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25 Feb
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Romanzo e fantascienza, il futuro tra ottimismo e timore

Romanzo e fantascienza, il futuro tra ottimismo e timore © Innovari

Più di ogni altra forma di letteratura, la fantascienza è un work in progress e ci arriva con una data di scadenza. Certa vecchia fantascienza può diventare illeggibile. La fama di alcuni autori non resiste all'erosione del tempo. Ma se la data di scadenza è trascorsa, e desta ancora una reazione emotiva dentro di noi, be', quella è arte e forse è anche verità.” (Neil Gaiman)

La fantascienza è un genere narrativo sviluppatosi nel Novecento a partire dal romanzo scientifico. Il suo tema fondamentale, infatti, è l’impatto di una scienza o di una tecnologia, reale o immaginaria, sulla società e sull’individuo. I personaggi narrati non sono soltanto esseri umani, ma più spesso robot, alieni, cyborg e mutanti. Le storie sono generalmente ambientate nel futuro, periodo temporale più adatto a questo genere predittivo. La nascita della letteratura fantascientifica coincide con quella del romanzo scientifico e con l’evoluzione della scienza moderna. Precursori di tale genere sono i resoconti di viaggi immaginari, come quelli di Verne, Swift e Wells, ma l’esplosione del fenomeno fantascientifico arriva con la pubblicazione della rivista “Amazing Stories”, nel 1926, che raccoglieva storie dalla forte base avventurosa che fanno leva sul “sense of wonder” (la meraviglia) suscitata dai progressi della scienza. Da qui in poi si apre una vera e propria “età dell’oro” della letteratura di fantascienza con autori come A. E. Van Vogt, Isaac Asimov, Robert A. Heinlein, Clifford D. Simak, Ray Bradbury, Theodore Sturgeon.
Negli anni ’50 l’atteggiamento di riverenza e ottimismo verso i progressi scientifici cambia però radicalmente: l’utilizzo della bomba atomica scatena preoccupazione e angoscia. Si passa quindi alla “fantascienza sociologica” che utilizza il genere come strumento di critica per la società americana e i suoi eccessi, insistendo soprattutto sulle conseguenze che può avere l’utilizzo di una determinata scienza.
Negli anni ’60 la tendenza fantascientifica è quella della New Wave in cui si intrecciano letteratura modernista e temi tabù, come il femminismo, la droga e l’omosessualità. Eminente esponente di questa ondata è Ballard che scrive in questo periodo la sua trilogia fondamentale, Crash, Il Condominio (High Rise) e L'isola di cemento (The Concrete Island).
A dominare la scena negli anni ’80 è il Cyberpunk, che esplora le virtualità della psiche e profetizza il mondo dei videogiochi e di Internet. In Italia il genere non ha avuto molto successo, ad eccezione della collana pubblicata nel 1952 da Mondadori, “Urania”. Gli ultimi libri usciti rappresentativi del genere fantascientifico nel mondo sono una commistione di generi differenti: scrivere un libro di fantascienza oggi vuol dire cimentarsi nella ricerca di nuovi scenari futuristici con un pizzico di thriller e senza dimenticare i giochi di ruolo che stanno avendo sempre più successo. La letteratura fantascientifica moderna è fatta soprattutto di riviste e libri online, nelle pubblicazioni sul web, infatti, la fantascienza è narrata anche attraverso i fumetti e il cinema, in evoluzione continua, che attraversa tutte le arti e che ci immerge completamente in questo fantastico mondo.
Per dirla con le parole di un grande cantautore appassionato del genere, Bob Dylan: “La fantascienza è diventata il mondo reale. Che noi ce ne accorgiamo o no”.

 

Lunedì, 25 Febbraio 2013 | di @

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