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30 Mag
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L'uomo dell'oltrevita

Tra i finalisti della prima edizione del concorso letterario "Testo in cerca di regista", associato al David di Donatello, c'è anche un romanzo horror di fantascienza. È "L'uomo dell'oltrevita" (Viola Editrice) di Simone Bocci. Una storia originale, innovativa ed intrigante, a metà strada tra il drammatico e lo psicologico, tra il brivido e il grottesco, per riflettere sul senso della vita e sul significato dei rapporti umani. 

La trama. Ci troviamo a Moonbridge, grande metropoli di Uversein, e Frankie Joker si ritrova in una realtà che non gli sembra più appartenere. Lui è un uomo dell'oltrevita. Un uomo dell'oltrevita è un cadavere resuscitato. Da alcuni anni, infatti, è di moda una triste usanza: i morti vengono riportati in vita, per essere poi venduti come merce e come schiavi al mercato (nella Vetrina dei cadaveri, una grossa bancarella nella piazza centrale della città) al miglior offerente. I non-morti vengono riportati alle normali funzioni fisiche e psicologiche, sottomessi alle comuni norme del diritto e all'uomo. La resurrezione ha, però, un termine temporale: un anno. Superata la soglie limite, il corpo decade e il non-morto ritorna sotto terra, per sempre.  

 Il riesumatore, Steven J. Coldstone, ha inaugurato questo commercio dei cadaveri fondando la ReLife, un'agenzia che ha proprio lo scopo di trasformare i corpi in decomposizione, prelevati dai cimiteri, in macchine capaci di fare tutto ciò che il "padrone" chiede, dalle pulizie di casa ai lavori nei campi, dagli sport agli omicidi. Ne emerge una società deviata, con le ricche perversioni a farla da padrone al cospetto di corpi usati senza alcun ritegno e rispetto. Il senso e il pudore della vita umana rimesso in gioco, dopo millenni di lotte per il raggiungimento della tutela dei diritti umani e della parità tra le persone.  

Il romanzo è un chiaro messaggio alla società consumistica dei tempi moderni, che non ha più spazio per la dignità delle persone, che fa tutto di fretta, che dà valore economico anche ai sentimenti e alle emozioni e che mette al primo posto l'io individuale rispetto al collettivo e al bene comune.  

Simone Bocci è nato ad Albano Laziale, nei Castelli romani. Durante gli anni del liceo scientifico, quando, grazie all'attività di famiglia, svolge il mestiere part time di modello sulle passerelle prestigiose italiane, inizia a maturare in lui la consapevolezza dell'amore verso la scrittura. Amore che si trasforma in vera e propria passione a tal punto da diventare, quello dello scrittura, la sua vera professione. Spesso si perde, infatti, nei discorsi con i propri personaggi, frutto dei sogni a occhi chiusi o aperti che sovente gli capita di fare

Venerdì, 30 Maggio 2014 | di @Dario D’Auriente

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