Affidandolo ai tipi di BookSprint Edizioni, Silvana pubblica il suo primo testo: “Gaia e la festa di primavera”, un romanzo fantasy di 122 pagine in versione cartacea e digitale. La storia, semplice ma non banale, è ricca di riferimenti formativi tanto che il testo si rende particolarmente adatto ad un pubblico di lettori in erba che, attraverso la lettura del libro, si cimentano in un percorso di crescita. Ma anche per gli adulti che, singolarmente o in compagnia dei propri ragazzi, decidano di calarsi nell’inebriante magia fiorita, frutto della penna dell’autrice.
L’atmosfera rarefatta di Prato Fiorito e quella opaca di Prato Spento si muovono antitetiche all’interno del romanzo. Dimora di allegri e leggiadri fiori la prima e sede di aridi esseri la seconda, insieme, ospitano il nugolo di creature protagoniste del romanzo. Appartenenti al genere animale o vegetale, gli esponenti delle due dimensioni, una positiva e l’altra negativa, sono i rappresentanti di un’intera società. È con la figura di messer Papavero Blu che Silvana offre ai lettori una versione romanzata di ciò che è malvagio. «Così “Messere Papavero Blu” aveva operai-schiavi che sfruttava nella sua fabbrica facendoli lavorare da mattina a sera, e in più li usava come cavie per sperimentare nuove sostanze dagli effetti sempre più potenti e nocivi, e ancor di più come suoi involontari soldati.» A lui fa adottare una serie di desideri e comportamenti scorretti che cozzano con la serena mitezza della pagine iniziali e la cui bellezza corrisponde alla grazia del personaggio protagonista: Margherita, splendente di leggiadria e gaiezza. «Tutti la chiamavano Gaia, perché solare, piena di gioia di vivere, di allegria contagiosa, di bontà, di al-truismo, sempre disponibile con tutti, davvero il fiore più bello e gentile del villaggio “Prato Fiorito”! Si può dire che scintillava di vita!» Ma se numerose peripezie ostacolano l’evolversi dei fatti, il lieto fine è comunque assicurato!
Veloce facile lineare e pulito: in questi quattro aggettivi è sintetizzato lo stile narrativo dell’esordiente Silvana. L’assenza di complessità ben si sposa con le parti scritte in forma di filastrocca; nella lettura di queste, adulti e piccini individuano un gradito momento di condivisione. Ed infine un cenno alla simpatica umanizzazione delle creature. Apprezzata dagli adulti, la naturalezza con cui vizi e virtù umani sono esposti nella pagine del romanzo, è soprattutto nelle menti dei giovanissimi che suscita curiosità e motivo di riflessione.