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09 Gen
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Letteratura e Storia: la verità si colora di fantasia

Letteratura e Storia: la verità si colora di fantasia © dmitryelagin

“L'Historia si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perché togliendoli di mano gl'anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia.” (A.Manzoni).
Tutti ricordiamo la famosa introduzione a “I Promessi Sposi”, capolavoro della letteratura italiana e “bestia nera” di milioni di studenti che negli anni hanno dovuto affrontare lo studio del “romanzo storico”.

La letteratura storica comprende opere narrative ambientate in epoche passate il cui scopo è far rivivere al lettore, estraneo temporalmente, tutte le emozioni e le atmosfere dell’epoca in cui sono ambientati i fatti narrati. L’ autore che si accinge a scrivere un libro storico deve limitare la sua inventiva e affidarsi alla “verità storica”, la sua sarà l’unica voce a cui il lettore potrà prestare fede. Questo genere nasce nell’Ottocento dall’impulso di movimenti come il Romanticismo e il Nazionalismo e dalla convinzione che il destino dell’Uomo fosse logicamente connesso con gli eventi storici passati. Il capostipite del Romanzo Storico viene da tutti identificato in “Waverley” di Walter Scott ,seguito dal sempre suo “Ivanhoe”. Tratti distintivi della produzione letteraria di Scott sono la scelta di protagonisti appartenenti a classi sociali intermedie, rappresentativi della maggioranza della popolazione e dunque più adatti a testimoniare davvero l’evoluzione dell’Umanità nel tempo e il sapiente uso dei dialoghi che sono trascinanti, realistici e di grande forza.
Un grande ammiratore di Scott, che ne seguì le orme dalla Francia, fu Alexandre Dumas, creatore del Ciclo Dei Moschettieri. Sempre dalla Francia arrivarono poi i romanzi storici di Stendhal, “La Certosa di Parma”, e di Victor Hugo, “Notre Dame de Paris”. L’Italia ha conosciuto un’enorme attenzione per questo genere narrativo, a partire proprio da Manzoni , che si è poi sviluppato nel tempo fino ai giorni nostri. Dopo “I Promessi Sposi” infatti troviamo le opere di Massimo D’AzeglioMatilde Serao (Il ventre di Napoli), Federico De Roberto (I Vicerè), Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Il Gattopardo) e Elsa Morante (La Storia).  Negli ultimi anni del Novecento il genere rinasce con il “romanzo neostorico” portato in auge da Umberto Eco e dal suo “Il nome della rosa”, che come Scott e Manzoni premette alla vicenda la scoperta di un misterioso manoscritto da cui prende spunto.
Stampare un libro di genere storico oggi rappresenta una grande sfida per le case editrici di tutto il mondo. Data l’enorme quantità di possibilità di confronto e di documentazione infatti sarebbe molto facile smentire un autore e tacciarlo di “bugia storica”, relegando le sue opere nella pura invenzione. Inoltre, il romanzo storico odierno tende a recuperare dal passato soltanto l’ambientazione, sottolineando la loro visione critica degli eventi remoti utilizzati come fuga dalla realtà odierna, piena di crisi ideologiche e sfiducia nel divenire.
Restano come riferimento del Romanzo Storico dunque i grandi capolavori in cui la Storia è stata protagonista, in cui l’Autore ha messo la propria penna al servizio della Verità, della Voce di Eroi di Ieri, reali o meno, piccoli o grandi, per descrivere una realtà lontana nel tempo che sa ancora insegnarci molto.

 

 

Mercoledì, 09 Gennaio 2013 | di @

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