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02 Dic
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Intervista all'autore - Giuseppe Toscano

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono nato in un paese dell'alto casertano, in Campania, da una famiglia di contadini da cui ho avuto l'amore che ogni bambino deve sempre avere e l'educazione proprio di chi deve crescere nelle difficoltà quotidiane del vivere. Lo scrivere è stato sempre una passione costante che poi è sfociata nei primi approcci concreti di scrivere poesie e piccoli racconti da far leggere ai propri amici di scuola. Ho appreso il gusto e lo stimolo ad affrontare ed analizzare la storia vissuta e descriverla dalla grande lezione di autori come Pavese, Fenoglio e lo stesso Camilleri. Non dimentico mai la lezione e lo stile dei grandi autori italiani dei secoli d'oro della nostra Letteratura.




2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Scrivere le storie vissute dei personaggi che sono presenti nelle opere che ho prodotto non può avere un limite temporale e preciso in una giornata perché si ha bisogno di indagine, di ricerca del loro vissuto, di confronto con la realtà del tempo e di conferma di ciò che hanno significato. Quando il tutto offre risposte chiare e soddisfacenti allora passo alla scrittura e stesura dell'opera.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

L'autore contemporaneo da me preferito è Manzoni.



4. Perché è nata la sua opera?

Questo racconto romanzo è nato da un incontro avuto con una signora, la protagonista dello stesso romanzo, che mi ha raccontato senza remore o tentennamenti la sua storia bella, tragica e complessa. Il filo conduttore di narrazione del romanzo è una storia vera e vissuta che è, nel suo insieme, un contributo positivo di riconoscenza a tutte le donne che subiscono le tante avversità che la vita riserva a loro e le sconfiggono con la grande voglia di vivere che solamente loro posseggono.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Il paese, il territorio e la gente con la quale ho sempre vissuto ha determinato in modo positivo la mia formazione culturale offrendomi il dono dell'indagine e dell'approfondimento degli avvenimenti e la correttezza dell'analisi. Ho sentito sempre dentro di me, figlio di umili contadini nato in un paese di contadini, il desiderio di fare qualcosa per questo mio mondo per riscattarlo agli occhi di tutti. I miei scritti sono uno specchio del mio mondo in cui fortunatamente ancora vivo.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Lo scrivere per me è sempre raccontare la realtà accompagnata sempre da un po' di invenzione per farla meglio comprendere ed accettare.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

In questo racconto romanzo "I giorni dell'arcobaleno. Il coraggio di vivere" c'è il mio senso profondo di attenzione e di rispetto per la storia di una donna che ha saputo resistere ad una vita, nel complesso, travagliata e difficile ed essere di stimolo e di esempio a tutte le donne che vivono momentaneamente nelle difficoltà e nell'abbandono.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Fondamentale per la stesura dell'opera è stata la stessa protagonista che con i suoi lunghi racconti mi ha guidato nella scelta degli argomenti necessari per lo sviluppo e la completezza dell'opera.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Ho fatto leggere le bozze del romanzo alla stessa protagonista ed ad un critico letterario un mio amico.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

L' e-book rappresenta un futuro prossimo della scrittura anche se personalmente piace ancora sentire l'odore che emana un libro.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

L'audiolibro piace molto ai giovani e quindi può rappresentare uno strumento culturale per il futuro.

 

 

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