata a continuare a farlo.
Prévert me lo ha fatto conoscere mia madre, senza saperlo... le avevano regalato un suo libro "Jacques Prévert Poesie Quaderni della Fenice 23", ed io più volte, anche se piccola, ero stata colpita dalle sue poesie d'amore...quindi è stato uno dei primi poeti che ho letto.
E poi gli Haiku giapponesi, un'altra meravigliosa scoperta...me ne sono incuriosita leggendo, nella critica di Angelo Mistrangelo alla mia personale di pittura al Circolo degli Artisti di Torino nel giugno 2023, in testa alla brochure di presentazione, due righe introduttive di Hino Sojo...due sole, meravigliose, intensissime righe:
"Diventa chiaro di luna
la mia meditazione che riempie il cielo"
Colpo di fulmine! Volevo che lo stile della mia poesia si ispirasse a questo... breve, intensa, ermetica ma allo stesso tempo evocativa...
Perché è nata la sua opera?
La mia passione più grande è sempre stata la pittura. Quando ho iniziato a dedicarmici più assiduamente non avevo ancora idea di dove questo mi avrebbe portata...i primi dipinti sono stati una vera fase di studio.
Successivamente, l’influenza del balletto e della musica classica che ho imparato a conoscere e che mi accompagna sempre nel mio dipingere, hanno fatto affiorare la “necessità” di associare ai dipinti dei componimenti poetici, quasi ad arricchirne il significato, come a volerne evocarne l’anima.
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Sicuramente il contesto in cui vivo e ho vissuto ha influito tantissimo, tant'è che la scrittura è diventata un'esigenza, uno sfogo, una via di fuga o, al contrario, una via per restare. Non mi riferisco, però, ad un contesto sociale, quanto, piuttosto, ad un contesto più intimo e familiare e, soprattutto, al meraviglioso mondo della danza e del balletto classico per cui nutro una vera e propria passione.
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere è un modo per raccontare la realtà ma, allo stesso tempo, per fuggirla. La realtà è spunto, ma poi tutto si confonde...è un evadere scrivendo...
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In ciò che ho scritto e che scrivo c'è moltissimo di me...è proprio un mettersi a nudo...trovo fascino in questo. Poi, occorre guardare oltre le parole per comprendere il significato...
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Sì, certo! La fantasia, l'amore, la passione, lo scrutare la vita...sono tutti miei costanti compagni di viaggio...
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Beh... A nessuno! Spesso, rileggendo i miei versi, mi pare quasi di invadere l'intimità di qualcun altro...
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
L'ebook non mi piace particolarmente...preferisco il profumo della carta, sfogliare le pagine, persino "fare l'orecchio" all'ultima pagina letta per tenere il segno. Spero davvero che l'ebook resti una semplice alternativa.
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro mi affascina; trovo il raccontare rilassante...lascia spazio all'immaginazione.
