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BookSprint Edizioni Blog

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nato a Valguarnera (EN), nel 1941 da madre casalinga e da padre artigiano e dipendente comunale. Ho frequentato la Scuola d’Arte. Finiti gli studi, nel 1961 sono emigrato in Australia. Sono rientrato in Italia dopo 3 anni a causa della morte di mio padre (52 anni), per assistere la mia famiglia, visto che ero il figlio più grande. Sono felicemente sposato da 46 anni. Ho 2 figli e 4 nipoti. Ho dedicato la mia vita alla famiglia. La mia passione è stata la politica, fino a quando ho dovuto lasciare per motivi di salute. Ho scritto tanti piccoli racconti non molto impegnativi. Ora ho pensato di continuare a scrivere, prendendo spunto dalle mie esperienze di vita con la speranza di essere utile soprattutto ai giovani.
Mercoledì, 24 Giugno 2015 17:28

Intervista all'autore - Claudia Muffi

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Quando scrivo, mi sento felice. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Tanta vita reale c’è in questo libro, perché ho parlato tanto della mia vita.
Sabato, 20 Giugno 2015 16:43

Intervista all'autore - Tiziana Miceli

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nata nel 1959, e da subito sono stata una bimba poco "accolta". Forse è stato in quella consapevolezza che si è sviluppato il mio "sentire" oltre modo la vita, le situazioni, le persone. Ho una sensibilità che mi porta a soffrire per le ingiustizie, anche quelle patite da altri. Io non ho deciso di comporre, credo che queste cose non si decidano, ma ho sempre saputo che avrei scritto... Mi sarebbe piaciuto scrivere un romanzo, ma non possedendo il dono della narrazione e non avendo sufficiente fantasia per produrre qualcosa che comunque sia naturalmente credibile, ho lasciato perdere questo tipo di scrittura. Ho iniziato a scrivere versi nel 1978 a 19 anni. Età in cui ci si comincia a fare delle domande, a percepire il mondo.Poi, dopo anni di stand-by altri versi sono venuti a "trovarmi", forti, dirompenti, perché per me è stato così: non ho decido di comporre, ma sono i versi che tutt’ ora mi vengono a cercare, molto spesso di notte, o in momenti in cui sono concentrata dentro me stessa.
Sabato, 20 Giugno 2015 16:04

Intervista all'autore - Stefano Ventura

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? È come vedere un quadro che prende forma. Su di una tela bianca viene abbozzato il disegno a matita da cui nasce un'ombra in bianco e nero. Poi le sfumature diventano sempre più chiare e i contorni sempre più definiti. Comincia a intravedersi uno sfondo su cui appoggiare e tessere la trama. A poco a poco l'immagine e lo sfondo diventano un tutt'uno. I personaggi cominciano a colorarsi e a far riflettere la propria anima. È il quadro a quel punto che comincia a chiamarti ed è lui che stabilisce i colori definitivi. L'emozione più grande è quella di firmare il quadro con tutte le sue sfumature create dal tuo riflesso.
Sabato, 20 Giugno 2015 15:44

Intervista all'autore - Matteo Candido

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è cercare di collocarsi nella realtà, sulla scia di altri, sforzandosi di rifletterla dentro, nel pensare ed nell'agire. L'emozione spesso arriva, dopo una ricerca costante, quando si para davanti in una formulazione felice che ci incanta.
Sabato, 20 Giugno 2015 15:26

Intervista all'autore - Giovanna Sedda

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata in un paradiso: la Sardegna, precisamente a Nuoro. Adoro la mia terra e mi ritengo fortunata ad essere parte di essa. Sono una persona comune e molto semplice che ama l'arte in ogni sua forma. Ho un compagno e una figlia che sono la parte migliore di me. Loro sono la mia più grande ispirazione! La passione per la lettura e la scrittura mi è stata trasmessa da mio padre e ringrazio mia madre che invadendo la casa di ogni sorta di libro ha contribuito a farla crescere.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Per me, scrivere è mettere una parte di me a disposizione della gente che vive accanto a me e che mi conosce ma non del tutto. Ma è anche fare in modo che chi si trova, ad un certo punto della propria vita, a cercare qualcosa di importante con cui confrontarsi, possa farlo. Per me diventa un'occasione per dire con onestà che cosa ho fatto io in determinate circostanze a chi cerca una spiegazione o una risposta ai suoi interrogativi. Per me scrivere è dire che non ci sono risposte a tutti gli interrogativi che le persone si pongono ma che l’unico modo per trovarle è vivere la vita pienamente.
Venerdì, 19 Giugno 2015 10:44

Intervista all'autore - Giovanni Venditti

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Vengo da Avezzano, in provincia de L'Aquila: abruzzese al 100%, sebbene abbia vissuto in passato in molti altri posti. Il giorno in cui ho cominciato a scrivere non lo ricordo con precisione, ma dev'essere stato sicuramente un gran giorno. Certe cose non si decidono, non sei tu a volerle, sono loro a trovarti. Per me il fatto di dover scrivere quello che rimaneva in qualche modo "incastrato dentro" è sempre stato presente.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è tutto, ti lascia l'emozione di essere vero, senza freni, attraverso l'inchiostro di una penna "fotografare", immortalare emozioni e sensazioni del momento.
Giovedì, 18 Giugno 2015 17:20

Intervista all'autore - Luciano Gelli

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere non è un'emozione è uno sfogo imprescindibile che nasce dall'ascolto dei problemi e delle sofferenze di persone curate in 43 anni di professione medica. Dopo aver inghiottito tante, troppe cose negative ho avvertito l'urgenza di dar voce a pensieri e sentimenti maturati in un contesto dove il prossimo aveva la priorità. Per inventare storie occorre essersi procurati una quantità di notizie belle e brutte, tristi e divertenti. Quando ho raggiunto quella che ritenevo una conoscenza sufficiente ho pensato bene di dar fiato alle trombe. Il destino o forse un nume previdente non mi ha dato figli e allora ho sperato di tramandare il mio nome alle opere letterarie che mi ostino a scrivere, anche se conosco i miei limiti che non sono pochi.

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