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26 Nov
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Nel romanzo ogni luogo ha la sua importanza

Nel romanzo ogni luogo ha la sua importanza © Freesurf

Non bisogna impostare la storia come se il luogo fosse un semplice sfondo alla vicenda

Spesso si dice che non importa il luogo dove si va, o dove si sta, ma conta la compagnia. Se la compagnia è buona, tutti i posti sono buoni.
È davvero così? Questa regola vale solo per la vita reale o anche per un buon libro?
Ovviamente, no. Non tutti i luoghi sono uguali, non tutti i posti hanno le stesse caratteristiche, non tutti i paesi hanno le stesse usanze e suscitano gli stessi ricordi, le stesse emozioni.

Come nella vita reale, nella scelta dei luoghi di un romanzo occorre avere ben chiaro il ruolo del luogo stesso. Se dovrà fare da semplice sfondo alla narrazione, allora, tutto sommato, un luogo vale l’altro. Ma se dovrà essere protagonista della nostra storia, la situazione cambia. È alquanto ovvio che la scelta di un luogo ricadrà sulla narrazione, in quanto è molto probabile che alcune vicende, alcune circostanze, dipendano proprio dal posto nel quale si svolgono.
Uno degli errori più noti dei giovani autori emergenti, quando si apprestano a scrivere un libro, è proprio quello di sbagliare la scelta del luogo, magari non legando il racconto al luogo stesso.
Ad esempio è improbabile che se si sceglie come luogo un paese dell’Africa, i ragazzi vivano come i giovani europei o occidentali. Oppure che se la storia è ambientata in Alaska, i protagonisti possano tuffarsi in un lago e fare un bel bagno caldo.
La regola principale nello scrivere un libro, sullo scegliere un luogo, è quella di aver ben chiara la situazione. Avere un’immagine concreta del posto dove si svolge la narrazione può essere un aiuto sia nella fase di descrizione, sia per introdurre nuovi elementi al racconto e, perché no, a volte, questa può essere la chiave per decretare il successo degli ultimi libri usciti.
Vedere il posto può facilitare la descrizione di tutti i suoi particolari, di tutte le sue sfaccettature. Ricordarsi che in quella strada c’è un vicolo buio può, per esempio, permettere al poliziotto di fermare il ladro in fuga. Un altro consiglio utile da tenere a mente, poi, è quello di non sviluppare la trama su troppi posti diversi e con troppi personaggi, altrimenti si rischia di confondere il lettore.
Prima, perciò, di sviluppare una storia in un luogo che non conosciamo personalmente, in un ambiente che ci affascina ma di cui abbiamo poche notizie, occorre tanto studio e tanto lavoro, per evitare di incappare in errori grossolani.
Questa piccola lista, ovviamente, non vuole certo esaurire l’argomento, ma vuole essere solo un punto di partenza che vi permetta di scegliere il posto migliore in cui far vivere la vostra storia.
Non vi resta, quindi, che mettervi comodi e far volare la vostra fantasia, fin quando questa non deciderà di fermarsi.

 

 

Lunedì, 26 Novembre 2012 | di @Dario D’Auriente

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