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BookSprint Edizioni Blog

Mercoledì, 07 Ottobre 2015 09:55

Intervista all'autore - Alberto Grosso

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? È un bisogno. Ho il vizio di scrivere. Qualunque genere anche traduzioni dal latino. Mi sono i9nteressato alle Georgiche di Virgilio, ormai dimenticate. Mi sento coinvolto specialmente nella narrativa. Ho scritto anche delle biografie. L'ultima biografia che mi ha emozionato riguarda un missionario, mio compagno di studi, morto in Kenia: un seme fecondo in un terreno fertile che produce frutti di pace.
Martedì, 06 Ottobre 2015 12:41

Intervista all'autore - Lenuta Virlan

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nata e cresciuta in un paesino della Moldavia Rumena, benedetto dal Signore, circondato da cinque coline con piantagione di vigne e alberi fruttiferi, campi di grano e frumento, boschi con fonti d'acqua cristallina, primavere fragranti, inverni gelidi. Per avere l'acqua la gente ha forato dei pozzi (alcuni hanno duecento anni) per far sì che il paese prese il soprannome di "Il paese degli pozzi". Se penso agli odori, sento il profumo dei fiori d'acacia, del tiglio, del panettone fatto per la pasqua, del pane appena sfornato, delle patate cotte nel forno, l'odore aspro delle foglie di noce cadute in autunno...
Sabato, 03 Ottobre 2015 10:56

Intervista all'autore - Aurelio Bertozzi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono figlio di umili genitori romagnoli e di loro riserbo i ricordi più belli della mia infanzia vissuti dapprima in un piccolo paese sull’appennino tosco-romagnolo e poi a Forlimpopoli un paese della pianura forlivese. Ho vissuto gli anni dell’adolescenza in un collegio nei pressi di Treviso dove ho ricevuto una corretta educazione che mi ha permesso di affrontare il mio destino senza tentennamenti, vincendo le tante tentazioni di vanità della vita. Successivamente non mi sono comunque mancate soddisfazioni che mi hanno ampliamente ripagato delle rinunce diligentemente accettate. Non ho iniziato a scrivere per vocazione, ne per dimostrate doti artistiche e letterarie che non possiedo, ma l’idea è nata per caso, durante alcuni momenti che ho trascorso in solitudine.
Venerdì, 02 Ottobre 2015 11:10

Intervista all'autore - Marcello Signorini

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Come riportato anche nella copertina del mio libro "Il sogno incantato", sono nato a Milano da genitori entrambi toscani. A causa dello scoppio della 2^ Guerra Mondiale, poco dopo la mia nascita, ho trascorso la mia infanzia in campagna, a Comerio in provincia di Varese, dove i miei genitori si erano trasferiti da sfollati. Così, paradossalmente, ho avuto un'infanzia felice e serena, lontano dalla guerra e a contatto con la natura: il ché ha influito fortemente sulla mia formazione adolescenziale. Ritornato a Milano, alla fine della guerra, quivi ho frequentato le scuole dell'obbligo e il Liceo Classico; poi ho conseguito la Laurea in Economia all'Università Luigi Bocconi.
Mercoledì, 30 Settembre 2015 11:49

Intervista all'autore - Claudio Kriwyx Alciator

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Io sono di Roma dove ho vissuto fino alla laurea; successivamente ho trascorso degli anni in Lombardia per specializzarmi. Mio padre però era sardo e dunque sento un forte legame anche con questa isola. 2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente? Un libro di Salgàri, pieni di avventure e che danno largo spazio alla fantasia.
Mercoledì, 30 Settembre 2015 10:26

Intervista all'autore - Giuseppe D'Orazio

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Poco interessante la mia vita, simile a molte altre poco degne di particolare nota, almeno sino all’età della maturità. Ho vissuto in Puglia nel Brindisino, un’infanzia in ambiente familiare semplice, con semplici principi, non facili da rispettare, che hanno influito alla formazione della mia non semplice personalità. Campagna, alberi d’olivo, stradine bianche, mare, biciclette, pianoforte, canto, libri, amici, studi… shakerate tutto a vostro piacimento e diluitelo nel tempo se proprio volete intuire qualcosa dei miei primi 20 anni, versate poi tutto in una bella caraffa colma di Roma, per superarli.
Martedì, 29 Settembre 2015 16:53

Intervista all'autore - Roberto Ricci

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto? Sono nato a Frascati e sono cresciuto a Monte Porzio Catone una delle perle dei Castelli Romani. Penso che crescere qui sia stato un plus non da poco. Ho avuto un infanzia serena piena di amore e di attenzioni, anche se i momenti di difficoltà non sono mancati dovuti più che altro al fatto di essere stato un bambino gracile e inizialmente introverso.
Martedì, 29 Settembre 2015 10:49

Intervista all'autore - Clara Matzuzzi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nata a Iglesias, una cittadina mineraria della Sardegna da una famiglia di minatori. Ho vissuto e studiato in questa città sino alla maturità conseguendo il diploma di perito commerciale. Nel 1972 mi sono trasferita a Cagliari dove ho trovato occupazione presso un'impresa edile, e dove sono rimasta sino a che l'azienda ha chiuso l'attività nel 1997 per ritrovarmi all'età di 47 anni a far parte del gruppo di disoccupati che già in quegli anni cominciava a ingrossare gli elenchi dell'ufficio del lavoro. Dopo ho fatto diversi lavori: lavapiatti, volantinaggio, pulizia presso le famiglie e quant'altro potesse permettermi di mantenere i miei due figli.
Lunedì, 28 Settembre 2015 12:20

Intervista all'autore - Francesco Fornari

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova? Mi è sempre piaciuto scrivere, fermare sulla carta i miei pensieri, le mie emozioni. Fin da piccolo, studente alle medie, ho desiderato fare il giornalista per poter vivere in prima persona le storie nel momento in cui avvenivano e raccontarle ai lettori. Essere testimone del mio tempo, vedere in prima persona, diventare in qualche modo coprotagonista dei fatti della vita, della storia del mondo. 2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro? Molto. In realtà sono riflessioni su alcuni fatti che ho seguito come giornalista. Forse non i più importanti, di certo quelli che mi hanno lasciato un ricordo. Fatti e persone: la bellissima libanese Afrodite, per esempio, è l'immagine positiva della vita che si contrappone alla piccola eritrea senza nome che è morta fra le mie braccia, vittima di una guerra atroce. Così come le folli spese dell'incoronazione di Bokassa, imperatore del Centrafrica, si contrappongono alla miseria dei morti per Ebola in Zaire. 3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera. Ho cercato di far conoscere quanto sono inutili, crudeli, assurde le guerre. Rivivendo alcuni dei tanti conflitti che ho seguito come inviato di guerra ho cercato di spiegarne l'assurda malvagità. Guerre combattute sul campo da fanatici in nome di un dio crudele o da mercenari per un pugno di dollari. Guerre volute da uomini privi di scrupoli per assicurarsi il potere, il dominio. La ricchezza. Senza alcun rispetto per la vita umana. Ma ho cercato anche di raccontare la vita dell'inviato che al lavoro deve sacrificare la propria vita privata, sempre pronto a partire, con la valigia accanto al letto. Ogni giorno in un posto diverso per storie differenti: dal fasto di un matrimonio reale ad un lungo viaggio in auto dall'Europa all'India. Dal massacro di un'intera popolazione, Ruanda, alla scalata del Chilimangiaro. Fino al momento del riposo, in Africa, sulle tracce dei nostri primogenitori. 4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative? Avevo in mente un titolo che però, mi fu fatto notare, era già stato usato. Perciò ho trovato un compromesso mantenendo la parola chiave, ovvero "Testimone". 5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché? Sono tanti, in particolare Ernest Hemingway: leggendo i suoi libri quando avevo tredici anni ho desiderato e deciso di diventare giornalista. Comunque un libro che rileggo sovente è "Antologia di Spoon River"di Edgar Lee Masters, il cantore della morte che dalle epigrafi incise sulle lapidi di un cimitero traccia la storia delle vite vissute. 6. E-book o cartaceo? Per me il libro cartaceo esercita un grande fascino: il fruscio dei fogli accompagna la lettura. Mi rendo conto comunque che gli e-book sono molto comodi: specialmente viaggiando, seduti su una poltroncina in aereo o in treno, è molto più agevole leggere il libro elettronico. 7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore? Non ho deciso di diventare scrittore: scrivere è stato il mio lavoro per oltre trent'anni, in seguito vivendo in Africa, a contatto con una natura ancora incontaminata, quasi all'origine del mondo, mi sono trovato a rivivere certi momenti della mia carriera lavorativa e ho incominciato a fermare i pensieri sulla carta. Così è nata l'idea di farne un libro. 8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo? Ad essere sinceri l'idea è nata un giorno durante un safari solitario in Kenya, nel lodge Shompole dove le stanze per gli ospiti sono realizzate nella foresta, senza pareti, senza porte: quando si è all'interno, si conficca una lancia Masai nel sentiero d'ingresso: questo significa che la "stanza" è occupata. Ci ero andato, solo, su indicazione di un'amica: donna bellissima e irraggiungibile. Pensando a lei mi sono messo a scrivere... e poi ho continuato. 9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro? La stessa emozione che ho provato quando ho visto pubblicato sul mio giornale il mio primo servizio con la mia firma. 10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro? Una cara amica e collega che col suo entusiasmo mi ha sollecitato a proseguire. 11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro? Piacerà molto ai pigri. Io ritengo che un libro non lo si apprezza soltanto leggendolo ma si gusta il piacere tattile dello sfogliarlo. Non so quanto mi darebbe piacere sentirlo raccontare da una voce anonima, magari mentre faccio la doccia... Leggere un libro significa anche concedersi del tempo per se stessi, per il proprio piacere. Per rilassarsi ed imparare.      
Lunedì, 28 Settembre 2015 11:34

Intervista all'autore - Alberto Chiodini

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore? Sono nato in un piccolo paese dell'hinterland Aretino: Rondine, diventato famoso come cittadella della pace. Studi classici interrotti per problemi di salute. Il lavoro mi ha portato nel mondo della bellezza e della moda; prima come agente di vendita poi come area manager di note aziende multinazionali leaders nella tricocosmesi. Ho avuto modo di organizzare e presentare, con soddisfacenti risultati, sfilate di moda e spettacoli di varietà. Mi sono sposato molto giovane, appena ventunenne. Dal matrimonio con colei che è ancora la mia compagna, nel 2017 saranno 50 anni di matrimonio, sono nati tre figli che a sua volta mi hanno regalato cinque nipoti.

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