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BookSprint Edizioni Blog

18 Ago
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Intervista all'autore - Pax Master

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Ho scelto di scrivere sotto pseudonimo perché io non sono importante e poi diciamocelo a chi realmente importa dove sono nato e cresciuto… Se sono liberale ed evoluto o gretto e pieno di pregiudizi … A chi importa se sono un professionista o un impiegato, un operaio o un disoccupato, un benestante o un disperato. Francamente nemmeno a me importa… Tanto chi scrive è Pax Master è di lui che si parla qui … Quindi la domanda è: Chi è Pax Master? …
Pax Master non è uno scrittore, come avrà già capito chi ha letto il racconto.
Pax Master è un master … È il doungeon master che ideò e condusse l'ultima avventura della “Libera compagnia”, un gruppo di amici che giocavano ad un gioco di ruolo ambientato in un mondo fantasy medioevale ed è proprio da quell'avventura che nasce questo racconto.
Ma Pax Master è anche il drago... È quel qualcosa che abbiamo dentro, che rinnega noi stessi, che non si arrende e non si accontenta dalla mediocre meschinità dei giorni, ma vuole di più… Lui è il soffio della vita, la fiamma che brucia dentro, che a volte ci fa male, ma quel dolore ci ricorda che non siamo ancora morti e che in ognuno di noi c’è di più di quello che si vede… Quel qualcosa che sogna sempre e sa guardare altrove... Guarda sempre oltre... E per questo ci fa un po’paura …
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Ad un adolescente consiglierei "Il cavaliere inesistente" di Italo Calvino… So che può sembrare scontato ma penso che in questo libro, Calvino, dietro una serissima ironia nasconde l'Uomo e l'atavico dilemma dell’essere e non essere... in questo libretto c'è tutto... C'è l'uomo, c'è quello che vuole essere, quello che dovrebbe essere e quello che realmente è... Poi c'è la cerca... La cerca di sé stessi, la cerca di un motivo per esistere, la cerca di qualcosa che dia un senso alla propria esistenza, una ragione qualsiasi, un ideale, un credo, un amore, una speranza...
C'è l'avventura della vita... Piena di azioni, e viaggi, e incontri, e scontri... C’è l’amore… C’è l'uomo ideale, che non esiste, e poi c'è l'uomo che c'è, quello che esiste e ad accorgersene, a dare una soluzione a tutto ‘sto dilemma sull’uomo, alla fine è una donna, ma per arrivarci deve prima tirarsi fuori dal mondo per poter vedere le cose da un punto di vista diverso... Molto bello, scritto in modo intelligente, Calvino sa trascinarti dentro al suo sogno… Non è detto che il sogno di un altro piaccia… Ma lui ti coinvolge, ti tira dentro comunque se non altro per come è scritto… Quindi, alla peggio può anche esser letto come un bel passa tempo al di là dei messaggi e dei significati… E amen, tanto la superficialità nella nostra società è diventata un obbligo, con il poco tempo che abbiamo per fare qualunque cosa e ci sono sempre più cose da fare, ci sono sempre più cose in circolazione, ovunque, ti giri ci sono sempre cose nuove… Belle, brutte, non ha importanza, ormai pare che solo la quantità sia importante, una confusione che rende impossibile approfondire alcunché… E poi non ci sono più gli istinti, viviamo di percorsi prestabiliti, calcolati per noi da esperti, da navigatori satellitari, da statisti, giornalisti, conduttori, opinionisti, influencer…  È la legge del gregge.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Indipendentemente da quello che io posso pensare, la gente, l’economia, le mode, gli usi e i costumi delle persone cambiano per precise esigenze concretissime… Semplicemente la società si adegua ai ritmi della vita, del lavoro e alla distribuzione della ricchezza, per cui anche se io preferisco il libro cartaceo, alla gente non gliene importa niente, l’eBook probabilmente è il futuro della lettura, ha tutte le carte in regola per avere successo ai nostri tempi: è veloce da reperire, assolutamente economico e può essere letto e consultato ovunque e in qualsiasi momento... Praticamente perfetto!
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Nel mio caso la scrittura è stata un ripiego, non avendo tempo, ne risorse, per dedicarmi ad altro, l’unico modo che ho trovato per dar sfogo al drago che cova dentro ad ognuno, è stato attraverso la scrittura…
Tracciare da prima, pallidi segni, poi decisi marchi e poi profondi solchi sulla carta indifesa, mi ha aiutato a smarrirmi in territori sconosciuti a trovare nuove soluzioni a vecchie situazioni e continuare a stupirmi di come con nulla si può trovare una via per continuare a sognare, inventare, volare… Quindi un ripiego di tutto rispetto!
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Una promessa. Avevo promesso a me stesso e ai miei compagni che avrei portato a termine l’avventura del gioco di ruolo fantasy che avevamo cominciato e che lo avrei fatto ad ogni costo, comunque fosse andata … In realtà è andata malissimo ma la realtà, si sa, non può competere con la fantasia, quindi non verrà contemplata nella trama del libro… Promesso… Nessuna delusione.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
La scelta del Fantasy per me è stata obbligata visto che dovevo scrivere di un’avventura di un gioco fantasy, ma pensandoci bene il fantasy è una buona scorciatoia, che sfiora la puerile semplificazione… L’idea di avere un mondo dove tutte le cose sono al loro posto… I buoni, bianchi… I cattivi, neri… Tutto è sotto controllo e si possono risolvere tutte le magagne con la magia è una grande tentazione… e poi c’è un dio buono che aiuta i buoni, un dio cattivo che non aiuta nessuno... Insomma in una semplificazione così è difficile inserire un messaggio che possa essere espresso, prima e considerato poi, abbastanza seriamente… E comunque non ho la pretesa di insegnare nulla o di trasmettere messaggi morali o altro a chi legge l’unica speranza che ho, è che possa piacere.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
La scrittura non era mai stata contemplata nella mia vita, tanto meno da piccolo (e comunque penso che se un bambino fin da piccolo abbia come sogno della vita la scrittura sarebbe preoccupante…) Come ho già detto nel mio caso la scrittura è stata un ripiego … Non essendo capace di vivere… Mi sono messo a scrivere … Tra l’altro un po’ a casaccio da autodidatta, ma non mi era mai interessato il risultato… Mi importava l’effetto che scrivere faceva su me stesso… Insomma come mi faceva stare.
E voi mi chiederete: Come ti faceva stare?... Bene mi faceva stare… Semplicemente bene.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Ci sono le serate di gioco passate con i compagni da cui è nata tutta questa avventura… Ma non ricordo un episodio particolare… No.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Ma certo Continuamente… Spesso mi sono chiesto ma chi me lo ha fatto fare e avevo voglia di buttare via tutto… Soprattutto quando rileggevo quello che avevo scritto e non mi piaceva, non mi dava l’emozione che cercavo… Non aveva carattere, ritmo, musica, fiato… Che rabbia…
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Ho sempre preferito gli autori italiani a quelli stranieri… Forse per la lingua, o per la cultura, o qualche altra affinità che lega quelli nati e vissuti nella stesa terra che ti dà la possibilità di capire aneddoti e modi di dire e sottili sottintesi velati o nascosti nelle atmosfere, nelle aleggianti malinconie, nei messaggi subliminali gettati nelle frasi, che negli autori stranieri non sono in grado di cogliere… Comunque, per tutto questo e anche per altro, ho una preferenza particolare per gli autori italiani del secolo scorso e Italo Calvino rimane il mio preferito se non altro per coerenza al libro che ho consigliato prima.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Mi incuriosisce… Essendo molto pigro per natura, l’idea di farmi leggere un libro da un altro mi alletta parecchio… L’unica paura è quella di addormentarmi come quando da bambino mi leggevano le favole… Già adesso quando leggo la notte mi capita di rileggere le stesse righe dodici volte e poi svenire… Sai che figura: quello finisce di leggermi il libro mentre mi sono fatto otto ore di sonno sognando trame parallele non ricordando un accidenti di niente del libro… A parte gli scherzi voglio trovare il tempo di ascoltare un audiolibro, mi piace molto l’idea.
 
 
 
 
 

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