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BookSprint Edizioni Blog

Mercoledì, 21 Giugno 2017 12:35

Intervista all'autore - Marco Tonelli

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è sempre un' emozione nuova ogni volta che scrivo le mie liriche, in particolare provo la libertà di espressione che prova l' albatros quando spicca il volo dall' alto della scogliera. So che potrò sfruttare correnti e venti che mi permetteranno di volare a lungo senza battito d'ali. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Molto di quello che scrivo è estratto dalla vita reale. Scrivo sul mare del golfo dove sono nato, scrivo osservando la natura e non di meno scrivo sulla stupidità umana e sul male che sta provocando al pianeta. Purtroppo l' uomo sembra voler rifiutare la sua mortalità e questo mi fa incazzare... Scrivo sui piaceri della vita e della gioventù e, purtroppo, sui miei genitori scomparsi che mai sapranno di questo mio macchiar pagine d' inchiostro.
Mercoledì, 21 Giugno 2017 11:29

Intervista all'autore - Fulvia Massardo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere...scrivere è una maniera per poter guardare e rendere visibili agli altri i propri pensieri, di dare concretezza allo spirito, un modo per fissare momenti, come con una Polaroid. Quando riesco a trasferire sulla carta in maniera ordinata ciò che a volte disordinatamente mi gira per la testa, quando riesco a sentire io stessa un profumo o un sapore oppure quando un luogo, anche se immaginario, si concretizza davanti ai miei occhi mentre rileggo ciò che ho scritto, ecco in quel momento sono felice perché credo che anche chi leggerà potrà sentire e vedere tra le parole, percepire le mie emozioni...conoscermi, insomma.
Martedì, 20 Giugno 2017 15:56

Intervista all'autore - Egidio Barghiglioni

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nato a Roma, in pieno periodo fascista e quindi sono stato educato in quella cultura. Da sempre ho avuto una certa facilità a scrivere e a cercare di scrivere bene. La mia famiglia era impiegatizia, ma da parte di papà avevo una tradizione culturale. Mio nonno era quello che si chiamava "professore di belle lettere". Cercando su Google si trovano testi e pubblicazioni di Publio Barghiglioni. Abbiamo ricevuta dall'Università di Graz la copia di un carteggio epistolare con un Professore di Lettere romanze. Però mio nonno viveva di un impiego e morì molto giovane con un sacco di figli. Quindi grandi ricordi familiari (D'Annunzio, Paolo Tosti...) ma una realtà piccolo borghese. Papà ha fatto la guerra ed è a lungo rimasto prigioniero. Quindi non mi sento scrittore, ma sono abbastanza padrone della lingua.
Martedì, 20 Giugno 2017 14:46

Intervista all'autore - Simona Maggiore

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Nata a Lecce, a 18 anni ho iniziato a viaggiare. Girovagando per il versante adriatico dell'Italia, ho avuto modo di svolgere diversi lavori, come anche di conoscere molte persone di ogni età e di nazionalità diverse, dandomi la possibilità di arricchirmi di esperienze uniche e di incrementare la mia cultura personale. Una crescita continua costruita sulla curiosità e fame di conoscenza. Questo mio essere nomade mi ha portato a Treviso dove mi sono sposata ed ho avuto una figlia, ponendo fine al mio vagabondare e dando inizio ad una profonda introspezione. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Qualsiasi!! Senza dubbio consiglio di essere affamati di conoscenza, per questo è importante leggere, anzi divorare libri! Ma il libro più affascinante trovo sia il Dizionario.
Martedì, 20 Giugno 2017 12:55

Intervista all'autore - Ezio Marcelli

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Marano de' Marsi è una frazione di Magliano, in provincia dell'Aquila. In realtà è un sogno. Bellissimo. Le sue abitazioni - forse una cinquantina: case, palazzine, chiesa, torri, castello - sono poste sopra uno spuntone roccioso, appoggiate con ordine una all'altra. Le pareti sono chiare. I tetti rossi. A guardarla dall'alto - dal monte Faìto o dal Sant'Angelo - è un incanto: sembra realizzata con cartoncino ondulato rosso e fogli bianchi, e sistemata in un mare di verde. Sta a 926 metri di altezza. E, a 200 metri sotto, un'altra spettacolare visione: la stretta valle del Salto che si stende da Magliano fino al Cicolano. Così Marano è anche una terrazza, per il controllo dello spazio sottostante o per un arioso piacevolissimo riposo. Dalla sponda destra del Salto, di cui oggi resta solo il greto, io salivo, a piedi, superando spensieratamente i 200 metri di dislivello, per la mia formazione primaria. Per la scuola media e il liceo passai in un collegio dei Missionari Redentoristi a Scifelli, un paesetto fra le colline della Ciociaria. Da lì, per gli studi di Teologia e Filosofia andai a Cortona (AR) dove ricevetti l'ordinazione sacerdotale e dove rimasi dal 1951 fino al 1959. A Cortona scoprii la passione per la letteratura: leggevo o ascoltavo la proclamazione di opere di Carducci, Pascoli, Leopardi, D'Annunzio. E lì cominciai a scrivere: cronache; articoli storici; poesie, spesso in occasione di feste e di Accademie. Ma di "farmi scrittore" non avevo mai pensato.
Martedì, 20 Giugno 2017 11:27

Intervista all'autore - Andrew J. Sax

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Innanzitutto Andrew J. Sax è uno pseudonimo che ho dovuto usare per salvaguardarmi da eventuali conseguenze in quanto la prima stesura del libro è avvenuta totalmente sul posto di lavoro (nei momenti di pausa che offriva la mia mansione). Sono nato a Rapallo (GE) dove ho vissuto fino a 18 anni e dove ho stretto un legame indissolubile con il mare. Nel 1990 mio padre si è trasferito a Vicenza (dove vivo tutt'ora) per motivi di lavoro. Ho terminato gli studi all'istituto tecnico nautico di Venezia diventando macchinista navale. Ho una moglie ligure e due figli, una femmina di 17 anni e un maschio di 14. La famiglia è il mio primo pensiero e il mio più grande successo. Nel tempo libero sono responsabile di reparto in un’ azienda alimentare. Ho passioni per la lettura (soprattutto fantascienza) disegno, la fotografia. Sogno da anni una muscle car americana, guardo il football americano (che ho anche praticato per un breve periodo) e prima o poi farò surf e proverò il flyboard (se non sapete cos'è guardate su you tube). Ah, ovviamente mi manca il mare... sempre.
Martedì, 20 Giugno 2017 10:40

Intervista all'autore - Gianni Dalia

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Emozioni? Non saprei proprio se si tratta di emozioni immergersi in una storia che nasce e cresce nella mente.... Ma si! È un emozione, quando la moglie chiama con tono minaccioso e io debbo lasciare immediatamente il lavoro per dedicarmi alle cose profane della vita.... 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Il giardino... è reale... le formiche anche... 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Sicuramente ha significato che ora le formiche possono vivere indisturbate nel mio giardino...
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? La scrittura ha sempre rappresentato una parte importante della mia vita, permettendomi di esprimere o sentimenti profondi o punti di vista diversi dal mio. Ogni volta che scrivo è come se mettessi su carta (perché se posso preferisco usare il foglio e la penna) un pezzetto del mio Io più profondo, che difficilmente verrebbe fuori. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Anche se non sembra, in realtà molti aspetti della mia vita privata sono presenti nel libro, più o meno nascosti. Questo è vero specialmente nelle poesie, perché prendono spunto tutte da eventi o situazioni realmente accaduti. Nei racconti ciò accade un po' meno perché sono lo strumento per analizzare non le sensazioni che provo, ma punti di vista diversi dal mio.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Non saprei scegliere una emozione in particolare perché come ogni atto creativo si ha la possibilità attraverso la scrittura di sperimentare le più variegate emozioni, dalla noia alla gioia. Scrivere ha rappresentato la possibilità di fermarmi, calibrando parole, punteggiature e significati, al fine di comunicare con me stessa e un altro diverso da me, in uno scambio continuo tra l'interno e l'idea del mio mondo esterno. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Direi totalmente. Questo libro parte da racconti autobiografici, da episodi personali trascritti in vari momenti della mia vita, indirizzati a persone diverse.
Lunedì, 19 Giugno 2017 11:30

Intervista all'autore - Alberto Tirelli

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nato a Gualtieri (RE), cresciuto nello stesso paese sino al 2001. Questo paese della bassa reggiana, rieverasco al Po, mi ha plasmato il mio essere. Ho vissuto i momenti più belli di questo fiume. Le sue spiagge, la sua natura e le lunghe nuotate nel periodo estivo. Ho inalato le sue nebbie negli autunni. Tutto ciò, con un ambiente familiare modesto, ma denso d'amore, mi ha fatto l'uomo che sono. A Gualtieri vivono le mie figlie, la mia nipote e tutto ciò che ho dentro l'anima. Porto con me l'amore e gli ideali di io padre, per tanti anni vicesindaco, ed ancora lo ricordo e lo porto nel mio cuore, come mia madre. Questo sono io, un amante della mia terra nonostante le lunghe notti con l'ansia nel cuore, passate sulle rive del fiume in piena come esperto della protezione civile. Tutto ciò a contribuito a rendermi uomo e in pace con me stesso. Scrivo e riscrivo, da tanti anni fa, ciò che mi detta il mio animo. Spesso sono sensazioni, ricordi ma sempre con un occhio rivolto al domani. Dico purtroppo perché vorrei ancora fare progetti per il futuro, le mie condizioni e l'età non lo permettono, così domani rivedrò il sole sorgere e sarà un nuovo giorno da vivere.

 

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