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BookSprint Edizioni Blog

Lunedì, 29 Febbraio 2016 11:24

Intervista all'autore - Vitangela Tortoriello

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Essendo una matematica, adoro tutto ciò che è matematica. Portare a termine il mio piccolo libro, per me è stato un grande passo avanti, mi ha resa felice. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Io ci lavoro con l' argomento che ho scelto, per cui, c' è tanto! 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Mi sono messa alla prova e alla fine penso di aver fatto un buon lavoro.
Sabato, 27 Febbraio 2016 09:57

Intervista all'autore - Mariana Margarint

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Un grande lavoro. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? È un libro scientifico. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Una sintesi del mio lavoro affrontato con i ragazzi durante i miei anni di scuola.
Venerdì, 26 Febbraio 2016 10:07

Intervista all'autore - Franco Magnino

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Ho lavorato 40 anni nella scuola, come maestro, direttore e preside, ho fatto parte di commissioni culturali, ho presieduto un'associazione, ho scritto articoli di natura pedagogica, filosofica e politica. Sono sempre stato appassionato di thriller e spionaggio e fin da bambino avevo il sogno di scrivere qualcosa... solo da pensionato purtroppo ho trovato il tempo e la concentrazione giusta per realizzare qualcosa di compiuto. Ho incominciato per gioco, con un po' di scetticismo, poi mi sono affezionato al libro che stavo scrivendo e, dopo aver deciso di pubblicarlo, sto già mettendo mano al secondo.
Mercoledì, 24 Febbraio 2016 10:35

Intervista all'autore - Mario Serena

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Non è sicuramente un impegno, ma un momento di riflessione, di ricordi. Veder nascere un racconto è come crescere un figlio, lo vedi dai primi passi, dalle prime parole, e giorno dopo giorno lo accompagni nella sua vita futura. E quando finalmente riesci a concretizzarlo sei felice per lui. Non lo abbandoni, anzi lo riprendi, lo coccoli, e pensi al prossimo. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Quasi nulla, soltanto una breve parentesi da ragazzo, quando lavorai come apprendista in un’officina.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Tra leggere e scrivere, ho sempre preferito scrivere. E anche leggere mi appassiona (far di conto, invece, non mi ha mai interessato).Scrivere una storia di fantasia è per me un piacere immenso, mi diverte creare delle situazioni difficili e intricate e trovare delle soluzioni possibili e impreviste. Ho sempre raccomandato ai miei alunni di preparare una scaletta degli argomenti e di attenervisi, per ottenere lavori equilibrati e coerenti, ma io non sono mai riuscita a seguire questo buon consiglio. Non ci ho nemmeno mai provato. Mentre scrivo, affiorano nuove idee, quelle iniziali si precisano o si modificano, spuntano collegamenti inaspettati, e io mi lascio trascinare, felice, dalle parole che si formano sotto le mie dita che battono veloci sulla tastiera.
Lunedì, 22 Febbraio 2016 10:06

Intervista all'autore - Delfina C.

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nata in Basilicata, in uno dei cento Paesi più belli della Lucania. Nata e cresciuta in una famiglia di contadini fino a diciotto anni. Sono la maggiore dei tre figli, in campagna lavoro duro per tutti, non avevamo strade, né acqua, né luce. La povertà era padrona della vita, i mie genitori entrambi analfabeti, per noi figli il destino era quasi identico ma per fortuna sappiamo leggere e scrivere quel po' quanto basta per scrivere. Per andare a scuola non c'era possibilità di comprare il materiale scolastico, ricordo che per comprare i quaderni e il pennino e calamaio e tutto il resto bisognava aspettare che le galline facessero le uova si faceva a scambio merce. Non ho cultura scolastica. A diciotto anni mi sono sposata e sono partita per il nord, mi sono ambienta molto bene, ho sempre lavorato fini a conquistarmi il meritato riposo.(la pensione). Sin da bambina il mio sogno era studiare, non è andata così, la vita mi ha tolto tanto, ma mi ha dato la cosa più bella: i miei figli.
Sabato, 20 Febbraio 2016 12:23

Intervista all'autore - Rossella Martini

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivo e dipingo praticamente da sempre, quindi non saprei immaginare la mia vita senza carta, penna, inchiostri e colori. Chiaramente, quindi, penso che "fare arte", "creare", sia una cosa naturale, necessaria come respirare, ed emozionante come... intuire l'anima del mondo, decifrarla e interpretarla con il proprio personalissimo stile. E la gamma di ciò che si prova, specialmente scrivendo poesie, è infinita: penso sia analoga a quella che si potrebbe provare se si potesse fluire nell'universo e nel tempo senza i limiti del corpo!
Sabato, 20 Febbraio 2016 11:17

Intervista all'autore - Roberto Tauro

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nato (ma è un dato esclusivamente anagrafico) a L’Aquila, città ferita, fiera delle sue identità e vogliosa di riscattarle. Il resto del tempo, prima della piena maturità, l’ho trascorso a Bussi sul Tirino, piccolo centro industriale in provincia di Pescara. La maturità a Chieti e la laurea a L’Aquila sono state il viatico per il trasferimento in terra bergamasca. Ho insegnato Scienze dell’alimentazione per trent’anni all’Istituto Alberghiero di San Pellegrino Terme, prestigiosa sede storica della formazione nell’ambito dell’accoglienza e dell’ospitalità. Durante gli anni della docenza attiva non ho trascurato l’attività editoriale nel campo della alimentazione/nutrizione e della metodologia didattica. Oggi sono in quiescenza, un modo elegante ed ipocrita per dire pensionato. Ho molto tempo, quindi, da dedicare alla scrittura, autentica e mai sopita passione. Questa condizione, tuttavia, non fa di me uno scrittore di genere narrativo, mi considero, infatti, uno scrittore-saggista; ma non è detto che non possa cambiare!
Sabato, 20 Febbraio 2016 10:11

Intervista all'autore - Giuseppe Tisi

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nato a Torino e ho trascorso gran parte della mia vita a Grugliasco. Tra i 6 e i 13 anni ho vissuto a Fiano (TO) e per un anno a Biella, per poi tornare a vivere a Grugliasco dove vivo tutt'ora. Una parte della mia infanzia, dove credo di aver subito una grande influenza sul carattere e più in generale sul mio modo di essere, l'ho vissuta in un paese di campagna molto piccolo. Credo di essere stato molto fortunato poiché i ricordi dell'atmosfera rurale di campagna, così diversa da quella cittadina, sono un patrimonio inestimabile che mi accompagna.
Venerdì, 19 Febbraio 2016 11:32

Intervista all'autore - Efisio Meli

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Mi chiamo Meli Efisio e sono nato il 21-07-1940 a Sili, in provincia di Oristano, quarta provincia della Sardegna. Figlio di Giovanni e di Porru Maria, nati entrambi nel 1910 a Sili. Mio fratello Maggiore, Francesco, professore di lettere e italiano, insegnava al Liceo Classico Del Castro ad Oristano. Una delle mie sorelle, Maria è suora del Sacro Costato è chiamata Suor Maria Fidelis. L’altra mia sorella, si chiama Bona è sposata e a due figlie. Io Efisio, a mala voglia, ho frequentato le scuole elementari. Io preferivo lavorare più tosto di andare a scuola. Oggigiorno, sono cosciente di aver sbagliato, ma ormai è troppo tardi. Dopo essermi congedato dal servizio militare, mi sono trasferito a Milano fino alla fine del 1964, svolgendo il lavoro di muratore, un periodo da non dimenticare. Nel febbraio del 1965 partii in Germania per trascorrere due settimane di ferie, guarda caso dopo cinquanta anni mi trovo ancora in Germania. Non potrei mai dimenticare le difficoltà avute nei primi periodi. Ho dovuto combattere con il freddo, a volte fino a venticinque gradi sotto zero. Quanto scritto sopra ha lo scopo di far riflettere sulle difficoltà sociali, umane e lavorative che un emigrato deve affrontare.

 

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