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26 Ott
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Google Books, accordo sui libri digitalizzati

Google Books, accordo sui libri digitalizzati Foto: © viperagp

Finita la guerra con gli editori americani, la grande libreria virtuale si farà.

Ora sì, ci siamo. Dopo 7 anni di cause e un mezzo accordo raggiunto tre anni fa, ma poi bloccato dall’amministrazione Obama per evidenti violazioni della legge antitrust, Google Books potrà diventare un’enorme libreria globale. Finalmente. Una libreria digitale dove poter reperire la stragrande maggioranza di volumi, con la comodità di restare seduti alla poltrona della scrivania di casa a leggere, tranquillamente, ciò che si vuole.

Un luogo, virtuale, sia chiaro, con assaggi di libri online a disposizione di tutti. Un archivio che, già attualmente, ospita più di venti milioni di eBook, digitalizzati finora senza superare tutte le autorizzazioni. Una libreria infinita, estesa e… gratuita. Già, completamente gratuita, perché Google Books metterà a disposizione il 20% del testo completo dell’opera. E nel caso in cui il libro sia di particolare interesse, l’utente potrà acquistarne una copia anche con Google Play.

 

Nell’accordo, comunicato lo scorso 4 ottobre e che rivoluzionerà il mondo dell’editoria, si legge che “gli editori americani possono scegliere di mettere a disposizione o scegliere di rimuovere i loro libri e giornali digitalizzati da Google per il suo Library Project. Coloro che decidono di non rimuovere le loro opere avranno la possibilità di ricevere una copia digitale per il loro uso”.

In pratica tutto, anche gli ultimi libri usciti, potranno essere digitalizzati, salvo l’assenso dell’editore. Viene così superata la diatriba sul copyright che era partita nel lontano 2005.

A gioire saranno soprattutto Google, le case editrici e i lettori. Un po’ meno contenti gli scrittori. Anche gli autori, infatti, avevano intentato una causa con Google inc., ma per ora non ci sono sostanziali novità, anche se, pare, ci sia ottimismo. Per loro cambierà ben poco, se non la conferma proprio del diritto d’autore.

 

 

Martedì, 30 Ottobre 2012 | di @Dario D’Auriente

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