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BookSprint Edizioni Blog

07 Ott
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Bookcrossing Phone Box

Bookcrossing Phone Box © pixelunikat

Trasformate in librerie all’aperto, le cabine telefoniche destinate alle discariche vengono riqualificate per rilanciare la cultura e lo scambio libero dei libri

Libri e telefoni non sono mai stati così amici. Sembrerebbe infatti impossibile accumunare questi due prodotti, eppure nei paesi anglosassoni c’è sempre qualcuno che ne sa una più del diavolo.
È il caso dello studente britannico di Kingstone James Econ e dell’architetto newyorkese John Locke (solo omonimo del personaggio avventuroso nella serie televisiva “Lost”).

L’idea di questi due funamboli delle invenzioni è pressoché identica: trasformare le vecchie e ormai abbandonate cabine telefoniche in librerie pubbliche. Un bookcrossing innovativo e funzionale, per sfruttare al meglio qualcosa di già esistente. E se a Londra il progetto si chiama “PhoneBox”, oltreoceano si è pensato di inserire le cabine telefoniche all’interno di una più ampia riqualificazione dei quartieri, che si basa sulle “Guerilla libraries”.
Dalle idee, sia in Inghilterra che negli U.S.A., si è immediatamente passati ai fatti. Sono bastati qualche mensola, dei chiodi, un po’ di pittura e restyling fai da te per trasformare alcune cabine telefoniche, ormai destinate allo scasso, in stupende librerie all’aperto, con qualsiasi tipo di pubblicazione, di cui tutti possono usufruire, con la speranza e la quasi certezza che i libri presi in prestito torneranno poi al loro interno. Il problema è che le persone non hanno ben capito il progetto, tanto che a New York, dopo poche ore, non solo erano scomparsi i libri, ma anche le mensole. Ma l’architetto Locke non si è dato per vinto, e ne ha riposizionate alcune in quartieri meno malfamati e più controllati dalle forze dell’ordine, così l’iniziativa ha definitivamente preso il via e il bookcrossing on the road ha iniziato una storia che speriamo sia più lunga possibile.
Né librerie né biblioteche né alcuna casa editrice chiamata in causa si sono opposte all’iniziativa, che anzi vedono e leggono come un modo per avvicinare le persone alla lettura e quindi per rilanciare anche la loro economia.

 

 

Lunedì, 07 Ottobre 2013 | di @Dario D’Auriente

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