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BookSprint Edizioni Blog

16 Ago
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Quel libro non fa per te? Ecco quando abbandonarlo.

Quel libro non fa per te? Ecco quando abbandonarlo. © BigLike Studio

Proprio no. Questa volta non ce la faccio. Chiudo il libro e lo lancio dalla finestra, e che vada al diavolo il più lontano possibile.
Quante volte abbiamo desiderato abbandonare un libro? E quante volte lo abbiamo realmente fatto (senza arrivare per forza all’estremo della defenestrazione)?
Nella lettura c’è chi si prende tutte le libertà che gli spettano: sbircia il finale, salta i capitoli, pianta in asso il libro; e non gl’importa quanto la critica abbia osannato quella pubblicazione né quanto la storia della letteratura la tenga in considerazione. E c’è invece chi abbraccia la sua croce e arriva in fondo alla strada costi quel che costi, cercando di non pensare al peso e ai chilometri che restano (e magari, solo alla fine, procede alla defenestrazione).

Tra coloro che fuggono le pagine, quasi il 50% passa ad altro perché trova il libro lento e noioso; l’8,8% lascia perché lo trova troppo stupido; mentre al 4,9% non va giù il personaggio principale (sfido chiunque a stare insieme alla persona più antipatica che conosce per giorni e giorni). Editori e aspiranti scrittori farebbero bene a tener presenti questi dati.
Ma cosa spinge il lettore a girare le pagine? Il blasone della casa editrice? Il prestigio dell’autore? Nient’affatto. Certo, Il 3,2% giudica il libro dal finale, e il 25,2% vuole sapere come va a finire; ma ciò che sorprende è che un abbondante 36,6% di lettori masochisti si impone come regola e comandamento di giungere all’ultima pagina. Senso di colpa? Compulsione a finire?
Ma non tutti hanno rimorsi, e non tutti si sentono costretti ad arrivare alla fine. C’è chi, a cuor leggero, chiude la copertina e tanti saluti. E non crediate che i best seller siano immuni dall’abbandono. Tra i libri più abbandonati spiccano le tanto celebri sfumature, che dalle fiamme della passione finiscono in quelle del focolare; un po’ per snobismo, un po’ per imbarazzo, un po’ perché  – senza tanti complimenti – non piacciono e basta.
E neppure i classici si salvano. La Balena bianca di Melville se ne torna nell’oceano, e via anche Tolkien, con Gollum e il suo tanto prezioso tesoro – non è facile come vedere il film, vero?
A fornire questi curiosi dati è Goodreads, social network per bibliofili. E assieme alle statistiche, ecco un’utile regola per capire quando è giunto il momento di separarsi da un volume di cui non se ne può più. Prendi il numero 100 e sottrai la tua età: ecco quello è il numero magico; se il libro non è ancora decollato, fallo volare tu.

 

 

Venerdì, 16 Agosto 2013 | di @Carmine Morriello

1 COMMENTO

  • Link al commento Chiara inviato da Chiara

    Io sono tra quelle "ignobili" persone che non si fa scrupoli a schiaffare il libro indietro nella libreria quando non mi piace!:P Non resisto proprio, la trovo una perdita di tempo; a meno che non lo prenda come un esercizio e mi costringa a finirlo, magari per provare ad analizzare cosa secondo me non andava, ma negli altri casi (la maggior parte quindi: chi ne ha il tempo?) lo lascio stare e provo con altro.
    Di solito, le ragioni per cui ciò avviene sono o dei personaggi che non mi dicono niente, o una trama che si rivela più banale di quanto mi aspettassi dalla sintesi, o il modo in cui è stato scritto; una volta, mollai un libro perché le descrizioni parevano quelle di una noiosa guida turistica :-@
    Fortuna che gli ebook hanno prezzi inferiori (anche se in Italia ce ne sono parecchi che arrivano e superano i dieci euro... bah...), così quantomeno il rimorso per i soldi buttati è più contenuto!

    Venerdì, 16 Agosto 2013 11:52

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