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BookSprint Edizioni Blog

26 Mar
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Paolo Tolu ospite di LA6 e Video Varese

Due interviste televisive importanti per Paolo Tolu, autore per BookSprint Edizioni del romanzo autobiografico “Rivendita n°5”, ospite di LA6 e di Video Varese.

Protagonista della trasmissione Appuntamento in biblioteca, condotta da Debora Banfi sull’emittente LA6, Tolu ha presentato il suo libro, raccontando i motivi che lo hanno portato a scrivere. «Dai 5 ai 16 anni», spiega, «il bambino pastore ha raccolto i propri sentimenti e i propri pensieri, annotandoli su un pezzo di carta qualunque. In solitudine, scriveva. Ha conservato tutto gelosamente nel cassetto della sua scrivania. Da grande si è detto “Perché no?”». Comincia così la raccolta di frammenti di un tempo passato. È un lavoro che impegna il nostro autore per tre anni.

Paolo Tolu ospite di LA6

 «Questo libro è attuale più che mai», afferma la conduttrice. «Va ad evidenziare una serie di difficoltà economiche, la capacità – e a volte l’incapacità – di arrivare alla fine del mese, l’esigenza di sforzarsi e saper guardare avanti, trovando la fiducia e il coraggio per farlo».

Paolo Tolu racconta una storia di povertà e ristrettezze, situazione che era comune a molte famiglie del Secondo Dopoguerra. «Il fatto che io l’abbia raccontata mi ha permesso di trovare quel coraggio che mi ha condotto a esternare pensieri che altri avrebbero magari tenuto segreti. Ho avuto il coraggio di dire la verità, nuda è cruda, così com’è».

Ma in queste condizioni, in cui anche «lo zucchero che andava dosato, […] la dignità della famiglia resta intatta». Proprio il tema della famiglia è centrale nel romanzo, con la capacità di restare uniti per superare un momento di difficoltà. Memore di quest’esperienza, l’autore ha un messaggio importante per i giovani in difficoltà: «Bisogna continuare a lottare, senza arrendersi mai».

Anche Video Varese ha voluto il nostro autore. Mauro della Porta Raffo ha presentato “Rivendita n° 5”, definendolo un testo «decisamente interessante. Si concentra sulla sua infanzia, raccontando una Sardegna di ormai tanti anni fa. Una regione povera, lontana, non quella che vivono i turisti. Una Sardegna vera. Uno spaccato pieno di poesia, amore, passione, del modo di vivere del secondo dopoguerra».

Paolo Tolu è scrittore, paroliere, artista. Attualmente sta lavorando a un nuovo libro, che uscirà per la BookSprint Edizioni di Vito Pacelli. «Ho avuto la fortuna di incontrarlo», dice l’autore, «è un ottimo editore, e spero possa raggiungere il successo che gli auguro».  

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Martedì, 01 Aprile 2014 | di @Carmine Morriello

1 COMMENTO

  • Link al commento Tolu Paolo inviato da Tolu Paolo

    Caro Pacelli,
    la mia amica giornalista de " Il giornale della provincia di Varese, ha recensito il mio libro " Rivendita n.5"

    Paolo Tolu, scrittore vergiatese, torna a far parlare di se ai lettori della sua terra d'origine, la Sardegna, con un romanzo dal sapore tutto autobiografico. In " Rivendita n.5" ( Booksprint edizioni), 2013) l'autore narra l'infelice infanzia di un pastorello che a soli cinque anni fugge da casa, dalla povertà del Dopoguerra, dalla solitudine degli aridi monte Crobu e Suergiu, d ove ha preso coscienza della sua primitiva vena artistica. Il racconto si snoda in prima persona, e il piccolo Paolo racconta le vicissitudini che hanno contrassegnato i suoi primi anni: storie di marachelle, di botte, di privazioni e di paure viste con occhi di bambino, all'ombra della rivendita di carbone che il padre Antioco ha aperto dopo aver lavorato per vent'anni come minatore. Ma in realtà è il Paolo scrittore che ormai adulto si lascia andare ai ricordi e traccia un affresco di una Italia post-mussoliniana che faticosamente si è riscattata dalla guerra. La povertà degli anni cinquanta domina il quadro e tocca profondamente l'autore, sia nella sua ingenuità infantile sia nella consapevolezza adulta: " la povertà" spiega" è legata alla dignità delle persone. A quei tempi era segno tangibile e pretesto per una rivendicazione. La comunità rurale era composta di gente determinata che aveva la speranza di riscattarsi, di conquistare un mondo migliore, di ottenere un lavoro". Questa forte determinazione è il realtà il - fil rouge - del racconto: il bambino ha inizialmente due paure: quella del buio e quella della solitudine, entrambe sperimentate fra i monti, custodendo i bovini. Il buio mina la sicurezza del bambino, che non ha accanto a sé la madre, il padre. Ma in questa atmosfera di rara asprezza, il bambino cresce e tempra il proprio carattere. Paolo il pastore, fra stenti e difficoltà quotidiane, riesce a stemperare noia e solitudine annotando con una mina su carta ocra da macellaio i suoi ricordi. E' la chiave del riscatto, il pastorello, fattosi grande, lascerà il paese, i fratelli Dino, Angela e gli altri familiari in cerca di un altro destino, migliore. Sarà assunto come famiglio dal Comando gruppo di Polizia di Cagliari e riuscirà in questo, a ritagliarsi un ruolo economico sociale, con un stipendio dignitoso riuscendo a sfamare la propria famiglia d'origine. Nel mondo cagliaritano e cittadino il ragazzo cresce, s'innamora, proietta le proprie aspettative. E riscopre la sua vena artistica nella pittura e nella letteratura. Un destino che accomuna protagonista del racconto e autore, che grazie agli studi accademici e agli incontri con artisti importanti come Baj, Nespolo, Del Pezzo, Dorfles, Cavaliere, Besozzi, Salvini e Penna riesce a trovare il suo posto nel mondo. Un finale positivo, per una storia corale genuina e coinvolgente. Uno spaccato di vita che accomuna tanti lettori di oggi e che farà rivivere gli anni della ricostruzione e del sogno italiano.

    Paola Trinca Tornidor

    Mercoledì, 09 Aprile 2014 09:57

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