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BookSprint Edizioni Blog

22 Set
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Intervista all'autore - Werther Pattuelli

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

È un momento di introspezione, non mi richiede particolare impegno, lascio liberi i miei pensieri come se stessi parlando a me stesso, poi successivamente rileggo quello che ho scritto e correggo quelle frasi che nell'impulso di scrivere presentano imperfezioni o magari espressioni dialettali. L'emozione la provo nel rileggere concetti che nell'immediato mi erano sfuggiti o che avevo interpretato in modo impreciso.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Non essendo un romanzo, tutto quello che è presente in questo libro fa parte della mia vita reale. Sono pensieri, considerazioni, sentimenti ed emozioni che fanno parte di me. Naturalmente sono concetti che sono maturati in me nel corso della mia vita e quindi l'unica difficoltà è stata quella di metterli in ordine e cercare di spiegarli nel modo più comprensibile. Tutto ciò che ho espresso sono il riassunto dei miei sentimenti reali.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

È stato quasi l'espressione di un bilancio di vita. Mi è balenata alla mente una frase di Dante nella Divina Commedia e su quella ho elaborato un ragionamento che man mano che si sviluppava mi ha portato a considerazioni che nemmeno pensavo di poter esprimere correttamente. Alla fine mi sono reso conto che avevo scritto quello che veramente volevo dire.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Praticamente il tiolo l'ho scritto prima del libro. Tutto è partito da un racconto di Edgar Lee Masters tratto dall'Antologia di Spoon River (praticamente il blasfemo) al quale si sono abbinate alcune terzine di Dante tratte dalla Divina Commedia. A questo punto il gioco è stato fatto ed il blasfemo che ha dato il titolo al libro sono diventato io.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Questa è la domanda più facile. Naturalmente porterei la Divina Commedia di Dante. Questo capolavoro contiene il sapere umano almeno fino al medioevo e previsioni scientifiche che vanno oltre al suo tempo. Naturalmente dovrei portare tutti i trattati di filosofia, storia, mitologia, matematica, scienza, biologia, ecc, ecc. citati da Dante e pubblicati fino al 1300. Non potrei fermarmi però alla Divina Commedia ma avrei moltissimi altri testi che vorrei portare, ma l'elenco sarebbe troppo lungo e rischierebbe di essere incompleto.



6. E-book o cartaceo?

Qui non ho dubbi: cartaceo, naturalmente. Il fascino che si prova a sfogliare le pagine di un libro non ha eguali. Addirittura il profumo delle pagine di un testo ha qualcosa di inebriante. Fra e-book e cartaceo non c'è competizione.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Non è la carriera di scrittore che mi ha mosso a scrivere alcuni libri. È stato un voler catalogare alcuni miei pensieri, più che altro perché non andassero persi prima che l'inevitabile progredire del tempo li facesse evaporare nell'oblio. In questo modo potrò sempre andare a rileggere quello che in un dato periodo della mia vita mi passava per la mente.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

L'idea come ho detto è venuta per caso. È stata quasi una sfida con me stesso. Mia figlia mi ha sempre sollecitato a scrivere, le avevo raccontato di come, quando frequentavo la scuola, il professore spesso mi chiamasse alla cattedra a leggere i miei componimenti. Le faceva ridere il fatto che io mi vergognassi a quelle dimostrazioni, ma questo forse è stato lo stimolo a mettere per iscritto i miei pensieri. Questa curiosità di mia figlia forse è stato l'aneddoto che mi ha dato lo spunto per scrivere questo libro.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È un'emozione che non credevo di poter provare, comunque è stata una soddisfazione, spero di non aver peccato di vanità o presunzione. Comunque devo ringraziare Vito Pacelli e tutto lo staff della Book sprint che mi ha dato questa opportunità. La professionalità che ho incontrato mi ha facilitato ed incoraggiato nella decisione. È stato facile affidarmi e fidarmi della BookSprint.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Sicuramente mia figlia. Lei è stata lo stimolo a scrivere quest’Opera (e non solo questa) e sono soddisfatto che sia stata la prima a leggerlo. Come per Dante l'ultima parola delle tre cantiche della Divina Commedia è "stelle" nel mio libro l'ultima parola è "figlia".



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

In questo universo mediatico sarà sicuramente inevitabile che il futuro vada verso l'espansione del metodo audio-visivo della lettura, ma a me piace ancora pensare di poter vedere seduto sulla panchina di un parco un giovane che sfoglia le pagine di un libro. Magari il mio.

 

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