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BookSprint Edizioni Blog

16 Set
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L’alcool, la morte e “La forza dell’anima”

Si chiama “La forza dell’anima”, ed è una storia di sofferenza e ingiustizia, di superamento e di fede. Il romanzo autobiografico di Daniele ed Edoardo Mànduca, BookSprint Edizioni, 108 pagine disponibili anche in ebook, è il risultato di un’adolescenza tormentata, segnata dalla morte precoce di entrambi i genitori. Ma a questa energia distruttiva si contrappone una forza senza limiti, quella dell’anima, che permette ai gemelli di superare le difficoltà nella conferma della fede in Dio.

Ma com’è possibile diventare credenti in una famiglia atea?
«Forse proprio perché siamo nati da una famiglia lontana da Dio, abbiamo sentito con tanta forza il desiderio di avvicinarci a Lui. Ma quello che sappiamo sul cristianesimo lo abbiamo appreso dalla nostra madrina di battesimo, Mimmi, ci ha fatto da guida, da mamma e da papà».
Falegnami e scenografi, esperti di teologia e studiosi di lingue straniere, i Gemelli Mànduca hanno sempre lavorato, con le braccia e con la mente, nella solitudine della campagna di Sciolze. L’isolamento del paesino piemontese ha segnato il loro corpo e il loro spirito. Figli unici di genitori molto più vecchi di loro, i due fratelli imparano presto a contare l’uno sull’altro e ad aiutarsi reciprocamente. Il padre si ammala di una forma aggressiva cancro al cervello, che lo lascia senza speranza di guarigione; si spegnerà tra le mura domestiche lasciando i figli 14enni. Dopo la perdita del marito, l’alcolismo materno si aggrava, e la morte colpisce ancora una volta lo spirito di Daniele ed Edoardo.
«Abbiamo perso anche la nostra madre, dopo una lunga lotta con l’alcool, nel quale lei era caduta. È caduta in quel baratro che può prendere l’uomo troppo mondano, che si lascia sfuggire la propria vita».
Ma c’è una forza in grado di superare tutto questo: “La forza dell’anima.
«È quella forza che sostiene lo spirito, e che si acquista dopo tante sofferenze. Soffrire nell’anima vuol dire fortificare l’anima, prepararla ad affrontare la vita. Bisogna lottare, e anche Papa Francesco ce lo ha fatto capire. Bisogna andare contro corrente. Perché non serve a niente vivere, se non si lotta».

 

 

 

 

 

Venerdì, 20 Settembre 2013 | di @Carmine Morriello

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