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BookSprint Edizioni Blog

23 Set
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Intervista all'autore - Alessandro Casamatti

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato a Parma e tuttora vivo a Viarolo, un piccolo paesino nei pressi del fiume Taro. Sono cresciuto a contatto con la campagna e infatti non riuscirei mai a vivere in città.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Uno con profondi riferimenti alla società che abbia ben chiaro i messaggi che vuole trasmettere con personaggi che migliorano man mano che si va avanti nella lettura. Un libro con riferimenti alla società. Un libro con trame avvincenti. Il genere non ha importanza dipende dai gusti, argomento nel quale io sono molto vario. Consiglio un libro che sappia aprire gli occhi e che sappia dare fiducia al lettore e che quest’ultimo riesca ad immedesimarsi nel protagonista.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Per me il cartaceo resterà per sempre il migliore, ti dà l’aria di vissuto. Io preferisco le cose antiche a quelle moderne e quindi un libro vissuto vale molto di più di un e-book. È anche vero che con l’e-book si risparmia ma secondo me non sarà mai all' altezza dei cartacei.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Può essere entrambe le cose dipende dalla persona. Direi che per lo più si tratta di un amore ponderato perché va preso con precisione e coltivata per tempo prima di procedere. Questo è ciò che ho fatto con i miei romanzi, li ho analizzati per molto tempo e poi li ho realizzati. AMORE PONDERATO. In certi casi però potrebbe anche essere un colpo di fulmine e anche quello mi e successo con il primo libro.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Una passione, un sogno. degli eventi ma soprattutto fenomeni di bullismo che vedevo. Ragazzi che credevano di aver perso la speranza a livello scolastico. Io stesso sono stato molte volte senza speranza di affrontare i pericoli. Ecco cosa mi ha spinto a scrivere questa storia, sperando che possa dare fiducia in se stessi a chi vorrà leggerlo.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

La fiducia in se stessi. Avere fiducia nei propri amici. La speranza non muore mai. Tutti hanno bisogno di amici sinceri con cui dividere le gioie e le difficoltà della vita. Non come pensano in molti che è meglio essere da soli per non soffrire. La sofferenza va condivisa per riuscire a combatterla, come si vedrà nel libro. Se si lotta per coloro che si amano la vittoria è sicura.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Già da piccolo avevo la passione seppur legger per la lettura. Adoravo leggere le favole e guardare i classici Disney che erano fonte di fantasia senza fine per me. Ma solo qualche anno dopo mi sono resa conto che la lettura e la scrittura erano la mia vera strada e avrei fatto di tutto per percorrerà. Divenne da allora un sogno nel cassetto scrivere un libro.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Il punto zero. Quando dovevo cominciare la prima frase. Lo zero è l’inizio di tutto. Senza un adeguato inizio scritto di propria volontà la trama non sarà mai perfetta come si vorrebbe. Il punto zero e il momento più importante che abbia vissuto e che ricordo con piacere.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Sì alcune volte. Ma poi mi ricordavo sempre il perché lo stessi facendo e tenendolo a mente ho deciso di continuare e credo che questo abbia fatto di me una persona tenace. Alcune volevo liberarmi di quel punto che non mi piaceva e pensavo seriamente di cancellare tutto ma non lo avrei mai fatto ci tenevo troppo per mollare così.



10. Il suo autore del passato preferito?

J.R.R.Tolkien èil mio preferito per i Fantasy; Frank Kafka per i psicologici; Aghata Christie per i gialli; Stephen King per gli horror; Jane Austin per i romantici.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non la trovo interessante per niente. Se non la si usa in maniera utile tipo per insegnare le lingue straniere.  

 

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