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BookSprint Edizioni Blog

22 Ago
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A Serena forse manca il dono della parola, ma le sue poesie...

Quella di cui stiamo per parlare non è una storia qualunque. A volte il caso si fa chiamare destino, e forse è proprio questo che a quel tempo è accaduto.

Era il 2010 quando, per la prima volta, il nome di Serena risuonava nella redazione. Serena vive, scrive, comunica era il primo libro ad andare là fuori con il logo BookSprint appuntato sulla copertina. Da allora sono successe tante cose, ma quel primo libro, che ora è andato così lontano, è rimasto in un posto speciale, e lo conserverà per sempre. E non solo perché è il nostro numero uno.
Serena Negrisolo, l’autrice che ha cliccato per caso BookSprint Edizioni nel mare del web, è una ragazza che ha deciso di non arrendersi. Neppure quando, a soli tre anni, i medici hanno pronunciato quella parola terribile. Autismo. Chiusa in una bolla, per sempre. Nessuna possibilità di interazione col mondo esterno. Nessuna parola. Nessuna risposta alle carezze di una madre. Solo quella maledetta bolla. Sottile. Invisibile. Insuperabile.
Sulla famiglia cala la notte. Serena si allontana, sempre più immersa nel buio. I genitori stringono al petto la propria creatura, mentre il vuoto risuona di quella parola, autismo. Irrecuperabile. E la bolla solitaria si riempie di lacrime.
Nei recessi delle tenebre brilla una luce. È rossa. È sempre più vicina, e più grande. D’improvviso diventa verde. Pino Negrisolo, il papà di Serena, capisce. È un no che diventa sì. Dalla visione luminosa di quel semaforo nella notte, Pino ha un’idea vincente. Attraverso quelle due luci, forse, Serena può comunicare. Può imparare a dire sì o no.
L’intuizione non poteva essere più felice. Lentamente Serena incomincia a comunicare col mondo. I genitori non si fermano, e decidono di tentare l’impensabile. Le preparano un cartellone con le lettere dell’alfabeto; con grande sorpresa scoprono che la loro bambina le sa già riconoscere. Ma a Serena ancora non basta. Quel cartellone diventa una tastiera meccanica, poi un computer. Le parole sgorgano dal cuore di Serena. Serena vive, scrive, comunica, e quel libro lo ha scritto proprio lei.
Ed è stato così, per caso, che le sue poesie hanno solcato l’oceano di internet per arrivare qui, e diventare il nostro libro numero uno. Pubblicare il libro di Serena ci ha dato la certezza che quello che facciamo può essere davvero importante per gli altri. Chi ha letto Serena vive, scrive, comunica ora sa che c’è sempre una speranza, che anche da una scintilla può nascere un sole.
È passato molto tempo, sono accadute tante cose. Oggi il nome di Serena risuona di nuovo in casa editrice. C’è un nuovo libro sul tavolo, ed è pronto ad andare là fuori ancora una volta. È pronto a urlare al mondo che nulla è impossibile, che si può uscire anche dalla prigione di una bolla invincibile, perduta nella notte.
A Serena, forse… farà sorridere il ricordo di quel medico. La bimba irrecuperabile ne ha scritto un altro, ci credi doc?
A Serena, forse manca il dono della parola, ma le sue poesie… cantano di gioia, e la sua voce riempirà il cielo ancora una volta.
A Serena forse manca il dono della parola, ma le sue poesie esternano molto più di qualsiasi eloquio.
La speranza ha bisogno dei suoi eroi, e Serena sarà sempre lì, a ricordarci che non dobbiamo arrenderci mai.

 

 

 

Mercoledì, 25 Settembre 2013 | di @Carmine Morriello

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