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BookSprint Edizioni Blog

Giovedì, 27 Luglio 2017 16:23

Intervista all'autore - Elisabetta Preti

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Abito in provincia di Ravenna. Parlare della mia vita non è facile perché dal 1999 ho avuto tanti dolori, tante perdite, troppe, davvero troppe ingiustizie.Aziende espropriate, distrutte perché andavano bene, non come si tende erroneamente a credere, che se uno perde l'attività è perchè c'è la crisi o perchè era in perdita. L'esatto contrario invece, che ora si espande a macchia d'olio purtroppo e nessuno fa ancora niente, nonostante le numerosissime rimostranze che ho fatto personalmente. Diciamo che scrivere mi è stato di aiuto a pensare meno e ad avere più fiducia in me stessa. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Di solito nel pomeriggio.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è per me il modo di esprimermi in cui mi sento più a mio agio; è dare corpo ai miei sentimenti, alle mie emozioni, alle mie convinzioni; è riflettere sulla realtà, rappresentarla, interpretarla, ma è anche talvolta lasciare libera la fantasia di galoppare in dimensioni virtuali; a volte è costruire un mosaico di realtà diverse che divengono, alla fine, un racconto di fantasia. Scrivere per me è descrivere, è ricordare, è capire, è creare, è commuoversi, è dare un senso alle cose, è dare voci ai silenzi, è trovare momenti di poesia. Scrivere è essere veramente me stessa. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Non poco. Devo dire che il personaggio principale del libro, Laura, mi assomiglia molto, e tutta la parte del racconto che concerne sia la natura e gli animali (che io amo e rispetto profondamente), sia la storia del mondo del lavoro nel quale la mia protagonista si muove, è fondamentalmente autobiografica.
Mercoledì, 26 Luglio 2017 16:43

Intervista all'autore - Davide Avolio

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nato il 23 Agosto del 1999 a San Giorgio a Cremano, una città in provincia di Napoli. Fin da piccolo ho sempre dimostrato un interesse particolare verso la scrittura, cimentandomi praticamente dall'età di soli sei anni in piccoli racconti e storielle. Crescendo mi sono reso conto che la scrittura sia diventata un elemento imprescindibile della mia vita, qualcosa di unico e raro, per cui mi sento fortunato. A pochi succede di sviluppare questo legame con le lettere, con i libri e con quella che io preferisco definire "arte" e sentirmi parte di questi "pochi" mi riempie d'orgoglio e mi dà ogni giorno la forza per andare sempre avanti, senza mai fermarmi.
Mercoledì, 26 Luglio 2017 10:31

Intervista all'autore - Renato Pillitteri

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Ho sempre scritto riflessioni sul mio stato d'animo, perfino canzoni ma senza pensare di pubblicarle. Di recente avere raccontato qualche episodio della mia infanzia su facebook, ha suscitato l'interesse e la condivisione di molti e mi sono subito sentito interprete di emozioni comuni. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Ogni momento di questo racconto è me stesso. Io sono lì dentro. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. La stesura è avvenuta giorno dopo giorno lentamente senza la smania di finire. Senza accorgermi avevo scritto più di quanto avevo in mente.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è far gocciolare dall'anima tutto ciò che dentro alberga, emozioni, sensazioni, enfasi. L'emozioni che provo nello scrivere sono infinite: gioia, realizzazione di un sogno, appagamento... 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? “Senza far rumore” è una storia realmente accaduta. Della mia vita reale presente nel libro non vi è nulla se non i luoghi, le persone, le cose. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. È stato una prova di coraggio. Denunciare al mondo intero la doppia violenza sessuale nei confronti di due donne fra l'indifferenza di tutti è stata per me una vera e propria liberazione. Ho avvertito la coscienza farsi leggera e trasparente.
Martedì, 25 Luglio 2017 12:49

Intervista all'autore - Andrea Adami

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Per me scrivere è comunicare un istante di vita fatto di emozioni, sensazioni e pensieri. Le emozioni che provo sono diverse, variano a seconda del contenuto di ciò che scrivo ma l'emozione principale è difficile da descrivere, penso sia una emozione che ha a che fare con l'estetica. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Una buona parte delle opere sono tratte da esperienze che ho vissuto e di cui ho cercato di coglierne l'essenza.
Martedì, 25 Luglio 2017 12:04

Intervista all'autore - Giuseppe Vitale

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? È una passione e un modo per ricordare fatti, pensieri e sensazioni che altrimenti andrebbero persi. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? In realtà qua e là ci sono riferimenti a mie esperienze e a gusti e atteggiamenti di persone a me vicine; per il resto è opera di fantasia. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. È stata una sfida con me stesso che ho prolungato forse più del necessario, ma che mi ha catapultato dentro la trama che andava svolgendosi pagina dopo pagina, e per un procrastinatore come io sono, è stata una vera sfida mettere il punto finale.
Lunedì, 24 Luglio 2017 16:33

Intervista all'autore - Donato Grassi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Vengo da Mottola, in provincia di Taranto. Avevo sempre avuto il desiderio di scrivere, ma solo negli ultimi anni ho colto questa decisione, in seguito ad eventi personali. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Prettamente di notte quando tutto si spegne, i miei pensieri prendono vita. 3. Il suo autore contemporaneo preferito? Luca Bianchini.
Lunedì, 24 Luglio 2017 16:21

Intervista all'autore - Emanuele Avanti

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Vivo in un piccolo paese alle porte di Varese, a pochi chilometri dal confine Svizzero. Dopo essermi diplomato alle scuole superiori, ho deciso di intraprendere la carriera militare entrando in accademia aeronautica con l'obiettivo di diventare pilota militare. Visti i miei non brillanti risultati alle scuole di volo, decisi di passare ai servizi di terra e frequentai la scuola di guerra aerea di Firenze dove venni nominato ufficiale. Dopo essere stato per circa un anno al reparto operativo, decisi di lasciare l'aeronautica militare. Grazie all'esperienza maturata lavorai per circa 6 anni in Aermacchi, la nota azienda aeronautica che ha dato alla luce i ben famosi MB339 in forza alle Frecce Tricolore. Dopo essermi sposato decisi infine di abbandonare definitivamente il mondo aeronautico e passare definitivamente alla vita civile. Dal 1994 infatti, lavoro per un importante gruppo industriale internazionale in qualità di Communication Manager. In questo ruolo ho coordinato molti progetti di comunicazione di marketing sia in ambito tradizionale che digitale. Ho in passato collaborato con alcune riviste tecniche di settore pubblicando diversi articoli che sono stati divulgati su tutto il territorio nazionale. La passione di scrivere forse è nata proprio allora e si è rafforzata nel tempo. Sono un grande appassionato di musica e di lettura ed il mio tempo libero (almeno in parte) lo dedico anche al volontariato, svolgendo attività di soccorso in Croce Rossa Italiana.
Sabato, 22 Luglio 2017 14:57

Intervista all'autore - Armando Sansone

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me è l’espressione di uno spirito libero che può elevarsi in alto senza legami e compromessi, in un cielo limpido, sgombro da egoismo e malvagità. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Certamente nell’opera di uno scrittore c’è sempre un’impronta di qualcosa di personale. Nel racconto “The legend of the farm” il vecchio fattore Benson dice: «Che futuro poteva avere un paese, dove i sogni erano stati messi al bando e l’egoismo aveva fatto breccia nei cuori? Un paese dove si smette di sognare? Per questo la gente non sorrideva più!» Qui è rappresentato anche il mio pensiero.

 

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