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07 Nov
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Intervista all'autore - Antonino Sergi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Come avevo detto per il libro “IL SOGNATORE”, sono nato a Messina il 21 maggio del secolo scorso e fino all'età di 19 anni ero impegnato tra scuola e lavoro dopo i 19 anni mi sono arruolato nella Guardia di Finanza e da questo momento cambia completamente la mia vita. Finito il corso mi hanno trasferito a Venezia e dopo qualche anno mi sono sposato e ho due figli. Sono stato costretto a cambiare lavoro in quanto era dura andare avanti con lo stipendio militare.

Vinco il concorso per i mezzi di trasporto pubblici “Veneziano” e da qui vado in pensione da comandante di macchina per le grandi unità. Rimango a vivere a Venezia in quanto ho tutti i miei affetti e gli amici ma non ero soddisfatto di rimaner senza far niente ed è così che ho scelto di fare volontariato per le persone poco abili; ancora oggi lo faccio. Poi mi è stato chiesto di fare il coordinatore dell’opera omnia (CRONISTORIA) di monsignore Ermenegildo Fusaro ed ho accettato quindi da diversi anni, io faccio di tutto per fare conoscere questo prete, morto nel 2002 al pubblico. Da un paio di anni ho l'hobby di scrivere romanzi romantici.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

La sera dopo cena.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Sinceramente mi piacciono diversi autori sia italiani che stranieri e se devo mettere un nome preferisco darlo a Salvatore Quasimodo (Siciliano come me).



4. Perché è nata la sua opera?

L'opera iniziale è nata per una tristezza nel non poter salutare una persona che partiva con il treno da Mestre, mi aveva chiesto se gli prendevo una bottiglia d'acqua per il viaggio e nonostante abbia fatto di corsa, al mio ritorno non c'era più, era passato il treno portandola via. Tornato a casa mi sono messo a scrivere come a sfogarmi e del tipo di vita che avrei voluto fare e visto che mano, mano che scrivevo gli amici di facebook mettevano il MI PIACE, ed io incoraggiato la tolgo da facebook per poi scriverla meglio e completa e cosi mi sono rivolto a voi.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Queste domande hanno influito poco, in quanto io sono sempre stato un romantico e molto socievole vedendo sempre nel mio prossimo le cose che ci uniscono e non quelle che ci dividono ed è per questo che vado d'accordo con tutti.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Penso che siano entrambi a seconda di cosa si sta scrivendo.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

C'è parecchio un 75% trattandosi di romanzi romantici , praticamente sono come se io ho fatto quella vita si ogni libro è come una autobiografia fantastica con delle cose anche vere e non potendola realizzare nella realtà lo faccio sul cartaceo.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Sì, la persona che non ho potuto salutare alla stazione di Mestre.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Alla stessa persona che non ho salutato.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

Spero di no!



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Questa la trovo utile per le persone non vedenti, (o per chi è pigro nel leggere) quindi la considero un valore aggiunto.

 

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Venerdì, 07 Novembre 2014 | di @BookSprint Edizioni

1 COMMENTO

  • Link al commento Sandrina Segresti inviato da Sandrina Segresti

    Si Antonino è così...un uomo sincero, buono. .....ancora un ragazzo con pieno entusiasmo della vita ....chi è suo amico vero lo sarà per sempre!!!!!!

    Giovedì, 27 Novembre 2014 08:46

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