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06 Dic
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Bookcrossing, ovvero il libro che ho trovato

Bookcrossing, ovvero il libro che ho trovato © Anterovium

Il libro che ho trovato era vecchio, aveva la copertina consumata, e neppure riuscivo a leggere il nome dell’autore. Il libro che ho trovato l’ha letto il vento, e le pagine sembrava volessero volare via. C’era un numero incollato sulla copertina. Su internet ho scoperto da dove veniva quel libro, chi lo ha acquistato e perché lo ha liberato, e tutto grazie a quel numero. Ora queste pagine fresche di vecchiaia mi seguiranno per un po’. Le leggerò e le porterò con me nel mio cammino. E alla fine le restituirò al vento. Un giorno qualcun altro sarà attratto da questa copertina scorticata, e il libro troverà nuovi occhi in cui vivere. Tutto questo è, in una parola, Bookcrossing.

Nato negli anni ’70 ed esploso con la diffusione del web, il Bookcrossing rivoluziona il concetto classico di biblioteca, determinando un nuovo rapporto con la parola scritta. Non più libri sotto chiave, prigionieri di scaffali legnosi, ma libri in libertà. Diversi siti web offrono la possibilità di registrare la copia libera; le verrà assegnato un numero unico – analogo all’ISBN – che permetterà di seguire la nuova vita del testo, di leggere i commenti dei lettori occasionali. E molti scrittori emergenti che non riescono a trovare una casa editrice che gli dia fiducia stanno scegliendo questa via inconsueta per autopromuoversi.
Prendete un libro e lasciatelo su una panchina, sul tavolo di un locale pubblico, in treno o in aperta campagna. Ecco: siete appena diventati Bookcrosser. La parola chiave che caratterizza il fenomeno è condivisione. Con questo spirito, proviamo a privarci di un libro che ci sta a cuore. Proprio così: ho letto questo libro ed esso mi ha reso migliore, e ora voglio donarlo a te, Altro. Leggilo, conservane l’anima, impara ad amarlo e lascialo libero, affinché anche il mondo impari a essere migliore. Il progetto di lungo periodo è ambizioso: creare una biblioteca diffusa, alimentata da un circuito di volumi in perenne movimento. Solo così tutti gli spazi saranno come pervasi da un’anima “libresca”. Ogni angolo di realtà avrà accesso a mondi ulteriori attraverso il varco della copertina. Leggere un testo, conservarlo e riscoprirlo dopo anni è un’esperienza intensa. Lasciarlo libero di volare è un doloroso, estremo atto d’amore.

 

 

 

Giovedì, 06 Dicembre 2012 | di @Carmine Morriello

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