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29 Ott
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Intervista all'autore - Massimo Fiorio

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono di Vercelli, ho 32 anni e sono disabile dall'età di quattro anni, un continuo via vai dall'ospedale, ed è proprio qui che è nata la scintilla: in quei momenti in cui la fantasia di mondi immaginari ed eroi forti ed imbattibili mi aiutava a lottare contro la malattia e spronava i più piccoli miei compagni di letto. La scrittura ha fatto il resto. È nato un primo libretto di favole grazie all'aiuto di mia mamma e da allora la possibilità di diventare scrittore è venuta da se.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Di solito la mattina, ho la mente più fresca e reattiva, tuttavia quando sono in giro non mi allontano mai senza portarmi almeno un quaderno ed una penna o il tablet; d'altronde l'ispirazione viene immancabilmente fuori quando non la si chiama.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Mi è piaciuta molto la Rowling con la saga di Harry Potter, Brandon Mull e la saga di fablehaven, Martin con il trono di spade.



4. Perché è nata la sua opera?

Per caso una sera al solito bar con gli amici scarabocchiando nacquero i personaggi, tra una chiacchiera e l'altra. Poi l'idea delle vite di un gatto, sette, cosi vennero plasmati meglio i personaggi, aggiunti quelli che mancavano e le loro storie scritte, tenute insieme per caso forse ,o chi lo sa.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Molto, gli eroi infatti erano i mostri che combattevano la mia malattia, le mie difficoltà e le mie paure.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Principalmente il primo, ma credo che ci sia un pizzico di realtà in ogni fantasia.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Non ci ho mai pensato sinceramente; di solito i miei personaggi sono sfaccettature di me, possibile, tuttavia sono loro, hanno un loro carattere, una loro identità.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Mia madre, lei mi è sempre accanto e mi aiuta e sostiene come io faccio con lei; simpaticamente lei la identifico come il mio manager, la scintilla senza cui probabilmente nulla di questo sarebbe nato. Ci sono comunque tutte le persone che vivo ogni giorno, dai familiari agli Amici con la A maiuscola, ai semplici conoscenti che con il loro intrecciare la mia vita mi aiutano costantemente a creare, ad inventare, a essere.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Mmmm, sinceramente non ricordo, probabilmente gli amici, anche perché mia mamma non conta avendomi aiutato praticamente anche con le correzioni e la stesura.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

Possibile, tuttavia la bellezza dello sfogliare le pagine non morirà mai; adoro perdermi in fumetterie e librerie, odorare il profumo della carta e percepire l'emozione che come un'energia traspare da ogni volume; le nuove tecnologie aiutano e facilitano, ma non sostituiscono.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Bella e piacevole e lo dice uno che ha difficoltà visive; da piccolo adoravo le fiabe in cassetta e l'audiolibro è un'ottima evoluzione che permette di far sognare tutti.

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Mercoledì, 29 Ottobre 2014 | di @BookSprint Edizioni

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