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BookSprint Edizioni Blog

22 Ott
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Uno di loro

Bruno Mereu tutte le mattine, nel tratto di strada che percorre per recarsi al lavoro, incontra gruppi di extracomunitari che attendono di essere prelevati e dare inizio alla loro giornata lavorativa. Questa visione quotidiana, come in un flashback, lo riporta a quando «Da ragazzo, non ancora diciottenne, avevo lasciato la mia bella ma povera terra, la Sardegna, le mie radici, i miei amici d’infanzia, e i miei affetti, per cercare “nel continente” di realizzare i miei sogni, le mie speranze e costruirmi un avvenire migliore.»

Deu Seu “Uno di Loro” è l’intensa autobiografia che Bruno Mereu consegna a tutti coloro che avranno il piacere di leggere la storia di un giovane uomo, animato da dignità e desiderio di realizzazione.
Bruno è l’esempio di come sia possibile costruire il proprio destino con fatica, costanza e soprattutto tanta umiltà.
Sono numerose le vicissitudini che il protagonista vive e talvolta subisce; prima per l’appartenenza ad una classe sociale non eccessivamente elevata, poi per la mancanza di cultura e non in ultimo per le sue origini meridionali. Tutte queste vicende contribuiscono alla formazione del suo carattere, per natura generoso e risoluto.
Di fondamentale importanza sono anche gli incontri che la vita organizza per lui: i legami, non sempre amicali, con gli altri.
In una sorta di narrazione diaristica, l’autore procede nella esposizione della propria evoluzione, tanto umana quanto lavorativa. Al lettore può dunque capitare di trovarsi a sostegno di Bruno durante le sue battaglie sindacali, o con lui all’interno di una delle numerose strutture sanitarie di cui nel tempo si è occupato. 
La crescita positiva di Bruno, che il romanzo registra, procede per tappe: ragazzo sfortunato nella prima giovinezza, militare meridionale deriso in età più adulta, e infine dirigente di strutture sanitarie.
Bruno, infatti, ricopre per lungo tempo il ruolo di direttore della Villa Buon Respiro, presso Viterbo, e l’umanità che contraddistingue il suo impegno gestionale spinge le autorità locali al riconoscimento pubblico del suo prezioso lavoro.
Il 25 marzo 2012 il Sindaco di Viterbo, Giulio Marini, e l’Assessore ai Servizi Sociali, D. Sabatini, consegnano a Bruno Mereu il Leone d’Oro con la seguente motivazione:
«Per l’umanità con cui ogni giorno, per tanti anni, ha portato avanti il suo Lavoro, per l’impegno profuso a favore di chi ha riposto, nella sua persona, la propria fiducia, per la capacità professionale con cui ha gestito per nove anni una preziosa struttura del nostro territorio vicina alla disabilità, ma soprattutto vicina ai giovani ed alle loro famiglie.»

 

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Martedì, 22 Ottobre 2013 | di @Damiana Perrella

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