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BookSprint Edizioni Blog

Lunedì, 29 Maggio 2017 15:39

Intervista all'autore - Jenny Nencioni

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Io amo scrivere da sempre perché è sempre stato molto più semplice per me, mettere nero su bianco ciò che verbalmente non riesco a dire per paura di sbagliare, non trovando le parole giuste o per timore di essere fraintesa. Quando scrivo invece non ci sono tabù, e paure, siamo solo io, i fogli, la biro e i tanti pensieri che si trasformano prima in immagini, poi in concetti... come direbbe il grande Mogol: pensieri e parole e quelle parole nascono da sole e io le trascrivo poi le rileggo e mi emoziono o mi sorprendo e dico: caspita! 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Della mia vita reale? Bè! c'è molto di me nel libro, in fin dei conti l'ho scritto io... penso che ogni scrittore e io non mi reputo tale, metta parte del suo io più profondo nelle proprie opere, sia che si tratti di fantasia o fantasia sia che si tratti di sentimenti.
Lunedì, 29 Maggio 2017 15:22

Intervista all'autore - Francesco Giannini

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere è donare agli altri. In secondo luogo mi ha fatto incontrare me stesso. Credo che ognuno di noi nel momento in cui lo fa, consciamente o inconsciamente incontra la propria anima. Le emozioni che si provano sono paragonabili all'effetto di una respirazione profonda, a quelle di un bagno caldo in una spa, insomma emozioni di piacere relax e rigenero. Nel caso di questo libro l'emozione è quella della speranza e il desiderio di avere un mondo un po’ diverso. Migliore. Un mondo in cui l'essere umano impara ad amarsi per poter amare meglio tutto ciò che a intorno a se, persone comprese.
Lunedì, 29 Maggio 2017 14:53

Intervista all'autore - Fabiana Corvi

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Per me scrivere è tutto. È una delle mie passioni più grandi. Quando scrivo riesco a "scappare" dalla realtà, per addentrarmi nel mondo di quello che sto scrivendo. Mi piace molto, perché posso fare quello che voglio della mia storia e per questo mi sento libera. Poi, riesco ad immedesimarmi e ad immaginarmi ogni scena che scrivo e mi piace davvero tantissimo...sono una sognatrice e quello che immagino (ogni scena, ogni situazione) la scrivo e mi ci immedesimo.
Lunedì, 29 Maggio 2017 10:16

Intervista all'autore - Cristiana Zingarino

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata e cresciuta a Catania, tra il fumo e il fuoco dell'Etna e il mare azzurro della Sicilia appena dietro la porta della città. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Non sono brava a consigliare un adolescente, non ho mai letto libri per ragazzi. Quando io ero adolescente ho iniziato a leggere "La Signora delle camelie" di Alexandre Dumas, "Le notti bianche " di Dostoevskij, "Cime tempestose" di Emily Bronte etcc.. 3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book? Non sono affatto d'accordo; un libro è un libro, bello da sfogliare, profuma di carta, si vede quando è vissuto. Sicuramente il progresso ha la sua utilità ma, secondo me, l'e-book deve solo accompagnare e mai sostituire il libro cartaceo.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Mi chiamo Gian Francesco Camoni, ho 64 anni, sono a nato a Pistoia dove attualmente risiedo. Sono un ingegnere elettronico da qualche anno in pensione, sposato con Licia e ho due figlie anche loro sposate e un figlio che per il momento vive in casa con noi. Ho deciso di diventare scrittore a seguito di una curiosa circostanza. Nel dicembre del 2012 una delle figlie, piuttosto impressionata, mi mostrò una foto che aveva scattato nel suo appartamento, dove compariva una misteriosa quanto inquietante mano monca appoggiata sulla spalla del marito. Come un esperto mi ha successivamente spiegato, si trattava solo di un singolare effetto di sovrapposizione d’immagine avvenuto nella memoria digitale della macchina.
Venerdì, 26 Maggio 2017 17:09

Intervista all'autore - Domenico Marcianò

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Sicuramente non è un passatempo, neanche un lavoro. Lo scrivere per me è come una terapia, mi aiuta a dar sfogo ai miei pensieri farli vivere e poterli affrontare a suo tempo. Questo perché niente viene cancellato dalla memoria, ma solo accantonato nell'inconscio. Quello che scrivo è pura realtà, è dettato da esperienze vissute quindi le emozioni mi accompagnano sempre ad ogni scritto e ad ogni lettura. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Questo libro è come un autobiografia sotto forma di poesie. La mia vita è stata un susseguirsi di eventi negativi e positivi che sicuramente hanno contribuito a trasformare prima, e temperare poi, il mio carattere. Sono certo, e l’ho provato sulla mia pelle, gli episodi sono determinanti a dare un'identità ad ogni uomo.
Venerdì, 26 Maggio 2017 16:58

Intervista all'autore - Paolo Tortorici

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me vuol dire trasferire al lettore le emozioni, le passioni, le tensioni interne e renderlo partecipe dei fatti narrati. Capisco di esserci riuscito quando rileggo quello che avevo scritto e rivivo appieno l’episodio che cercavo di raccontare, fino a commuovermene o a sorriderne, a seconda del contenuto. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Credo che in ogni romanzo ci sia sempre parte della vita reale dell’autore. Anche in questo romanzo, nonostante l’argomento e l’ambientazione poco consueti, c’è parte della mia vita reale, delle mie pulsioni, dei miei dubbi sugli aspetti umanitari, politici e religiosi. Nel romanzo si narra di vicende drammatiche. Chi opera agisce sperando di essere nel giusto, ma non può averne certezza. E se sta sbagliando? Se invece di portare pace e benessere porta altro danno e aggiunge dolore al dolore? Il protagonista, e in parte anche gli altri personaggi del romanzo, cercano di risolvere i loro dubbi in proposito. Sono anche i miei dubbi e saranno anche quelli dei lettori, se la lettura riuscirà a coinvolgerli.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Scrivere per me è un modo per fuggire allo stress quotidiano, un modo per entrare in contatto con me stessa e sperimentarmi in nuovi ruoli. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Soltanto un po'. Principalmente si tratta di alcune proiezioni di vita reale. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Tutto è iniziato quasi per gioco. Tra casa, lavoro e figli piccoli, sentivo il bisogno di "evadere" in qualche modo e così iniziai a salvare i miei pensieri su word... finché non riuscii a mettere in piedi una storia e ci presi anche gusto... e poi... beh, il seguito lo conoscete.
Venerdì, 26 Maggio 2017 12:12

Intervista all'autore - Lido Gedda

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono un professore universitario in pensione da un anno. Ho insegnato Storia del Teatro all'Università di Torino. Ho sempre scritto però come saggista. Ho voluto confrontarmi con la narrativa leggera dopo aver lasciato l'insegnamento accademico. 2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura? Non c'è un preciso momento. Quando le idee sono raccolte in modo distematico inizio. 3. Il suo autore contemporaneo preferito? La saggistica mi ha totalmente preso il tempo, come narratore e saggista Pasolini.
Giovedì, 25 Maggio 2017 12:54

Intervista all'autore - Sergio Ciarone

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Chi Sono? È complicato riassumerlo in poche righe. Sono nato e cresciuto a Caserta, in un quartiere rionale del centro della città. La mia infanzia è stata molta serena, attorniato dal calore familiare, che ancora adesso continua sempre più forte. La mia adolescenza è stata abbastanza caratteristica, miscelata da lievi perturbazioni esistenziali e dagli equilibri di vita mutati a causa della consapevolezza di essere umano, che successivamente però sono diventati tarli sempre più grandi ed evidenti a causa di una spiccata sensibilità.

 

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