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19 Dic
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Intervista all'autore - Juan Manuel Marcos

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Provengo da una famiglia della classe media di Asunción. Mio padre era un ingegnere, professore di matematica ed impresario spagnolo di Madrid, che ha combattuto nell’esercito repubblicano contro Franco. Mia madre, la più giovane di quattordici figli, era una maestra di scuola, come quasi tutte le sue sorelle. La sua famiglia era profondamente radicata nel Paraguay già dall’epoca coloniale.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Il mio lavoro come rettore universitario da ventisei anni mi lascia pochissimo tempo per scrivere. Comunque, approfitto di qualunque momento libero del giorno per farlo. Il mio grande sogno è finire il mio secondo romanzo.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Ernest Hemingway come autore di romanzi, Albert Camus come autore di saggi, e Cesare Pavese come poeta.



4. Perché è nata la sua opera?

Dopo alcuni versi e racconti scritti da adolescente, le mie prime vere poesie sono nate ai tempi dell’università, quando ho scoperto due cose: che la dittatura era insopportabile e che mi ero innamorato. Il mio unico romanzo ha le sue radici nell’inverno australe del 1974, quando fui costretto a letto e presi in mano “L’Esorcista”. Quel libro ha ispirato la scena più antica de “L’Inverno di Gunter”: il sabba della madre di Verónica. Ho scritto dieci versioni complete del romanzo in Asunción, Pittsburgh e Oklahoma, prima di pubblicare la decima nel 1987.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Ha influito moltissimo. Sebbene l’opera non è autobiografica nel vero senso della parola, è un riflesso in ognuno dei suoi aspetti linguistici, storici e culturali, nonché nella sua struttura letteraria, del mio vissuto in Paraguay, in Europa e negli Stati Uniti durante quell’epoca.

 



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Per me, la letteratura è sempre un impegno profondo e irrinunciabile con la realtà, e soprattutto, con chi prova sofferenza nella realtà.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Tutto.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Credo ci siano diverse persone che mi hanno ispirato, aiutato e incoraggiato a scrivere la mia opera. Mia moglie Greta Gustafson è stata un’impagabile compagna durante i nostri lunghi anni in esilio; i miei colleghi statunitensi Sharon Keefe Ugalde e Tracy K. Lewis mi hanno dato nel momento decisivo la certezza che io fossi in grado di scrivere bene; il mio amico Augusto Roa Bastos mi ha consigliato con immenso affetto e pazienza su come ripulire la penultima versione del mio romanzo, che a quell’epoca era sulle 450 pagine, alleggerendolo di tutto il materiale superfluo, e adesso Tracy e la mia cara traduttrice all’italiano, Francesca Bellucci, fanno il possibile per persuadermi a finire il mio secondo romanzo, usando il metodo con cui Puccini convinse David Velasco a cedere i diritti di Madame Butterfly: stringendomi il collo.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Suppongo siano stati i membri della giuria che ha concesso il Premio Libro del Año nel 1987, che includevano César Alonso de las Heras, Alcibiades González Delvalle e Jorge Báez.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Credo che la letteratura continuerà a godere di un’enorme vitalità, tanto nella sua forma tradizionale su carta, quanto in forma elettronica.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Mi piace tantissimo l’audiolibro, specialmente per i non vedenti e per chi ha bisogno di guidare durante lunghe ore. Mi ha emozionato sapere che i non vedenti che assistevano comunque alle opere presentate dalla compagnia di opera della Universidad del Norte, l’unica compagnia universitaria del Paraguay - fondata tralaltro da Francesca Bellucci - mi hanno detto di aver gradito immensamente la versione in audiolibro del mio romanzo. Paradossalmente, l’e-book de” L’Inverno di Gunter” non é ancora disponibile in spagnolo, mentre invece si trova in inglese fin dalla sua riedizione a Londra questo lo scorso anno.



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Mercoledì, 20 Dicembre 2017 | di @BookSprint Edizioni

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