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BookSprint Edizioni Blog

27 Nov
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Intervista all'autore - Michela Billetta

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Il mio rapporto con la scrittura è sempre stato molto travagliato, sin da piccola mi è stato insegnato, se non addirittura inculcato nella testa, che la dislessia e disortografia dalle quali sono affetta, erano i miei limiti e non potevano essere superati.
Purtroppo quando una cosa ti viene ripetuta molte volte inizi a crederci.
Durante il mio percorso scolastico l'idea di scrivere alla lavagna o di dover leggere ad alta voce mi terrorizzava, l'idea di potermi rendere ridicola mi dava il volta stomaco, solo con il tempo ho capito che quello che mi avevano insegnato da piccola non era vero, infatti oggi la scrittura e la lettura sono le mie migliori amiche.
La scrittura è la mia valvola di sfogo personale, quando scrivo riesco ad aprirmi e essere me stessa al 100% .


 

Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Essendo una persona molto riservata ho cercato di non mettere nulla che riguardasse la mia vita privata all'interno del libro, ma penso che sia impossibile scrivere un libro senza mettere dentro nulla di sé.
Con Serena la protagonista condivido molto: le paure, i timori e le insicurezze che affronterà per poter vivere la sua relazione con spensieratezza, condivido la serietà e il peso che dà a ciò che dice e ha ciò che viene detto, ma soprattutto condivido la durezza che usa quando parla con se stessa.
Per descrivere le amiche della protagonista Bianca e Ginni mi sono ispirata alle cose che più preferisco delle mie più care amiche.

 

Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere questo libro è stata una sfida contro me stessa, contro le mie paure e incertezze, ma soprattutto contro il mio senso di sentirmi inferiore agli altri se non addirittura sbagliata.
Scrivere questo libro e vederlo pubblicare è una rivincita su chi non ha mai creduto in me , è una rivincita su tanti miei professori, che oltre la dislessia e disortografia non vedevano altro, è una rivincita contro chi mi ha derisa quando sbagliavo a scrivere e a leggere, ma soprattutto è una rivincita contro la mia convinzione di non potercela fare.

 

La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo non è stata per nulla difficile, ha dire la verità ho scelto prima il titolo che la trama del libro, sapevo come volevo che finisse il mio romanzo e volevo che il titolo del libro fossero le ultime parole che il lettore leggeva, quindi dopo aver fatto ricerche in internet per accertarmi che nessun altro libro si intitolasse così ho deciso che il mio libro si sarebbe intitolato "Il nulla dopo di te".

 

In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
L'autrice che più preferisco e Stephenie Meyer, amo il suo modo di scrivere e soprattutto amo come i suoi libri mi facciano scappare dalla realtà, quindi penso che su un’isola deserta porterei le sue opere, anche se non penso che riuscirei a rinunciare a tutti i miei libri preferiti, quindi violando le regole porterei anche L'amore arriva sempre al momento sbagliato di Brittany. C cherry.

 

Ebook o cartaceo?
La mia preferenza è decisamente verso il cartaceo; l'odore delle pagine, la sensazione di girare l'ultima pagina e soprattutto la bellezza dei libri sono le cose che più amo, detto questo penso che l’eBook sia molto comodo in quanto lo porti ovunque senza rischio di piegare pagine.
Inoltre l’eBook è più economico confronto ai libri cartacei e soprattutto è meno aggressivo verso l'ambiente.

 

Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittrice?
Io non mi definisco scrittrice e non penso di aver intrapreso una carriera come tale, spero vivamente che il mio libro piaccia e che io abbia la possibilità di scriverne un altro, ma non penso di potermi ancora definire scrittrice.

 

Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Purtroppo non ho aneddoti da raccontare riguardo la stesura del mio romanzo.
La serata descritta in discoteca che si trova al inizio del libro è avvenuta veramente, ed è stata quella serata ad essere l'ispirazione del romanzo; non ho iniziato a scrivere il libro il giorno seguente, a dire la verità ho fatto passare più di un anno prima di metterlo nero su bianco e dargli il continuo.
Inizialmente pensavo di far diventare una storia d'amore l'incontro tra Serena ed Edoardo, poi ho deciso che visto che nella vita reale non era stato cosi, non lo sarebbe stato neanche nel libro.
Successivamente ho deciso che Edoardo avrebbe ricoperto la parte del cattivo al interno del romanzo.

 

Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Sicuramente è elettrizzante ed emozionante vedere quello che hai scritto diventare libro, anche se devo ammettere che fa anche tanta paura.

 

Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona che ha letto il mio romanzo è stata mia mamma, che finché non si è trovata una bozza davanti a gli occhi non sapeva io stessi scrivendo un libro.
Quando ho iniziato a scrivere il mio romanzo, ho deciso di tenerlo per me e non dirlo a nessuno, se non a una delle miei migliori amiche Greta nonché la mia compagna di pazzie.
Ho deciso di tenere tutti all'oscuro perché non volevo che le persone non prendessero sul serio quello che stavo facendo, oppure che si creassero troppe aspettative che poi avrei deluso; inoltre per non destare sospetti ho scritto tutto il mio romanzo sulle note del telefono.
Le emozioni più belle sono state quando ho fatto vedere la prima copia del mio libro ad amici e parenti: il primo al quale ho mostrato il libro è stato mio fratello maggiore Mirco, al quale sono molto legata, e con il quale ho fatto molta fatica a non parlare del libro mentre lo scrivevo.
Dopo averlo mostrato a mio fratello maggiore l'ho mostrato a mia mamma poi ai miei fratelli e amici; vedere la loro espressione stupita e incredula e soprattutto gli sguardi fieri mi ha ripagato del lavoro fatto.

 

Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
La mia opinione verso l'audiolibro è decisamente positiva, oltre ad essere molto comodo, l'audiolibro può essere un ottimo strumento di supporto per le persone che fanno fatica a leggere oppure a comprendere.

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