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09 Gen
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Intervista all'autore - Rosaria La Rosa

 

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere mi fa stare bene. Quando lo faccio mi diverto, mi emoziono a seconda di ciò che sto realizzando. Posso andare dove voglio, creare situazioni difficili ma sempre con un lieto fine. Cosi magari chi legge possa capire che bisogna sempre sperare.


 

2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Non lo so precisamente. Ma quando ho letto una vostra analisi mi sono resa conto che c'è tanto. L'amore per la famiglia, l'affetto per i nonni. Mi piace stare con i bimbi, giocare con loro confrontarmi con loro, ti danno tanto soprattutto se hanno poco. Desidererei che nessun piccolo soffrisse mai. A volte mi capita di ascoltare situazioni di famiglie veramente tristi e mi piange il cuore proprio per i piccoli.


 


3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Mi sono sentita felice!


 

4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Prima è nato il titolo poi è venuto fuori il racconto.


 

5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
La cattedrale del mare. L'ho letto anni fa ed è stato quello che mi ha fatto vivere dentro le sue pagine. Ma anche orgoglio e pregiudizio. Quest'ultimo mi ha sempre affascinata.


 

6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo. Anche perché se fossi su un'isola senza elettricità la carta potrei leggerla. Poi secondo me la lettura sui libri rilassa rispetto all'altra.


 

7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Nell'estate 2017. C'era una vocina dentro me che mi diceva di provare.


 

8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Di solito le cose che scrivo su carta con una matita. Invece quando ho pensato al papillon di Mr. Poul, mi sono seduta davanti al computer e... siamo qua.


 

9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Sembra strano. Le cose che ti frullano in testa le vedi tra le tue mani. Forse anche un po’ imbarazzante. E come se tutti potessero vederti dentro, però se si può regalare un piacevole momento che ben venga.


 

10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Dopo la stampa si sta leggendo. Prima non l’ho fatto vedere a nessuno.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non so che dire. Avrà le sue utilità. Ma credo che l'uomo che non ne necessità l'uso può anche fare da solo. Ci stiamo impigrendo

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