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BookSprint Edizioni Blog

Martedì, 17 Gennaio 2017 15:01

Intervista all'autore - Fabio Marchese

1. Come e quando ha deciso di diventare fumettista? Come è nata l'idea legata alla realizzazione di questo fumetto? Già da bambino ho avuto la passione e la vocazione per il disegno. Un giorno vedendo un programma di Maurizio Costanzo, che intervistava un giovane fumettista, è partita la voglia di fare fumetti. Così cominciai a creare delle storie e disegnarle. Nel corso degli anni si é rafforzata la voglia di diventare fumettista di professione e di pubblicare qualcosa, infatti andai in una casa editrice a Francoforte con il mio fumetto inedito. L'editore, fu colpito dal mio lavoro e mi propose di creare una nuova storia con un personaggio italiano e così nacque L'idea di “Ciro Conti” che fu pubblicato ad episodi su una rivista. Dopo qualche tempo, la casa editrice chiuse e quindi fu interrotta la pubblicazione del fumetto. La delusione fu forte ma non mollai e decisi di creare una nuova storia riproponendo lo stesso personaggio.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono un uomo sostanzialmente amante della tranquillità desideroso di stare in pace con le persone che mi circondano, anche se la vita spesso mi ha riservato di scontrarmi con l'ipocrisia di alcune di loro. Vivo e lavoro a Chieti ma sono di origini salentine, per l'esattezza sono cresciuto sin dall'età di appena un anno a Santa Maria di Leuca, ultimo lembo di terra ad est dell'Italia. Il mare, sin da subito, è stato il mondo che mi ha attratto come un magnete e dal mare ho tratto tutto ciò che potevo trarre, i suoi profumi, la sua dolcezza ed al tempo stesso la sua esuberanza più volte affrontata in navigazione. È stato anche la mia musa ispiratrice ed ancora oggi mi consente di scrivere, chiuso nella mia barca. Secondo me diventare scrittore non è stata una scelta, ho iniziato a scrivere trent'anni fa alcune novelle che passavo ad un amico giornalista che pubblicava su alcuni settimanali femminili consentendomi modesti compensi. Le storie nascevano per strada, dietro il tavolino di un bar. E fu proprio lì che nacque la prima; un uomo ed una donna discutevano sorseggiando un caffè, poi si alzarono e andarono via prendendo direzioni diverse e mentre andavano via ogni tanto si voltavano e si guardavano consapevoli, forse, che quella era l'ultima volta che si sarebbero guardati in faccia. Ed è così che nascono ancora le mie storie, le mie poesie, proprio dalla naturalezza della vita.
Lunedì, 16 Gennaio 2017 16:08

Intervista all'autore - Andrea Malorni

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Ciao! Mi chiamo Andrea Malorni. Sono un ragazzo di 15 anni, vivo in una piccola città di nome Vignate, in provincia di Milano, in Lombardia. La mia vita è stata molto sofferente, per tutto l'arco delle scuole medie per via degli ignari indecenti, dei miei ex compagni che avevo da sopportare. Sono una persona molto sensibile, mi ritengo intelligente, vivace e molto emotiva. Mi dispiace essere giudicato negativamente per quello che non dimostro di essere. In questo ultimo anno è tutto cambiato, tutti mi rispettano e l'essere più grande e maturo mi ha attribuito un ribaltamento totale. Mi sento molto bene quest'anno alle superiori e sono fiero di esserne libero senza esserne traumatizzato e minacciato da nessuno! Sono molto emotivo e un grandissimo sognatore, penso in grandissimo nei sogni...
Lunedì, 16 Gennaio 2017 11:11

Intervista all'autore - Pierluigi Candelori

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Nasco 44 anni fa da padre artigiano e madre insegnante. Ho vissuto gran parte della fanciullezza con i nonni materni a S.Margherita, un piccolo borgo della provincia di Teramo. Ho frequentato in loco la scuola elementare. Già in terza classe la maestra aveva notato in me uno spiccato senso di immaginazione tanto da spingermi ad inventare storie di pura fantasia. Nei miei scritti utilizzavo spesso il gatto Felix come protagonista. Amavo i fumetti. Gli insegnanti che ho avuto in tutto il percorso scolastico dalle medie fino al liceo hanno sempre apprezzato le mie doti da scrittore. Un tema che ricordo particolarmente aveva come titolo “WIl mio angolo di mondo”. Frequentavo il V° ginnasio. Nonostante ciò non mi sono mai ritenuto uno scrittore vero. Ho considerato la scrittura semplicemente una passione, un hobby. Nel 2008 ho pubblicato per la prima volta nella vita un opera dal titolo “L'Africa a pezzi”, una raccolta di eventi e storie derivanti dalla mia esperienza personale nel continente nero. Per circa 10 anni ho collaborato ad un progetto umanitario a favore dei bambini svantaggiati dell' Uganda.
Sabato, 14 Gennaio 2017 14:36

Intervista all'autore - Mimma Ciotoli

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata a Ceccano, un paese della Ciociaria, dove, cresciuta a Roma, sono poi tornata per esercitare la professione di ostetrica. Oggi, in pensione, mi dedico, tra l’altro, alla naturopatia, alla kinesiologia e alle terapie cranio-sacrali. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Davvero difficile scegliere… Personalmente consiglierei di leggere “Costruire l’uomo”, di Michel Quoist (SEI), un’opera degli anni 1997-1998 ma sempre attuale. Secondo l’autore l’uomo esiste in quanto essere in relazione con l’interno di se stesso, con la sorgente della vita, ovvero nella propria dimensione interiore. Un’altra opera interessante è “Adamo, dove sei?”, di Enzo Bianchi (Qiqajon, 2007), nella quale si approfondiscono vari temi, tra cui il male, la sessualità, l’ecologia, il lavoro, il rapporto con gli altri, fornendo ai ragazzi notevoli spunti per una formazione ed una maturazione di tipo spirituale e sociale.
Sabato, 14 Gennaio 2017 10:27

Intervista all'autore - G. G. Amelia Romeo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me è un moto dell’animo, è un far uscire ciò che vive dentro il proprio io. Si potrebbe persino dire che scrivere è quasi un dare ordine a ciò che poteva altrimenti rimanere confuso e non ben definito; e, parimenti, è un proiettare e far conoscere agli altri i moti dell’animo inespressi. Per conseguenza scrivere significa così ritrovarsi in sintonia con tutte le creature e con tutto il creato; è un riconoscersi nell'altro, in quello che sta accanto come in quello che è, o appare, più distante; è, in definitiva, un essere partecipe dei sentimenti, delle emozioni, del modo di pensare, del modo di essere di ogni creatura; ed anche se non tutto si condivide dell’altro, - poiché in tutti i moti dell’animo sono molteplici, variegati e mutevoli del continuo – “tutto” si comprende in moto empatico.
Venerdì, 13 Gennaio 2017 15:39

Intervista all'autore - Erio Gusmeroli

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? È una necessità cui non posso rinunciare in quanto mi consente di esternare sensazioni ed emozioni che provo e pensieri che sono dentro di me. L'emozione mi coinvolge e mi aiuta a trasmettere ciò che provo e penso della vita, dei sogni che l'accompagnano e l'impossibilità di una vita senza amore.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Fin da piccolo avevo la passione di auto e moto esclusivamente Bmw a queste si è aggiunta la passione per il Boxer strano caso la vita tutte cose Bavaresi, sarà stato un caso? Vengo da un piccolissimo paese della Ciociaria, Santopadre 2000 anime, paese di collina a 800 metri l.m. Ho sempre amato e praticato sport estremi, paracadutismo, volo libero, e immersioni, lunghissimi viaggi in moto hanno sempre accompagnato i miei percorsi. Tutte passioni che hanno sempre condizionato la mia vita, Boxer compreso. Tutto questo fatto sempre con la massima professionalità e studio diversamente non sarebbe stato possibile.
Giovedì, 12 Gennaio 2017 13:25

Intervista all'autore - Serena Benedetti

1. Che cos’è per lei scrivere, quali emozioni prova? Mi è sempre piaciuto scrivere, fin da adolescente amavo farlo. Anche la lettura è stata e continua ad essere una delle mie più grandi passioni. Sono più che convinta che per essere convincente come autrice si deve essere prima un'appassionata lettrice. Scrivere, per me, è sempre stato un modo per parlare a me stessa e agli altri; a capirmi e a far capire ciò che ero e ciò in cui ho sempre creduto. Forse è stato anche un modo di evadere da una realtà che a volte mi deprimeva.
Giovedì, 12 Gennaio 2017 11:40

Intervista all'autore - Antonello Petrella

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Non amo molto parlare di me. Sono nato e vivo a Napoli e passo il mio tempo dedicandomi alla musica, alla scrittura e alla filosofia, senza, però, mai dimenticarmi di vivere, conoscere gente, osservarla ai bar o per strada, altrimenti le tre cose, di cui mi occupo, non avrebbero alcun senso... Confesso che non mi sono mai alzato una mattina dicendo: "Voglio fare lo scrittore!", scrivo per necessità, non è né un hobby né mi rilassa, scrivo perché non potrei non farlo e questo è tutt'altro che rilassante! Questo fa di me uno scrittore? MAH! 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Solitamente scrivo la notte...ma spesso giro con un taccuino su cui prendo appunti durante il giorno.

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