Franco Righi ha dei figli, una moglie, un lavoro, eppure pensa di essere in gabbia. Conduce una vita alienante dalla quale non trae nessuna gratificazione. Poi all’improvviso un giorno l’incontro con un uomo misterioso dà una scossa alla sua esistenza. Questo è il protagonista de “L’indenne”, il romanzo pubblicato dalla BookSprint Edizioni, nato dalla penna di Giovanni Righetto e disponibile nella duplice veste del libro cartaceo e dell’e-book.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Non è certamente mia intenzione diventare scrittore. È stato solo un desiderio forse inconscio di mettere per iscritto i miei pensieri. Le mie origini non sono assolutamente letterarie. Sono Geometra, ha svolto questa professione da sempre in una piccola cittadina (Bagnacavallo) in provincia di Ravenna e la mia attività si è sviluppata in questo settore. Le mie origini familiari sono modeste e la formazione me la sono guadagnata leggendo e studiando.
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
I momenti che riesco a strappare al mio lavoro li dedico alla scrittura ma non in modo continuativo in quanto per me la scrittura è un momento di ispirazione che va catturato nel momento in cui arriva. Anche la notte è un buon momento per scrivere. Da solo, coi tuoi pensieri. È strano come la notte siano diversi dal giorno!
Si può perdonare un tradimento? Si può ricominciare una nuova vita dopo aver amato per ventisei anni l’uomo sbagliato? Sabrina Chiappetta con il suo romanzo, racconta la sua esperienza e ci insegna che si può sempre trovare la forza per rialzarsi. Il suo libro, “La forza di volare perdonando l’uomo amato”, è edito dalla BookSprint Edizioni ed è disponibile nel duplice formato del libro cartaceo e dell’e-book.
1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è sicuramente una terapia poiché permette di entrare nella nostra identità individualistica per il tema da trattare e ci dà la possibilità di esternare le nostre emozioni sia negative che positive. Scrivere permette di analizzarci facendoci conoscere nuovi aspetti relativamente alla nostra personalità. In questo modo possiamo fare un'autoanalisi con la conseguenza di migliore solo noi stessi e possiamo apprendere realmente nuove emozioni che vissute in prima persona possono portare ad assumere atteggiamenti concreti per il nostro benessere e dell'umanità esternando la parte positiva a volte anche innata e ignorata. In questo modo, scrivendo, si condivide cosa siamo e cosa vogliamo con il mondo che ci circonda. Per le emozioni che si provano sono sicuramente su una scala di valori molto alta poiché si scrive con smisurata emozione. E tutto questo è meraviglioso perché si cerca di migliorare noi stessi aiutando anche chi ci legge facendo interpretare i nostri concetti per un futuro migliore.
Massimo Distilo è l’autore di un manuale in cui il protagonista indiscusso della trattazione è il pianoforte: non un semplice strumento musicale, ma un vero e proprio simbolo di ricchezza e di eleganza per le famiglie benestanti che scelgono di arricchire il proprio arredamento; simbolo di passione e disciplina per i giovani che si avvicinano al suo studio. Nel libro “Sigismund Thalberg: primordi e sviluppi della scuola pianistica napoletana”, pubblicato dalla casa editrice BookSprint Edizioni (e-book disponibile), l’autore offre una panoramica dello sviluppo dell’arte pianistica a Napoli dalla fine dell’Ottocento fino a gran parte del Novecento.
1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato e cresciuto in un piccolo paese della Calabria, Galatro Terme. Ho studiato musica e in particolare il pianoforte fin da piccolo. Ho poi approfondito la musicologia. Il libro è dunque correlato con questi miei interessi.
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Un bel libro di storia dell'arte, con tante immagini di opere d'arte degli ultimi due secoli.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Vivo a Ciampino, una piccola città poco lontana da Roma e sono al quarto anno di scuola superiore. Ho scelto come indirizzo scolastico il commerciale, perché il mio obiettivo è quello di frequentare la facoltà di Giurisprudenza e diventare avvocato. Amo molto anche il mondo del cinema e spero davvero di poter avere un ruolo che ne faccia parte, un giorno. Sono una persona molto semplice e tenace, ed è stato proprio questo a portarmi al raggiungimento del mio obiettivo: quello di vedere tutta la mia fantasia e l'insegnamento che voglio dare con il mio libro, nelle mani di qualcuno. L'idea di diventare scrittrice non mi era mai passata per la mente, nonostante abbia sempre amato scrivere, ma una volta che ho iniziato ad esprimermi in una sola riga, pian piano sono arrivata a scriverne migliaia.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Io sono nata a Legnago, un paese in provincia di Verona. Ho 38 anni e lavoro come operaia in una ditta di elettronica. Non ho svolto lavori conformi agli studi di lingue che ho fatto. In realtà non è stata una decisione scrivere, ma qualcosa di spontaneo.
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Scrivo quando sono ispirata, può capitare in qualsiasi momento della giornata, non ce n'è uno in particolare.
I benefici che può dare una risata al nostro organismo sono scientificamente provati. Ridere fa bene, migliora l’umore, allevia lo stress ed è soprattutto gratis! Rino Dal Farra con il suo libro “Sorridere” si prefigge l’obiettivo di infondere buon umore e regalare attimi di svago ai suoi lettori. Il volume, che raccoglie aneddoti e barzellette che riguardano da vicino l’autore, la sua quotidianità, il suo paese, vecchie storielle o semplicemente l’attualità, è pubblicato dalla casa editrice BookSprint Edizioni ed è fruibile sia nella versione cartacea che in quella e-book.
1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Ho fatto 18 mesi di "naia" a Roma. Data la miseria nera che c'era allora (1958) sono andato in Svizzera dove sono rimasto 35 anni. Raggiunta l'età della pensione, sono ritornato alle origini, per nostalgia delle mie montagne e della mia gente. Sono della provincia di Belluno, Conca dell'Alpago. Fin dalle superiori mi è sempre piaciuto scrivere. Dovendo lavorare per mantenere la famiglia, ho dovuto aspettare l'età della pensione. Adesso mi godo la tranquillità!
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Mattino, dalle 10 a mezzogiorno; "ampliamenti" e correzioni in qualsiasi momento; quando mi viene l'idea avendo sempre in testa ciò che ho scritto prima.