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20 Feb
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"Tutti i doni del buio", la fantascienza sbarca a Sanremo con Erika Corvo

Non poteva mancare la fantascienza al concorso finale di Casa Sanremo Writers 2014. A contendersi il titolo e l'ambito premio c'è l'eccentrica Erika Corvo con il suo nuovo romanzo "Tutti i doni del buio" (BookSprint Edizioni),

il seguito del ciclo post-atomico iniziato con "Blado 457". 248 pagine ricche di ambientazioni fantastiche e creature surreali che si incontrano e scontrano per la sopravvivenza sul pianeta Terra.  

 Ci troviamo in un ipotetico e verosimile futuro, in Grecia, o almeno quello che ne resta dopo il conflitto atomico che ha quasi sterminato la razza umana. Gli uomini sopravvissuti ora adorano la Santa Vergine Radioattiva e sono costretti a contendersi gli spazi con altri esseri mutanti. Tra questi, ci sono gli Shakars, i "Signori del Buio". Sono spaventose creature carnivore, feroci e crudeli, che popolano soprattutto boschi e foreste alla ricerca di cibo. Alti, scheletrici, con una folta criniera candida e occhi rosso fuoco, vivono di notte grazie alla loro vista a infrarossi e sono in grado di comunicare attraverso gli infrasuoni. Vista notturna e infrasuoni sono i loro "doni".  

Il giovane viaggiatore Akenion è innamorato di una Shakarsma non si rende conto che la famiglia di lei è schiva e bizzarra, osteggiata dal resto della comunità localeumana. Convinto dei suoi sentimenti, è deciso però a far di tutto pur di avere con sé la sua amata, ma quando il piano per la fuga è ormai pronto, ecco che Arideth, il padre della fanciulla, interviene. Il suo sarà un tentativo di far luce sul mistero che avvolge la sua stirpe, per metà umana e per metà Shakars. E alla fine del racconto toccherà ad Akenion scegliere il proprio destino…  

Una storia d'amore, di amicizia e di lealtà, come la stessa autrice ha ricordato, che si intreccia con maestria all'interno di ambientazioni surreali e fantastiche, dove tutto ha un suo perché. Il tema dominante è quello della diversità e l'accettazione dell'altro. Sono proprio gli Shakars a essere cattivi e demoniaci o sono gli uomini, impauriti dal loro essere diversi, a far di tutto per eliminare un vicino scomodo e pericoloso, spinti, come la storia insegna, dal sentimento xenofobo?  

Erika Corvo è nata a Milano nel 1958. Si definisce un "fai da te umano" e tutto quello che sa fare l'ha imparato da sola. A 17 anni ha inciso un LP con la Baby Records avendo vinto un concorso per cantautori, ma i mille problemi del vivere quotidiano l'hanno portata a percorrere sentieri diversi. Un matrimonio quando già era incinta (poi concluso in divorzio) e il bisogno di trovare i soldi per sfamare la famiglia l'hanno indirizzata a sapersela cavare in molti campi. Costruisce mobili, aggiusta elettrodomestici, esegue lavori di muratura e idraulica e prepara da se medicinali a base di erbe. E, quando ha un secondo libero, lo utilizza per assecondare la sua più grande passione: scrivere. Scrivere è da sempre il suo amore più grande e lo ha capito sin da piccola quando, seguendo le orme del padre che scriveva raccontini con cui intratteneva gli ospiti, ha iniziato a farlo in segreto. Dapprima cambiava le parole alle canzoni, poi man mano si è lanciata in progetti più elaborati e ambiziosi, finché non è riuscita a scrivere a mano ben nove romanzi. Ma solo quando il figlio della vecchietta a cui fa tuttora da badante, leggendone uno, ha deciso di regalarle un vecchio computer, li ha trascritti in digitale, riuscendone a pubblicare alcuni, tra cui "Tutti i doni del buio". 

>>> Leggi l'articolo su Casasanremo.it

 

Martedì, 25 Febbraio 2014 | di @Dario D’Auriente

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