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15 Nov
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Il Giallo: così si racconta il crimine

Il Giallo: così si racconta il crimine © squidmediaro

Eliminato l'impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità. Queste celeberrime parole nate dalla magistrale penna di Arthur Conan Doyle e affidate alla bocca di un personaggio letterario storico come Sherlock Holmes ci aprono le porte del fantastico mondo della letteratura gialla, l’arte di raccontare il crimine, la capacità di scrivere un libro che custodisca il mistero.

Il termine “giallo” adottato per definire questo particolare tipo di narrativa è una prerogativa delle case editrici italiane, dovuta alla nascita della collana “Giallo Mondadori”, diffusa nei primi anni del ‘900, che proponeva ai lettori il genere poliziesco attraverso la pubblicazione di libri dalla copertina, appunto, gialla.
Il genere nasce alla fine dell’800 dal genio di Edgar Allan Poe con il personaggio di Auguste Dupin, che risolveva casi criminali partendo da resoconti giornalistici. A questo si è poi ispirato proprio Doyle per la creazione dell’investigatore Holmes, mago delle deduzioni e attento ai dettagli di ogni singolo delitto, bravissimo a risolvere casi insieme all’assistente Watson, le cui avventure continuano ad affascinare ogni giorno i lettori di tutto il mondo. Altrettanto famosi e appassionanti sono i personaggi protagonisti dei racconti di Agatha Christie, Hercule Poirot e Miss Marple, e il famosissimo Nero Wolfe di George Simenon, le cui avventure hanno ispirato grandi film e serie televisive varie.
In Italia, il Giallo ha conosciuto un enorme successo di critica e di pubblico e molti sono gli scrittori nostrani che hanno scelto di raccontare e raccontarsi attraverso questo tipo di arte, come Carlo Lucarelli, che nei suoi libri descrive e dettaglia i più noti casi di cronaca nera del nostro Paese, molti dei quali ancora irrisolti. Come dimenticare poi Andrea Camilleri e il suo Commissario Montalbano, a caccia di giustizia sullo sfondo di una magnifica e abilmente descritta Sicilia.
La letteratura “gialla” è tradizionalmente divisa in sottogeneri: il poliziesco, il giallo classico o deduttivo, il noir, in cui la storia è raccontata dall’altra parte del crimine, ovvero dal punto di vista del criminale o di chi vi è coinvolto senza volerlo, e il thriller, in cui il lettore è coinvolto emotivamente in un crescendo di tensione e di attesa per gli sviluppi sempre nuovi del racconto. Di recente sviluppo sono poi il thriller legale, in cui i protagonisti sono avvocati e aule di tribunali, e il thriller medico, che coinvolge il settore della polizia scientifica e i risvolti della medicina legale. Altrettanto interessanti sono le storie di spionaggio, legate ai thriller cosiddetti “tecnologici” che negli ultimi anni hanno trovato terreno fertile tra i lettori mondiali. Altri filoni sono rappresentati dal giallo psicologico e dal giallo storico. Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti, qualunque sia il lato del crimine che vi coinvolge, amanti delle deduzioni logiche e complicate, appassionati di mistero e di dettagli passati inosservati, pipa, cappello e lente d’ingrandimento alla mano, come ogni investigatore che si rispetti, il “giallo” è il genere letterario che fa per voi.


Passione, trepidazione e coinvolgimento sono assicurati, e il piacere di leggere in questo caso è “Elementare, Watson!”.

 

 

Giovedì, 15 Novembre 2012 | di @

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