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03 Gen
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Vite e scelte celebri si fanno racconto grazie alla biografia

Vite e scelte celebri si fanno racconto grazie alla biografia © fusolino

In un certo senso, ogni vita raccontata è esemplare; si scrive per attaccare o per difendere un sistema del mondo, per definire un metodo che ci è proprio. Ma non è meno vero che le biografie in genere si squalificano per una idealizzazione o una denigrazione a qualunque costo, per particolari esagerati senza fine o prudentemente omessi; anziché comprendere un essere umano, lo si costruisce. (Marguerite Yourcenar)


La biografia viene definita come il resoconto scritto della vita di qualcuno, un personaggio celebre o comunque di spicco, una figura rilevante e narrativamente interessante. Come genere letterario, la biografia nasce già nel periodo ellenistico, un primo esempio, infatti, è la “Vita di Euripide” di Satiro.
Con l’avvento della cristianità abbiamo poi gli “Acta Martyrum”, le “passiones” e le “vitae” che narravano storie di martirio ed eventi straordinari, a cui poi farà seguito nel Medioevo lo sviluppo di uno specifico sottogenere tutto cristiano della biografia, l’“agiografia”, letteratura che parla delle vite dei santi e di tutte le testimonianze sul loro operato, anche se le opere biografiche cristiane più importanti restano indubbiamente i “Vangeli”.
A quei tempi, lo scopo di scrivere un libro che raccontasse la vita di una persona illustre era ancora quello di immortalarla come storia esemplare o lezione da seguire, si sottolineavano vizi e virtù, scelte giuste e fallimenti del carattere in questione.  Si ricordano, infatti, i “Memorabilia” di Senofonte che narravano di Socrate e Plutarco; le “Vite Parallele” di 46 uomini greci e romani scritte da Diogene Laerzio; la “Vita dei Cesari” di Svetonio; la “Vita di Agricola” di Tacito; “Le Vite” degli artisti rinascimentali di Giorgio Vasari.
Nel Seicento, la biografia si occupò anche dei personaggi negativi, come i criminali e si sviluppò un metodo narrativo di tipo universitario, con la raccolta e l’indagine rigorosa degli avvenimenti. La vera rivoluzione su come scrivere un libro che racconti la vita di qualcuno arriva, però, nel Novecento, con gli studi sulla psicologia e la psicanalisi, la mente umana diventa un campo infinito di ricerca e gli scrittori comprendono che per poter descrivere al meglio le azioni e le scelte dell’essere umano bisogna adottare una prospettiva interna e più vicina possibile all’emotività dell’uomo che si decide di raccontare.
Ai giorni nostri, hanno finito per occuparsi di questo genere svariate case editrici, attraverso autori emergenti e non. Con questo spirito narrativo, infatti, sono presenti oggi, tra gli ultimi libri usciti negli scaffali delle librerie di tutto il mondo, le biografie moderne di personaggi antichissimi, curate nei dettagli e stilate con dovizia di particolari, come se questi personaggi vissuti in un altro tempo e in un altro luogo ci raccontassero il loro punto di vista, le loro emozioni, la volontà di intraprendere una strada piuttosto che un’altra, come e perché sono diventati il simbolo di un’epoca, eroi ed eroine del passato la cui Vita appassiona ancora milioni di lettori.

 

 

 

Giovedì, 03 Gennaio 2013 | di @

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