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05 Feb
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Magia e suspense ne "Lo strano mistero di Torre Mozza"

Magia e suspense ne "Lo strano mistero di Torre Mozza" © Onirica Edizioni

Quando i dettagli fanno la differenza. L’opera prima del genovese Vincenzo Galati è in concorso per il premio “Casa San Remo Writers 2013”.
Quando scrivere è uno sfogo, quando scrivere è un modo di manifestare la propria creatività repressa da un lavoro in cui non c’è spazio per la fantasia, ma soprattutto quando scrivere è libertà, allora si parla di Vincenzo Galati, sorprendente scrittore genovese quarantenne autore di “Lo strano mistero di Torre Mozza”, opera in corso per il premio “Casa San Remo Writers 2013”.

Pubblicato più per gioco che per volontà, questo romanzo è un giallo appassionante e intrigante, imperniato di quel carattere magico e di suspense che incolla il lettore alle pagine, nella speranza che, rigo dopo rigo, il mistero si sveli, portando alla luce l’oscuro che Galati ha saputo tessere e velare con grande precisione e tocco artistico, fino all’ultima pagina.
Un mistero che metterà in difficoltà l’abile commissario Barbagelata e la sua collega ispettrice Federica Vanni, pur ben noti per le loro capacità di “segugi”, di veri e propri cani da caccia, con un fiuto sopraffino per acciuffare i delinquenti e gli assassini. Ma la scena che gli si presenta davanti, sulla spiaggia di Torre Mozza, a Follonica, ha dell’incredibile. Sei corpi di giovani ragazzi, sotterrati e disposti con precisione in cerchio. Una pagina di una poesia in inglese e l’ipotesi di satanismo. È quella la strada giusta che dovranno prendere le indagini? O si cela altro dietro la partecipazione dei ragazzi ad una scuola di magia celtica e il nascosto significato dell’“Urlo” di Munch? E come reagiranno il commissario e la Vanni di fronte al loro passato di uomo tradito e abbandonato e di donna ferita dall’egoismo?
Inganni, ipotesi, complotti, segreti, ricordi, ma anche amore, amicizia, gioia, dolore e solitudine. C’è di tutto nella sapiente penna di Vincenzo Galati, che ha saputo regalare davvero delle pagine interessanti e imperdibili ai suoi lettori, attraverso una scrittura istintiva, fluida, ricca di particolari. Nel suo romanzo giallo-noir c’è tutta la sua capacità di saper descrivere, con estrema precisione, il comportamento ed il carattere di ogni singolo protagonista, eppure Galati giura di non avere uno schema di scrittura, ma “i personaggi, le vicende e anche le vittime e i colpevoli nascono man mano che la scrittura prende forma. Non mi piace pianificare ciò che scrivo, sono un cane sciolto, non voglio restrizioni e non me ne pongo”.
Esperienze nel turismo come animatore, ex dipendente per una multinazionale, amante degli animali, l’uomo Galati sogna un futuro da contadino, tanto che, da Genova, si è trasferito con la moglie nella campagna senese con la speranza di, un giorno, avere una terra tutta sua che gli permetta di vivere autonomamente. Non un’aspirazione da tutti.
“La vita di città stava ormai stretta sia a me che a mia moglie quindi, quale miglior posto della campagna senese per trasferirmi?”.
Il romanzo è stato pubblicato dalla Onirica Edizioni ed è disponibile anche in formato ebook, dato il grande successo di pubblico ottenuto. E ora cosa aspettarsi nel futuro da Vincenzo Galati, che di certo non ha nulla da imparare su come scrivere un libro?
“Continuo a non avere velleità artistiche, ho sempre scritto e scrivo tutt’ora per il piacere di farlo e non tanto per essere letto. Intendiamoci, mi fa piacere il fatto di essere apprezzato, ma non è prioritario”.

 

 

 

 

Mercoledì, 06 Febbraio 2013 | di @Dario D’Auriente

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