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03 Mag
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Dalle aule di giustizia alle librerie: magistrati e avvocati diventano scrittori

Dalle aule di giustizia alle librerie: magistrati e avvocati diventano scrittori © cosma

Sugli scaffali delle librerie, negli ultimi anni, non è difficile trovare libri scritti da magistrati e avvocati. Sono alcuni degli scrittori emergenti che, abbandonati per un po’ i fascicoli giudiziari e le aule di tribunale, si cimentano con la scrittura creativa e diventano scrittori di racconti. Un fenomeno in crescita quello degli scrittori “togati” che riscuote successo tra il pubblico di lettori tanto che più di una casa editrice ha cercato di assicurarsi qualche nome nella sua rosa di autori.

Un successo dunque che sfata le perplessità di molti in merito alle limitate capacità di avvocati e magistrati di scrivere libri, perplessità legate alla loro nota scarsa attitudine al bello scrivere. Se, infatti, tutti riconoscono loro abili capacità oratorie, meno nota è la loro abilità allo scrivere per diletto, abituati come sono ad utilizzare, in ambito lavorativo, il linguaggio forense prettamente tecnico. Ma considerati i dati di vendita, non resta che ricredersi. Ispirati dalle tante storie vere che, ogni giorno, per lavoro sono costretti a seguire o semplicemente dalla loro fantasia, gli uomini di legge danno vita a personaggi e intrecci narrativi che catturano l’interesse dei lettori. I generi con cui questi nuovi scrittori hanno deciso di mettersi alla prova sono diversi.
C’è chi, come Raffaele Cantone, ha deciso di raccontarsi in un’autobiografia in  cui si narra, tra lavoro e vita privata. Un modo questo per far conoscere ad un pubblico più vasto il delicato lavoro che svolgono gli uomini di legge. Qualcuno ha, invece, tentato la strada della non-fiction novel. Un genere, questo del romanzo reportage, in cui ad essere raccontati nelle pagine di un libro sono i casi giudiziari reali, conditi da qualche elemento di fantasia. Gli scrittori raccontano di omicidi, investigazioni, arresti tratti dalla cronaca e di cui si sono occupati magari in prima persona. Ma non è finita qua. Non mancano esempi di romanzi gialli e legal thriller che tengono incollati i lettori fino all’ultima pagina del libro.
Magistrati e avvocati riportano nelle storie atmosfere tipiche di questure e tribunali, luoghi che frequentano abitualmente e che perciò riescono a riprodurre fedelmente, così che anche il lettore possa immergersi pienamente in quel clima che fa da sfondo alle trame. A cimentarsi con il legal thriller, per esempio, è stato Gianrico Carofiglio, un ex pubblico ministero che ha esordito nell’editoria nel 2001 e da allora, in soli dieci anni, ha raggiunto il definitivo successo di pubblico e di critica pubblicando romanzi e racconti.
Altri due magistrati prestati alla narrativa sono Giancarlo De Cataldo e Gianni Simoni, che si sono messi alla prova con racconti classificati nel genere giallo e noir. Ma non è solo la narrativa, nelle sue tante varianti, ad attrarre questi nuovi scrittori. C’è chi si lascia affascinare dai versi e si lancia nell’impresa, spesso riuscita, di pubblicare poesie. È il caso di Corrado Calabrò, noto giurista italiano, che ha alle spalle molte pubblicazioni, molte delle quali hanno ottenuto grande successo tanto da essere tradotte in numerose altre lingue e trasposte in opere teatrali e musicali.
Questi appena ricordati sono gli scrittori che, lanciatisi nella nuova avventura editoriale, hanno avuto più successo, tanto da ottenere alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti letterari, ma non sono i soli. Sono in molti tra gli uomini di legge ad avere velleità letterarie tanto che è stato istituito un vero e proprio premio letterario. Si tratta del Legal Writers, un concorso riservato a magistrati e avvocati della Corte d’Appello di Trieste.

 

 


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