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BookSprint Edizioni Blog

01 Feb
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Intervista all'autore - Daniele Tuzi

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato il 3 gennaio del 1983 a Roma da Michela Marano, origini pugliesi e Tonino Tuzi, abruzzese doc. Sono cresciuto tra Roma, Ostia e Val Comino, con un passaggio necessario per studi e sport nella provincia di Frosinone. Vivere cosi è stato necessario, affascinante ma anche stressante e un po’sacrificato, niente è stato scontato…20 anni di esperienze utili, nel bene e nel male, per migliorarsi, muoversi, studiare, usare ed alimentare la fiamma della vita, sfiorando la morte, come molti, quasi sempre.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

“Guida alla cospirazione” di David Icke, L’anticristo, Genealogia della morale, Il conte di montecristo, Paradiso perduto, Fight club, I fiori del male, il club dumas, Il lato malvagio dell'assenza del bene "evil side of goodness", Illusione reale, Fatti strani storie incredibili, tutti i libri di Stephen King, tutti i libri di Lovercroft, Dottor Jekill e mister hide, Iliade, Odissea, i testi dei Guns n roses, i testi dei Nirvana, i testi degli alice in chaince.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Che non è affatto vero. È la solita storia dal cinema alla musica. Dicono: "Il cartaceo in calo, il cinema in calo, il libro di carta in calo", tutto per condizionare ed indirizzare la nuova idea. Sia chiaro, il libro e-book e una grande idea, prezzi bassi, facile da comprare e importante per la distribuzione mondiale, ma il libro elettronico, come la musica sulla rete, supporta il libro con le pagine vere, di carta che ha attraversato il tempo, immortale, che è una vera opera di arte, soprattutto se ci sono pagine scritte a mano.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Tutte e due le cose. Attraversi la tempesta, prendi a pugni il destino, bevi il vino e capita che, come un tatuaggio, scriva, sì esatto, scrivi sulle pagine con la penna, come un ago sulla pelle per fare un tatuaggio, incidendo col tuo sangue e sudore, tutto il bene ed il male del tuo mondo e ne fai un dono amaro, un po' benevolo e maledetto a chiunque trovi in te, nel tuo libro, un modo per farcela, una testimonianza, non una soluzione ma una direzione, una reazione, un'emozione.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

La vita che vivi, hai vissuto, che vorresti vivere, la vita che non vorresti vivere, questo libro racchiude tutto il mondo, il mio mondo, fatto da film, musica, libri, psicologia, poesia, un po'di filosofia, che hanno condizionato in modo permanente la mia vita, nella mia visione ed interpretazione del concetto del vero bene, del vero male, ho scritto questo libro per far capire a chi odio e disprezzo che lo odio da sempre, fino alla fine dei giorni, o al contrario che le cose o le persone che ammiro o "amo”, le amo da sempre, fino alla fine dei giorni.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Di leggere, ascoltare, allenarsi, fisicamente e mentalmente, spiritualmente, di non farsi fregare dall’unione europea e dall’euro, il mostro mangiauomini, di morire combattendo, di ascoltare solo chi invita alla reazione, niente moda pacifista radical intellettualoide, il più pericoloso e violento, quello con un bel po'di soldi che vuole gli uomini e le donne incapaci di vendicarsi, di reagire anche con brutalità ma perché' si subisce violenza, questi intellettualoidi sanno che inculcando il culto del martirio fisico, mentale, possono dominare, visto che poi la loro arma sono soldi e sesso, (evitateli, fanno schifo, sono brutti, bassi, viscidi, il loro dio è il denaro, sono stupidi-intelligenti, poco divertenti e deboli, invidiosi di un vero uomo o di una vera donna, ti convincono che tu che reagisci sei il male, poi ti colpiscono con i loro conti, ma dicono: “Mica ti ho picchiato, ti ho costretto a venderti, ti ho ridotto alla fame senza violenza...” beh, questi sono la merda putrefatta del mondo, noi siamo cultori della vera forza e del vero potere, il fisico, la musica, l'arte, sesso-sentimento, sport.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Tutte e due le cose. Si inizia per sfogarsi, risollevarsi, poi capisci che durante la più grande crisi schifosa della storia vuoi dire la tua, trovare un modo per uscire da una tragedia normale, la nostra vita senza direzione. Come con lo sport, la musica, la scrittura può essere “un'arma" ed una professione, la tua.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Sì, che ho scritto questo libro lavorando con un mio amico pittore "imbianchino" nel significato nobile di questa professione, Stefano Miacci, di Isola Liri, San Carlo, bevendo assenzio nero ed intossicandomi di Red Bull, cosa non bella, ma vera. Poi ho smesso.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Mai, se inizio vado avanti fino alla fine, o vinco, o perdo. Punto. Me ne frego del dolore, certo è doloroso, ma se vinci, anche con po'di cicatrici, significa che non hai cercato scorciatoia o raccomandazioni.



10. Il suo autore del passato preferito?

Stefhen King.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Renderà il libro la cosa più importante, superando ogni altro genere di espressione.

 

 

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