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BookSprint Edizioni Blog

18 Gen
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Intervista all'autore - Imperfectum

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è andare oltre, liberare la mente dal reale arrivando sopra i propri pensieri, creando situazioni che per qualche attimo sembrano sfiorarti di percezioni. È scegliere di fermarsi, lasciare che la storia e soprattutto i personaggi diventino protagonisti attivi in quella terra di confine dove le regole le sceglie solo la fantasia. Divento parte integrante di ciò che scrivo, scrivere è una parte del mio esistere. Scrivere sono io.


 


2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Nelle storie emerge inconsapevolmente quella parte di me che vive tra quello che ho fatto con logica e quello che avrei voluto fare dentro i sogni. In ogni personaggio c’è un pezzo che riflette la mia essenza, sia un pensiero, un'emozione, un lato caratteriale.


 

3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Sono sempre stato un ammiratore dell’amore in tutte le sue declinazioni, affermando senza pudore che solo con la sua presenza possiamo guardare negli occhi il destino senza timori. In questo romanzo ho dimostrato, ancora una volta, tutta la sua grandezza al cospetto di scenari intrisi da brutale follia. L’amore non conosce limite, paura, interruzioni, assume forme ed energie dalla incommensurabile forza.


 

4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Il titolo è stato il caposaldo ove la trama si è sviluppata con fluente naturalezza. Da sempre doveva essere solo in latino. Prima Die è l’origine del tutto, un nuovo inizio per una forma di amore fatalmente scoperta. Il sottotitolo Redemtio è la consapevolezza che alla fine siamo tutti migliori della nostra peggiore azione, l’amore offre sempre una sponda di umana redenzione.


 

5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
La risposta mi risulta oltremodo difficile, soprattutto per la scelta forzata. Dico “In nome della rosa”, ho trovato atmosfere e inquietudini di rara bellezza emozionale. Ha toccato molte corde della mia anima. Bellissimo.


 

6. Ebook o cartaceo?
Non ho niente contro l’Ebook, ma preferisco il cartaceo. Un libro è un compagno di vita, lo puoi posare ovunque e riprenderlo in ogni momento. E poi l’odore della carta! Mi piace annusare e ascoltare il frusciare delle pagine.


 

7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
La passione nasce in età giovanile, ma solo da pochi anni ho potuto dedicare un pezzo di vita importante in questa meravigliosa avventura chiamata scrittura, completando il mio primo romanzo. Scrivere completa la mia matrice emozionale, appaga le mie passeggiate in mezzo alla fantasia, scaricando a terra un pezzo di mondo.


 

8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
In alcuni capitoli ho descritto il sole, al tramonto o all'alba, che penetrava in un complesso disabitato. Per rendere la cosa maggiormente realistica ho visitato case disabitate nelle ore a cui mi riferivo. Tale dinamica mi ha reso un personaggio virtuale dentro la mia storia.


 

9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Quando iniziai a scrivere non sapevo dove sarei arrivato, ma capitolo dopo capitolo l’opera prendeva forma sopra un disegno paradossalmente preordinato e ricco di emozioni. Ogni capitolo dava spazio al successivo in modo naturale e spontaneo, sino all’epilogo finale, per certi versi inaspettato.

Vederlo concluso è una gioia immensa, soprattutto a fronte dei sacrifici messi in atto per produrlo nella sua interezza.
L’emozione più intensa, quella finale, è aspettare che finalmente si produca la tua copia: La tua fantasia in un libro è una gioia immensa, unica nel suo genere.

 

10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Sono due, importanti. Mio padre e il mio Editor.

Mio padre ha sempre sostenuto che avrei dovuto concludere il mio romanzo, ci vedeva qualcosa di bello.
Il mio Editor, è stato il mio più grande tifoso, e se anche geograficamente lontana, la sua presenza è stata molto rilevante. A lei un grazie di cuore, senza non sarei arrivato qui.

 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Un approccio diverso di lettura, che può stimolare la fantasia dando voce ai personaggi!


 

 

 

 

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