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12 Dic
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Per guardare avanti

Per guardare avanti”, (170 pagine) pubblicato dalla BookSprint Edizioni in versione cartacea e ebook, è l’emblematico titolo dell’ultimo lavoro di Mario Bianchino. Non nuovo a pubblicazioni di testi a carattere tecnico-scientifico e anche letterario, stavolta l’autore consegna al lettore la testimonianza - in forma di romanzo - del suo impegno in ambito politico e amministrativo.

Attualmente dipendente del Ministero dell’Interno, l’autore nasce e risiede a Montoro Inferiore, piccolo centro del mezzogiorno d’Italia e che il nostro autore ha governato, in qualità di sindaco, per ben due mandati consecutivi: dal 1995 al 2004.
Le esperienze raccontate nelle pagine del romanzo sono figlie di questo esercizio civile e amministrativo; in una strettissima corrispondenza con la realtà dei fatti, l’autore espone la generale condizione sociale, politica, amministrativa di Montoro durante gli anni ’90. Il trionfo dell’egoismo sul bene collettivo nella comunità montorese è rappresentativo della piaga universale che affligge la società a cui Mario Bianchino si rivolge.
È con particolare riguardo che l’autore indirizza il suo messaggio alle nuove generazioni. L’esperienza nel ruolo di sindaco diventa testimonianza di caparbietà e di lealtà verso  gli ideali, diventa testimonianza di gestione democratica nel pieno rispetto della diversità e  nella ricerca delle scelte condivise, diventa testimonianza di un potere raggiunto per affidamento dei cittadini e non per conquista personale, diventa testimonianza di una nuova attitudine all’ascolto.

«I più deboli, quelli da sempre esclusi ed emarginati, quelli che non avevano potuto avere “voce” nella vita della Comunità, quelli da sempre non considerati nei loro bisogni e che continuavano ad esprimere dignità nei rapporti con gli altri erano coloro che a questo corso ed al loro Sindaco non mancavano di portare affetto, insieme alla stima ed all’incoraggiamento per il tanto lavoro che ci si avviava a compiere
Assai distante dal voler sottolineare le difficoltà di un lavoro pubblico, l’autore dichiara la bellezza della riconoscenza e spinge le nuove generazioni all’agire sotto l’impulso del desiderio di collettività.
Nella schiettezza della sua prosa, Mario Bianchino stimola il lettore a riflettere sull’inutilità della cultura individualista che allontana l’uomo da una concezione collettiva di bene e soprattutto stimola i giovani ad una testardaggine costruttiva sorgente di idee ed obiettivi da perseguire per il bene di tutti.

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