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03 Dic
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Un autore a caso: Edward Dahlberg

Un autore a caso: Edward Dahlberg © bruniewska

Nella grande America, nell'anno del Signore 1900, il corpo di Lizzie Dahlberg partoriva il piccolo Edward. Quel bambino ebreo figlio di padre ignoto sarebbe diventato un grande autore. Avrebbe cantato la strada e i sogni d'asfalto, la ricerca della gloria e la consunzione della quotidianità.
Poiché ero carne racconta la sua storia. Al centro della vicenda svetta la figura minuta della madre, Lizzie. Lizzie che lavora nel suo salone di donne-barbiere.

Lizzie che massaggia il collo sudato di un cliente. Lizzie che porta a casa un amante appesantito dagli anni e Lizzie che non riesce a smettere di sognare.
Dahlberg racconta la sua infanzia, e lo fa al di fuori di ogni retorica. Non usa la prima persona, ma si riferisce a se stesso come a un luogo di sofferenza senza identità. Il bambino desidera scoprire cosa c'è sotto i vestiti attillati delle donne-barbiere. Il bambino è d'impaccio quando Lizzie è in camera con qualcuno.
Il bambino si ritrova in orfanotrofio, dove tutti ridono di lui. Ne uscirà dopo cinque anni di pugni nello stomaco vuoto. Ne uscirà uomo: Io, Edward Dahlberg.
In quegli anni Lizzie si è consumata gli occhi sotto le lampade elettriche; il suo corpo ricurvo porta il segno degli sguardi dei clienti. Il figlio traccia i contorni impietosi di quella figura sbiadita.
Ma Dahlberg è imbevuto di letture religiose, e le fatiche quotidiane della madre – ma anche le sue "vergogne sudate" – si sovraccaricano di significati e vengono proiettati sull'orizzonte del sacro. Ne viene fuori una tragedia senza tempo, che diverte e commuove.
E intanto il giovane uomo è sopraffatto dalle pulsioni, e parte, alla disperata ricerca dell'altro sesso – lo scempio di una calvizie prematura non farà che peggiorare la situazione. Tra un insuccesso e l’altro pensa a come scrivere un libro decente.
Alla fine qualcosa accade, a Lizzie e a suo figlio, ma non sarebbe giusto rivelarlo qui. Potrete saperlo leggendo questa storia, ma non cercatela tra gli ultimi libri usciti. Scovatela, e scoprirete da voi quanto sia originale, quanto le pagine scorrano, veloci come la strada. Alla ricerca di qualcosa che sappia placare quella fame, fisica e spirituale, e che ci pone di fronte sempre la stessa domanda: Perché?. La risposta, forse, l'aveva Dahlberg: Poiché ero carne, ed alito che svanisce e non ritorna.

 

 

 

 

 

Lunedì, 03 Dicembre 2012 | di @Carmine Morriello

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