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21 Dic
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Diventare scrittori a 80 anni

Si può diventare scrittori anche a 80 anni. Lo dimostra Arnaldo Marcelli, nato a Roma nel 1924, funzionario amministrativo, magistrato della Corte dei Conti e avvocato ora in pensione che, da quando ha avuto un po’ di tempo in più per pensare e riflettere, ha scoperto che scrivere è anche un modo per esternare ciò su cui si è meditato. Negli anni del secondo conflitto mondiale è stato anche partigiano per la difesa del proprio paese.


Su di lui, sulle sue storie, sui suoi racconti ha puntato forte la BookSprint Edizioni che gli ha pubblicato tre libri molto interessanti e legati da un filo rosso comune: più la società progredisce nel tempo e più il popolo deve affrontare problemi e situazioni difficili.

Come avviene per i protagonisti di “C’era una volta Sperlonga ed altri racconti”, una raccolta di brevi storie, appunto, di 100 pagine in cui il progresso modifica inevitabilmente un paese incontaminato, Sperlonga (frazione legata all’infanzia dell’autore), abitato da animali e personaggi fantastici, come in un classico racconto esopiano. Per “bocca” di queste creature si nota la trasformazione che ha colpito Sperlonga e i suoi “cittadini”.

In “Il silenzio delle rane”, invece, è il sistema politico marcio che produce effetti negativi su una società ormai allo sbando, priva di valori e della propria identità. In questo romanzo poliziesco di 148 pagine, tutto inizia con il duplice delitto a Sabaudia, altra località cara all’autore, di una coppia, trovata morta nella propria villetta, in una caldissima mattina d’estate. Cosa si nasconde dietro questi omicidi? La mano malata e corrotta degli uomini che hanno il potere e che si perdono in festini poco pudici e molto scandalosi.

Il tema ecologico è invece in primo piano nel racconto breveMirmekia, la città-stato delle formiche nere”. 82 pagine nelle quali Riana, la formica operaia che abita nella città-stato di Mirmekia, si ritrova a constatare l’improvvisa morte di numerosi insetti e piccoli animali a causa dei pesticidi usati dall’uomo. Riuscirà a far capire agli esseri umani che ogni forma di vita è importante per la sopravvivenza del pianeta? Che ogni forma di vita ha diritto alla propria esistenza?

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Sabato, 21 Dicembre 2013 | di @Dario D’Auriente

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