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13 Mar
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Intervista all'autore - Grazia Barbagallo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivere per me è quasi una cosa automatica. Se la mia mente è libera da altri pensieri, da un piccolo spunto la mia mano può partire a scrivere su un foglio bianco con molta facilità. La tastiera mi è amica ma meno della vecchia cara penna. L'effetto che su di me ha la scrittura, è particolarmente rilassante ed emozionante. Cerco, quando scrivo, di sviscerare al meglio il mio stato d'animo o quello dei personaggi da cui traggo spunto e di farli vivere attraverso le parole.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

C'è molto della mia vita reale diciamo un settanta per cento.




3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

È cominciato tutto pensando al concetto di "Bellezza". Ho provato a capire cosa fosse per me la vera bellezza e da lì sono tornata indietro nel tempo, ho ripensato ad esperienze ed incontri che hanno lasciato un segno nella mia vita. Ho immaginato che l'orrore di cui subiamo parecchie razioni durante la giornata attraverso i media, si potesse contrastare un po’ attraverso la lettura ed ho fantasticato sul fatto che magari attraverso questo libro avrei potuto comunque essere più vicina a diversi esempi di umanità sofferente.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Prima volevo intitolarlo "La Bellezza", poi ho pensato che forse sarebbe stato interpretato male con questo titolo rispetto al suo contenuto.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Io con me porterei "Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini perché è l'unico libro che mi ha fatto piangere e mi ha fatto vedere i luoghi ed i personaggi come se li vedessi in uno schermo cinematografico.



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo senza esitazione!



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Ho sempre scritto qualcosa. Da bambina e studentessa, temi che non finivano mai, per fortuna prendevo voti buoni. Da adolescente fino alla maggiore età, tenevo un diario che amavo scrivere la notte rannicchiata nella mia stanza per non farmi scoprire ed inoltre tenevo un rapporto epistolare con la mia amica del cuore che abitava a Sondrio. Poi è cominciato il periodo dei versi dedicati al mio uomo, adesso con la maturità, ho scritto un romanzo-dedica a mia madre che però non ho pubblicato (per distoglierla un po’ dal suo dolore), ho scritto delle fiabe semplicemente per regalarle a bambini a me vicini. Questo è il mio primo lavoro pubblico.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Volendo descrivere ciò che ti porta la vera felicità e ti resta impresso prima di dormire, ho ripensato a momenti belli vissuti in prima persona o vissuti da altri, che hanno colpito la mia fantasia. Una gita fatta la primavera scorsa, mi ha lasciato un misto di felicità ed amaro in bocca, quando ho rivisto dopo un po’ di anni il punto dove avvenne la strage di Capaci. Falcone e Borsellino sono i miei eroi preferiti, non dimenticando tutti gli altri morti ammazzati in nome del potere. Usare il nome mafia è riduttivo.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È un traguardo che ho sognato ad occhi aperti di raggiungere ed adesso mi rendo conto che è il vero obiettivo che dentro di me accarezzavo da sempre.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

La mia stupenda e forte come una roccia Mamma. Lei mi ha spinto a continuare e credere in questo progetto.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso che sia una bellissima opportunità per chi ha problemi con la vista o chi si stanca o si deconcentra con il cartaceo o con l'e-book.

 

  

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Lunedì, 13 Marzo 2017 | di @BookSprint Edizioni

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