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BookSprint Edizioni Blog

Mercoledì, 30 Marzo 2016 15:30

Intervista all'autore - Germana Panziera

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Quando è possibile entrare in contatto con noi stessi, spesso riusciamo ad esporre la nostra parte profonda, qualunque essa sia e di qualsiasi natura possa essere. In questi momenti nascono le emozioni. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Esistono momenti nella vita che ci rimangono impressi nella memoria, quindi anche se non sono racconti personali esprimiamo sicuramente parti di noi. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Ho scritto molto della notte perché l'insonnia a volte è tremenda, quindi: “evviva scrivere!”
Mercoledì, 30 Marzo 2016 10:36

Intervista all'autore - Vincenzo Campanile

“Mia madre è italiana, mio padre è ebreo ed io sono in terapia.” Nel nostro caso è l’esatto opposto: mio padre è italiano, mia madre è ebrea e noi siamo perfettamente sani … ma lui è al manicomio!   1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Ricorro ad una delle metafore che contraddistinguono lo scribacchino che non svolga professione letteraria e che pertanto trovi conforto nella materia meglio conosciuta: la scrittura rappresenta il risultato di un lento processo metabolico che l’anima opera sul nutrimento voracemente ingerito con le letture piú svariate. Qualcuno vi comprende finanche l'etichetta delle bottiglie di vino! Quanto all'emozione: direi la soddisfazione di mantenere un perfetto equilibrio omeostatico; tanto per proseguire con la metafora: conservare costante una virtù interiore, disturbata da fattori ambientali esteriori inclini al vizio, portandola alle estreme conseguenze che la fanno divenire essa stessa vizio. Insomma, per dirla con Edith Wharton (citazione: altro tratto distintivo dello scriba): l'esaltazione del vizio della virtú (ossimoro: ciò che alla fin fine mi contraddistingue meglio; oltre alla preferenza per il contenuto della bottiglia!)
Martedì, 29 Marzo 2016 12:01

Intervista all'autore - Dorothy Alberts

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? La mia vita è stata dedicata allo studio. Non vengo da parte alcuna. Ho deciso di diventare scrittore per l'esigenza di divulgare le profezie di N.S. Gesù Cristo, rivelate ad un Santo nel XIII sec.Profezie dimenticate come è stato dimenticato il Santo. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Dedico ore, non momenti, alla scrittura. Preferisco le ore di silenzio, le pomeridiane e le serali, a volte anche le ore piccole.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono un medico e mi sento cittadino del mondo. Amo Napoli, i napoletani e la loro filosofia. Ho svolto e svolgo un'intensa attività culturale nell'ambito storico-artistico. Ho sempre ammirato ed apprezzato la figura dello scrittore. Ho pubblicato, tra l'altro, numerosi saggi e racconti ma nel mondo della narrativa sono entrato solo da pochi anni. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Praticamente sempre, in particolare quando mi sento ispirato. Anche la notte, improvvisamente nel sonno, mi capita di alzarmi dal letto per rivedere ed approfondire il mio lavoro.
Venerdì, 25 Marzo 2016 09:46

Intervista all'autore - Simona Guidotti

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è la possibilità di dar forma alle mie emozioni. Ognuna prende vita nello scorrere delle pagine. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Questo libro parla di quello che sono, di quello che faccio e di come vivo. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Scrivere quest'opera mi ha aiutata a liberarmi di un passato lontano, ha fatto luce sulla persona che sono diventata e mi ha aiutata a prendere consapevolezza delle capacità acquisite in campo professionale.
Giovedì, 24 Marzo 2016 11:38

Intervista all'autore - Simona Murolo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me è esprimere le emozioni, è comunicare, è condividere e trasmettere quanto di più bello c'è nel nostro animo. Mi piace pensare alla scrittura come ad una tavola di un pittore piena di colori che con le loro infinite sfumature permettono di raccontare tutte le tonalità del nostro essere. La felicità sicuramente è l'emozione che più mi rappresenta. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Questo libro è parte integrante della mia vita, ci sono io, i miei valori, tutta la mia famiglia, la speranza, l'entusiasmo e soprattutto l'amore, il motore che muove il nostro vivere.
Mercoledì, 23 Marzo 2016 11:12

Intervista all'autore - Michela Mura

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono una ex insegnante in pensione. Vivo a Sesto Fiorentino ed ho 76 anni. Sono nata a Orune (Nu), la mia famiglia si è trasferita a Pattada quando avevo 7 anni, e a 18 anni a Prato, dove ho lavorato in varie aziende pratesi. All'età di 25 anni ho ripreso gli studi interrotti col il trasferimento in Toscana. Mi sono diplomata a 28 anni all'Istituto Tecnico Ginori Conti di Firenze. Mi sono iscritta alla Facoltà di Scienze Naturali. Ho insegnato in varie scuole medie di Firenze e in provincia. Ho sposato Paolo e dopo la perdita di un bambino al quinto mese di gravidanza abbiamo deciso di adottare una bambina colombiana di 7 anni. Ci ha dato molte soddisfazioni. Si è laureata a 23 all'Accademia delle Belle Arti a Firenze con un punteggio di 108. La cosa più bella è stata la nascita di Diego e di Matilde che ci hanno portato tanta gioia e felicità, aiutandoci a superare le inevitabili amarezze della vita.
1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nato e cresciuto a Sant'Eufemia d'Aspromonte in provincia di Reggio Calabria. A 12 anni mi sono trasferito in Lombardia e già a 14 anni lavoravo nei cantieri edili di Buccinasco. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Le Mille e una notte. 3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book? Preferisco sempre il cartaceo. 4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato? Una passione che mi è venuta in relazione all'obiettivo di trasmettere il lavoro di mio padre, un raro esempio di bontà d'animo, semplice e di nobili sentimenti che dedico la sua vita alla famiglia e al lavoro.
Martedì, 22 Marzo 2016 10:26

Intervista all'autore - Alessia Balistri

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono figlia di genitori divorziati e ho dovuto sostenere mia madre dall'età di 7 anni. Non mi hanno mai fatto credere nel valore della famiglia in se stessa. Alle superiori ho cominciato a lavorare e cominciare ad aiutare in maniera effettiva al sostentamento di mia madre e mio, facendo la cameriera all'età di 17 anni. In quel periodo ho cominciato a scrivere su un piccolo quaderno di miei pensieri, quello che provavo nell'intimo. Iniziando una serie di piccoli racconti. Protagonisti immaginari, ma i miei scritti avevano un unico filo conduttore: l'amore. Sì, quel sentimento che i miei genitori non mi fecero conoscere. All'inizio mi faceva strano scrivere di una cosa che non avevo mai sentito a pelle, ma poi mi venne del tutto naturale. Ad aiutarmi c’erano anche i romanzi e film. Così iniziai a 23 anni l'inizio, l'esordio, di quello che oggi è il mio primo romanzo.
Lunedì, 21 Marzo 2016 09:59

Intervista all'autore - Giovanni Gentile

1. Ci parli un po’ di lei, della sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nato a S. Alessio Siculo, un paesino di 1000 abitanti sulla costa ionica e a tre km da Taormina, dove sono cresciuto fino ai 20 anni. A S. Alessio a partire dalla seconda (sei anni) ho frequentato le elementari. A nove anni ho iniziato a viaggiare col treno fino a Messina per la scuola media, poi il liceo scientifico e il biennio in chimica, che ho dovuto lasciare perché mio padre non mi poteva più mantenere all’Università. Avevo un cugino a Roma, che dopo il militare, faceva il cameriere nel ristorante del Ministero della marina, al quale ho scritto e mi ha procurato un “posto” in una edicola di giornali, dalle 8 di sera alle 7 del mattino e di giorno andavo a dormire nella sua camera in affitto. Dopo un po’ di mesi, un maresciallo della polizia conosciuta da mio cugino, mi ha raccomandato per essere arruolato nella Mobile a Foggia.

 

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