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08 Mar
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Intervista all'autore - Marissa Chiodini

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivere è rendere fruibile un pensiero. Sento una grandissima Libertà, è il momento più libero di vita che mi rende viva nell'universo.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Esperienza vissuta e soprattutto sentita in un momento del mio lavoro-assistenza. Mi sono fermata a pensare, dopo aver constatato grande malessere negli ospiti di strutture chiamate Case di Riposo. Io mi sono trovata di fronte a un momento di grande intensità- dolore della nostra vita. Ho solo cercato di parlare e riportare nel mio scritto i malesseri e soprattutto il grande tabù della morte; nessuno di noi ha compreso questo passaggio.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Ho scritto per le persone che sentono il disagio di questi luoghi, scrivo della solitudine che le circonda e, voglio sottolineare, la nostra paura rispetto a questo momento. Io desidero morire da viva, non è una stupidata, per me la vita ha valore fino all'ultimo respiro, per cui rispetto e dignità anche se la mia vita non è più manifesta, è latente, ma non morta.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Il libro è partito proprio da questa frase: SIA LODATO GESU' CRISTO. Questi nostri anziani hanno una fede veramente grande, la loro vita, con la morte, è in mano a un padre Dio. Le loro vite sono cariche di grande vita, ascoltarli e interrogarli è una costante rivelazione.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Personalmente adoro gli scrittori Israeliani Singer, per es, hanno una capacità di scrittura che mi piacerebbe avere: sogno. Resurrezione di Tolstoj.



6. E-book o cartaceo?

Siamo nel mondo digitale, l'E-book sembra indispensabile.Io sono una nostalgica preferisco il cartaceo; vuoi mettere aprire la borsa e tirar fuori un libro di carta?



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Voglio sottolineare che lo scrivere non ti fa scrittore. Sono una persona che non ha studiato per cui non c'è la "famosa Cultura Classica" non ce l'ho, sono solo molto curiosa e mi guardo intorno. Scrivo come parlo, troppo, quello che mi tocca come persona che vive questo momento.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Io ho avuto la meravigliosa esperienza di racconti di vite dignitose, orgogliose e di grande moralità: mi hanno regalato degli splendidi gioielli, mi hanno riempito la vita.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

L'aspettativa era intensa, subito mi sembrava la realizzazione di un grande sogno poi la sensazione di portare avanti questo mio sognare. E da li ho realizzato che è sempre la prima volta.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Fabrizia, una mia amica che ha sostenuto questa mia decisione. Poi, per 2 anni l'ho lasciato fermo, l'ho ripreso in mano dopo l'ennesima notizia degli operatori che maltrattano i deboli vecchi- bambini. Io non ho mai visto nessuno infierire contro questi nostri indifesi, ho notato scarsa empatia, sorrisi, amorevoli atteggiamenti. Bisogna che nella scuola per operatori si punti su quelli chiamati "sentimenti".



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Siamo sulla strada del tutto facile, veloce e pronto. Io penso un po' come dice Chaplin; non abbiamo bisogno di macchine ma di menti pensanti.  
 

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